Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Sanità, 18,8 miliardi di tagli invisibili: il diritto alla salute è a rischio

Il 9° Rapporto GIMBE denuncia il sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale, le disuguaglianze territoriali e il peso crescente delle spese sulle famiglie. Servono risorse e riforme per garantire cure a tutti. 19/10/26

lunedì 19 ottobre 2026
Tempo di lettura: min

Il diritto alla salute in Italia dipende sempre più dal luogo in cui si vive e dalle proprie disponibilità economiche. Le risorse pubbliche faticano a rispondere ai bisogni della popolazione, mentre aumentano le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie. Il rischio è un progressivo indebolimento dei principi di universalità, uguaglianza ed equità sui quali si fonda il Servizio sanitario nazionale (Ssn).

È il quadro delineato dal 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato il 7 ottobre 2026 dalla Fondazione GIMBE alla Camera dei Deputati. Il rapporto, giunto alla nona edizione, analizza finanziamenti, spesa sanitaria, livelli essenziali di assistenza, personale e attuazione degli investimenti del Pnrr. L'obiettivo è valutare lo stato di salute del servizio pubblico e individuare gli interventi necessari per garantirne la sostenibilità.


Finanziamenti: 18,8 miliardi di risorse mancate in quattro anni

Tra il 2023 e il 2026 il finanziamento pubblico della sanità è aumentato di 17,5 miliardi di euro. Secondo GIMBE, tuttavia, il Servizio sanitario nazionale ha accumulato 18,8 miliardi di euro di finanziamento mancato rispetto a quanto avrebbe ricevuto mantenendo costante al 6,27% la quota del Pil destinata alla sanità. Sono i cosiddetti tagli invisibili: risorse che non vengono formalmente sottratte al sistema, ma che vengono meno rispetto a un determinato livello di finanziamento.

Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale tra il 2023 e il 2026 e le risorse mancate rispetto alla quota di Pil presa come riferimento da GIMBE.
Fonte: Fondazione GIMBE, 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale

Il confronto internazionale e le previsioni per i prossimi anni confermano le difficoltà del sistema sanitario italiano. Secondo il Rapporto GIMBE:

  • 6,2% del Pil destinato alla spesa sanitaria pubblica nel 2025, contro una media del 7,1% dei Paesi europei e dell'Ocse.
  • 3.952 dollari pro capite di spesa sanitaria pubblica, a parità di potere d'acquisto, rispetto ai 4.965 dollari della media europea.
  • 32,3 miliardi di euro di divario cumulativo previsto per il triennio 2027-2029 tra il finanziamento disponibile e la spesa sanitaria stimata.

Spesa sanitaria pubblica pro capite nel 2025: il confronto internazionale evidenzia il divario tra l'Italia e la media europea.
Fonte: Fondazione GIMBE, 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale

Una distanza che rischia di aggravare le difficoltà del servizio pubblico e di compromettere ulteriormente la capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione.


Cure sempre più a carico delle famiglie e disuguaglianze territoriali

Nel 2025 le famiglie italiane hanno sostenuto direttamente 42,4 miliardi di euro di spese sanitarie. Un peso economico che rende l'accesso alle cure più difficile per chi dispone di redditi bassi e può accentuare le disuguaglianze sociali. Il rapporto richiama anche le profonde differenze territoriali nella garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), le prestazioni che il servizio pubblico deve assicurare a tutti i cittadini.
L'accesso alle cure continua a variare tra Regioni e territori. La mobilità sanitaria, cioè il ricorso a strutture di altre Regioni per ricevere assistenza, rappresenta un ulteriore segnale degli squilibri del sistema. Secondo GIMBE, reddito, luogo di residenza e disponibilità di coperture sanitarie integrative incidono sempre più sui tempi di attesa e sulla possibilità di ottenere le prestazioni necessarie.
A queste criticità si aggiunge la carenza di personale. Un medico su quattro e un infermiere su cinque censiti dall'Ocse non lavorano nel Ssn. La Fondazione stima inoltre che la spesa cumulativa per il personale sanitario sia stata inferiore di 36,8 miliardi di euro rispetto a uno scenario in cui la sua quota sulla spesa sanitaria fosse rimasta ai livelli del 2012. La difficoltà di trattenere e valorizzare i professionisti compromette la capacità del servizio pubblico di garantire assistenza tempestiva e continuativa.

Pnrr Salute: concluso il Piano, ora bisogna verificare i risultati

Il Pnrr ha concluso la fase di attuazione il 31 agosto 2026. Il 29 settembre il Governo italiano ha trasmesso alla Commissione europea l'ultima richiesta di pagamento, che per la Missione 6 Salute comprende nove obiettivi e una tappa intermedia, ancora in attesa della validazione europea al momento della pubblicazione del Rapporto.

Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE, solo per tre dei 10 traguardi è possibile verificare il rispetto dei requisiti previsti. Per gli altri sette mancano informazioni pubbliche sufficientemente dettagliate. Questo non significa che gli obiettivi non siano stati raggiunti, ma che non è ancora possibile verificarne completamente il conseguimento.

La questione riguarda soprattutto gli effetti degli investimenti. Dal 2027 sarà necessario verificare se le strutture e i servizi finanziati siano realmente operativi, se dispongano di personale adeguato e se abbiano migliorato l'accesso alle cure, la qualità dell'assistenza e i risultati per la salute dei cittadini.

GIMBE chiede quindi un monitoraggio pubblico continuativo degli effetti della Missione 6, con dati aperti e aggiornamenti almeno semestrali.

Un Piano di rilancio in 16 punti per il Servizio sanitario nazionale

Per affrontare le criticità individuate, GIMBE ha aggiornato il proprio Piano di rilancio del Servizio sanitario nazionale, articolato in 16 linee di intervento.

Le priorità comprendono il rafforzamento del finanziamento pubblico, una distribuzione più equa delle risorse tra le Regioni, la valorizzazione del personale sanitario e la garanzia dei Lea su tutto il territorio nazionale.

Le 16 linee di intervento del Piano di rilancio del Servizio sanitario nazionale proposto dalla Fondazione GIMBE.
Fonte: Fondazione GIMBE, 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale

Il Piano propone inoltre di migliorare l'integrazione tra ospedali, assistenza territoriale e servizi sociali, rafforzare la prevenzione, contrastare sprechi e inefficienze e promuovere ricerca e digitalizzazione.

Un'attenzione specifica riguarda il rapporto tra sanità pubblica e privata e la necessità di assicurare che le risorse disponibili siano utilizzate secondo i bisogni di salute della popolazione.

Il documento sarà utilizzato dalla Fondazione anche per valutare le proposte delle forze politiche in vista delle prossime consultazioni elettorali.

Il riferimento resta l'articolo 32 della Costituzione, che riconosce la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Un principio che, secondo GIMBE, richiede un impegno politico e finanziario continuativo per garantire a tutti un accesso equo alle cure.

Aderenti