Rubrica: Europa e Agenda 2030
Partenariati o conflitti: le risposte dell’Unione al disordine geopolitico
Settimana 12-18 gennaio. Aiuti all’Ucraina, finanziamento dei piani di difesa, sigla dell’accordo con il Mercosur, prime risposte alle tensioni sulla Groenlandia.
Anche nell’ultima settimana la geopolitica ha dominato l’attenzione e ha riempito le agende dei leader della Commissione e del Consiglio europeo. Su diversi fronti: formalizzazione degli aiuti all’Ucraina con il pacchetto di assistenza per il periodo 2026-2027 di 90 miliardi di euro, approvazione della prima ondata di finanziamenti europei per la difesa a favore di otto Stati membri, con la sottoscrizione dell’accordo con il Mercosur, con l’assunzione di dichiarazioni formali nei confronti delle pressioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia.
Il pacchetto per l’assistenza all’Ucraina, adottato dalla Commissione il 14 gennaio da seguito alla decisione del Consiglio europeo dello scorso 18 dicembre di erogare 90 miliardi di euro a sostegno alle esigenze militari e di bilancio dell'Ucraina per il biennio 26-27, si compone di tre proposte legislative:
- per l’istituzione del nuovo prestito;
- per la modifica dello strumento per l'Ucraina, come uno dei mezzi per attuare l'assistenza a favore dell'Ucraina;
- per la modifica del regolamento sul quadro finanziario pluriennale per consentire la copertura del prestito all'Ucraina con il "margine di manovra" del bilancio dell'Ue.
Il sostegno proposto si articolerà in due componenti: circa due terzi, pari a 60 miliardi di euro, destinati all'assistenza militare, e il terzo restante di 30 miliardi di euro, erogato come sostegno al bilancio generale dell’Ucraina. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale il pacchetto di sostegno dell’Ue copre due terzi del fabbisogno complessivo di finanziamenti dell'Ucraina per i prossimi due anni, risultando quindi necessario il contributo da parte degli altri partner internazionali nell’ambito del G7.
Il sostegno all'Ucraina sarà finanziato mediante prestiti comuni dell'Ue sui mercati dei capitali e assumerà la forma di un prestito con diritto di rivalsa, con riserva al diritto di usare i beni russi bloccati nell'Ue per il relativo rimborso, rispettando il diritto dell'Unione e internazionale.
La Commissione europea ha evidenziato che dall'inizio della guerra di aggressione della Russia all'Ucraina l'Ue e i suoi Stati membri hanno fornito un sostegno complessivo di 193,3 miliardi di euro all'Ucraina e agli ucraini, compresi 3,7 miliardi di euro derivanti dai proventi dei beni russi bloccati, specificando che nessuno ha fatto di più.
Nell'ambito dello strumento finanziario Safe lanciato con il libro bianco europeo per la difesa, sono stati approvati i piani d’investimento nazionale per la difesa di otto Stati membri (Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Croazia, Cipro, Portogallo e Romania) a cui seguirà la concessione di prestiti. Il diritto alla quota di prestito dal fondo Safe per questi primi otto Stati membri ammonta a circa 38 miliardi di euro dal bilancio dell’Unione.
Per quanto riguarda il processo di pacificazione a Gaza, la Commissione ha accolto con formale dichiarazione del 15 gennaio il lancio della fase due del piano degli Stati Uniti per la fine del conflitto, in particolare per la nomina di un Comitato nazionale palestinese per l'amministrazione di Gaza con il sostegno dell'Autorità palestinese.
Il 17 gennaio è stato siglato ad Asuncion in Paraguay l’accordo di partnership (Apem) e all’accordo commerciale provvisorio (Acp) tra l’Ue e l’Argentina, il Brasile, il Paraguay e l’Uruguay uniti nel Mercosur, dopo il via libera adottato dal Consiglio (per i contenuti essenziali vedi nostra rubrica Europa del 13 gennaio 2025).
La Commissione sintetizza i benefici dell’accordo commerciale nel comunicato stampa, evidenziando come lo stesso creerà una delle più grandi zone commerciali al mondo, che coprirà un mercato di circa 700 milioni di consumatori, offrendo nuove e significative opportunità commerciali per le aziende di tutta l'Ue, determinando un aumento stimato del 39% delle esportazioni annuali verso il Mercosur per un valore di circa 49 miliardi di euro, sostenendo al contempo centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’Ue. Le imprese europee che già commerciano con i Paesi del Mercosur risparmieranno 4 miliardi di dazi ogni anno.
Questi dati sono ripresi nella dichiarazione rilasciata dalla presidente Ursula von der Leyen. Von der Leyen sottolinea in particolare come con la sigla di questi accordi dimostriamo al mondo che siamo a favore dell'apertura, della cooperazione e del reciproco guadagno nelle nostre economie, nel nostro lavoro sulla sostenibilità e nelle nostre scelte geopolitiche. La dichiarazione mette in evidenzia inoltre come questi accordi rappresentano l’impegno reciproco alla neutralità climatica al 2050, offrendo un chiaro contributo per il commercio alla transizione verde, allo sviluppo sostenibile e alla protezione dei diritti al lavoro.
La presidente della Commissione non trascura nella dichiarazione di prestare attenzione nei confronti delle rimostranze degli agricoltori: abbiamo ascoltato le vostre preoccupazioni e abbiamo agito di conseguenza. Questo accordo contiene solide garanzie per proteggere i vostri mezzi di sussistenza e i nostri delicati settori agricoli. Offre notevoli opportunità economiche per molti esportatori agroalimentari dell'Ue. Tutela 350 indicazioni geografiche europee, più che in qualsiasi altro accordo commerciale dell'Ue.
Il presidente del Consiglio europeo António Costa nel suo discorso alla cerimonia della firma sottolinea con la stessa enfasi gli stessi concetti: con questo accordo inviamo un messaggio chiaro al mondo, un messaggio di difesa del commercio libero basato sulle norme del multilateralismo e del diritto internazionale come base delle relazioni tra Paesi e regioni. Questo accordo è una punta decisa per l’apertura, l’interscambio e la cooperazione, di fronte all’isolazionismo, all’unilateralismo e all’uso del commercio come arma geopolitica. […] Non pretendiamo di dominare né di imporre, ma di promuovere e rinforzare i legami tra i nostri cittadini e tra le nostre imprese, per creare ricchezza in una forma sostenibile, proteggendo l'ambiente e i diritti dei lavoratori. Non vogliamo creare dipendenze; vogliamo creare reti: reti di scambi, regole e fiducia.
In un’altra direzione i leader europei sono sollecitati a rispondere, nello stesso 17 gennaio, giornata della storica firma degli accordi Ue con il Mercosur, rispetto alle insistenti pressioni degli Stati Uniti per l’acquisizione il territorio della Groenlandia e all’annuncio di dazi nei confronti dei Paesi europei che si oppongo.
Ursula von der Leyen e António Costa rilasciano una formale breve dichiarazione congiunta ribadendo che l’integrità e la sovranità territoriale sono principi fondamentali del diritto internazionale, che la posizione dell’Ue è in piena solidarietà con la Danimarca e la Groenlandia, e che il dialogo resta essenziale. Concludendo specificano: i dazi minerebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero una pericolosa spirale discendente. L'Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità.
All’indomani, 18 gennaio, António Costa, in merito alle tensioni legate alla Groenlandia annuncia la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio europeo nei prossimi giorni.
