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Caro petrolio, con le auto elettriche risparmiati 20 miliardi di dollari in sei mesi
Mentre la guerra contro l’Iran spinge il petrolio oltre i 100 dollari al barile, le auto elettriche riducono la dipendenza dal greggio: tra marzo e agosto 2026 hanno evitato il consumo di 200 milioni di barili. L’analisi Ember. 20/10/26
Tra marzo e agosto 2026, nei primi sei mesi della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, le auto elettriche hanno evitato il consumo di 200 milioni di barili di greggio, facendo risparmiare ai Paesi importatori 20 miliardi di dollari. In generale, nei primi otto mesi del 2026, i veicoli elettrici a batteria (BEV) hanno rappresentato il 18% delle vendite globali di auto nuove, contro il 16% registrato nello stesso periodo del 2025.
È quanto emerge da un’analisi di Ember che prende in esame 56 Paesi, dove si registra oltre il 90% delle vendite di auto elettriche a livello globale (e dove si vende oltre l’80% di tutte le auto nel mondo). Il think tank sull’energia sottolinea, inoltre, che a settembre il petrolio ha nuovamente superato i 100 dollari al barile, dopo aver oltrepassato questa soglia più volte da maggio. Dall’inizio dell’anno, il prezzo di chiusura giornaliero del Brent ha infatti sfondato il muro dei 100 dollari per più di 60 volte. L’ultima volta che era successo con questa frequenza risale al 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Con ogni probabilità, la tendenza dovrebbe proseguire per il resto dell’anno.
A complicare il quadro c’è poi la crisi delle forniture di gasolio e di altri prodotti raffinati, aggravata dagli attacchi alle raffinerie e dalle ripercussioni sui flussi globali di petrolio. Il gasolio è utilizzato soprattutto nel trasporto su strada e le difficoltà di approvvigionamento stanno avendo conseguenze dirette sugli automobilisti, in particolare in mercati come quello europeo.
I vantaggi delle BEV
Tra le economie più dipendenti dalle importazioni di petrolio, Cina e Unione europea sono i mercati in cui le flotte di auto elettriche hanno consentito di sostituire i maggiori volumi di greggio. Nei sei mesi successivi all’inizio della crisi energetica legata allo Stretto di Hormuz, il risparmio per la Cina è stato pari a 14 miliardi di dollari, circa tre quarti del valore complessivo del petrolio sostituito dalle auto elettriche in tutti i Paesi importatori analizzati. Nell’Unione europea il petrolio sostituito dalle auto elettriche ha raggiunto un valore di 3,1 miliardi di dollari. Germania e Francia hanno tratto i maggiori benefici, rispettivamente con 760 e 560 milioni di dollari. Nel Regno Unito, invece, il risparmio di petrolio nei sei mesi considerati è stato pari a circa 790 milioni di dollari.
Il quadro cambia se si rapportano i risparmi ai consumi nazionali. In questo caso è la Danimarca a distinguersi: ad agosto, il parco di auto elettriche in circolazione ha permesso di evitare un consumo annualizzato di 6,4 milioni di barili di petrolio (il 13% del consumo di petrolio di tutto il 2025).
“I Paesi che hanno investito nei veicoli elettrici prima di questa crisi sono oggi meglio protetti, e un numero crescente di altri li sta seguendo - osserva Euan Graham, analista senior del settore energetico di Ember -. Ogni auto elettrica in circolazione riduce l’esposizione alla volatilità dei mercati petroliferi. Con l’aumento delle flotte cresce anche la capacità di proteggersi da futuri shock dell’offerta. I benefici dell’elettrificazione, dunque, non si limitano alla riduzione delle emissioni: riguardano anche la sicurezza energetica, la resilienza economica e la vulnerabilità dei Paesi che dipendono dal petrolio importato”.
Male gli Stati Uniti
Sul fronte della transizione ai veicoli elettrici, gli Stati Uniti stanno perdendo terreno rispetto al resto del mondo. Dopo la riduzione degli incentivi federali nel 2025 voluta dal governo Trump, nei primi otto mesi del 2026 le auto elettriche a batteria (BEV) hanno rappresentato appena il 6% delle vendite di veicoli leggeri nel Paese. Tra i 56 mercati monitorati da Ember, 49 registrano ormai una quota di vendite superiore a quella statunitense. Di questi, in 15 hanno superato gli Stati Uniti per la prima volta proprio nel 2026, tra cui India, Brasile, Italia, Malesia e Nuova Zelanda.

Per quanto riguarda l’India, la nazione ha incrementato la quota di vendite di BEV grazie al contributo dei costruttori “di casa” Tata e Mahindra: hanno rappresentato oltre il 60% delle vendite di auto elettriche nella prima metà del 2026. Anche il Brasile ha beneficiato della crescita del mercato interno. In Giappone, invece, ciò che ha spinto maggiormente la vendita di BEV sono state le misure di sostegno ai consumatori per ridurre i costi iniziali di acquisto.
Discorso simile per l’Europa, dove le politiche pubbliche continuano a incidere sulla diffusione dei veicoli elettrici. In Francia, il programma di leasing sociale ha contribuito a portare per la prima volta oltre il 30% la quota delle auto elettriche sulle vendite. In Germania, invece, le immatricolazioni sono aumentate dopo l’introduzione di nuovi incentivi per i consumatori all’inizio del 2026.
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