Rubrica: Europa e Agenda 2030
Energia pulita prodotta localmente: unica soluzione duratura per la competitività
Settimana 9-15 marzo. Misure per rendere i cittadini protagonisti della transizione energetica e nuove strategie per l’energia pulita in Ue. Combattere la povertà minorile. Contrastare le carenze di competenze.
Il 10 marzo la Commissione europea ha adottato un pacchetto “Energia e cittadini” con nuove misure a sostegno delle persone nella transizione energetica, oltre a due nuovi atti strategici per investimenti nell’energia pulita e per lo sviluppo di reattori di piccola dimensione.
La vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribeira nella conferenza stampa di presentazione è stata molto chiara nel dichiarare che l'energia pulita prodotta localmente è l'unica soluzione duratura per la nostra competitività, ma anche per garantire la sostenibilità economica alle nostre famiglie. Il Commissario all’energia Dan Jørgensen ha in particolare sottolineato come le misure nel pacchetto perseguono lo scopo di affrontare la povertà energetica che affligge quasi il 10% dei cittadini europei: vogliamo proteggere i cittadini più vulnerabili e dare alle comunità locali gli strumenti per produrre la propria energia.
La strategia per gli investimenti nell’energia pulita definisce misure per ampliare il contributo della finanza privata alla transizione con un decisivo effetto leva della finanza pubblica. La Banca europea degli investimenti allo scopo destinerà 75 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
La strategia per lo sviluppo di reattori di piccola dimensione mira a rendere pronte nuove tecnologie per la produzione di energia nucleare dall’inizio del prossimo decennio, per gli Stati membri che lo vorranno.
In particolare le iniziative del pacchetto “Energia e cittadini” che rientrano nel quadro del Piano d’azione per l’energia accessibile adottata un anno fa circa, assumono un valore strategico importante alla luce del rialzo dei prezzi dell’energia originata dal conflitto in Medio Oriente, come ancora evidenzia la vicepresidente Ribeira: vorrei concludere sottolineando ancora una volta che gli shock che stiamo vivendo dimostrano che, ora più che mai, è necessario accelerare la transizione energetica per ragioni di competitività, ma anche, come ho già detto, per ragioni di sicurezza energetica e stabilità economica. Non c'è più spazio per la diversificazione quando si parla di gas naturale. C'è invece molto più margine per affidarsi all'energia pulita prodotta localmente: città più sane, cittadini più sicuri, bollette più basse, maggiori opportunità industriali e commerciali e maggiore sicurezza per tutti noi.
Il pacchetto di compone di quattro pilastri (in cui si articolano nove azioni):
- ridurre le bollette energetiche delle famiglie: con la diminuzione delle imposte e i prelievi sull’energia elettrica, dei costi di rete per i consumatori locali, con la promozione dell'uso di tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo energetico, offrendo ai consumatori la possibilità e i mezzi per ottenere l'offerta più economica e per cambiare rapidamente fornitore;
- proteggere e responsabilizzare i consumatori: attraverso la promozione dell'autoproduzione e la condivisione dell'energia tra i cittadini, la flessibilità nel consumo attraverso i contratti al dettaglio, il rafforzamento della fiducia dei consumatori e la lotta contro le pratiche commerciali sleali. La Commissione prevede in particolare l’adozione di una strategia per le comunità energetiche.
- affrontare la povertà energetica e la vulnerabilità: unire le forze per ridurre la povertà energetica e garantire la protezione dei cittadini vulnerabili dalle interruzioni della fornitura. La Commissione prevede di aggiornare la raccomandazione agli Stati membri sulla povertà energetica del 2023;
- attuare la normativa Ue vigente: la Commissione intende razionalizzare le iniziative esistenti e aumentare la visibilità degli strumenti di sostegno esistenti, rafforzando anche il dialogo con le organizzazioni nazionali dei consumatori. Puntando particolare all’azione locale, la Commissione annuncia inoltre la pubblicazione di orientamenti agli Stati membri, per responsabilizzare le città aiutandole a sfruttare appieno il potenziale degli enti locali nella realizzazione della transizione verso l'energia pulita. Nel contesto è richiamata l’iniziativa del Patto dei sindaci.
Nuovi atti del Consiglio dell’Unione
Di particolare interesse è anche l’adozione da parte del Consiglio dell’Unione europea di due atti adottati il 9 marzo: conclusioni sul contrasto della povertà minorile e raccomandazione sul capitale umano.
Nelle conclusioni “"Investire nell'infanzia: migliorare il benessere dei minori, rafforzare l'inclusione sociale e combattere la povertà infantile nell'Unione europea”, il Consiglio invita la Commissione e i Paesi dell'Ue a fornire maggiore sostegno ai minori, richiamando l'attenzione sulle potenziali implicazioni a lungo termine della povertà infantile, chiedendo finanziamenti adeguati per le politiche che affrontano la povertà infantile. Il Consiglio mette in luce come promuovere il benessere dei minori può rafforzare la resilienza economica e raccomanda il perseguimento di diversi obiettivi e misure anche già adottate quali: la garanzia infanzia, il reddito minimo adeguato, le misure relative all’inclusione nell’educazione e nello sviluppo di competenze, il rafforzamento della partecipazione attiva dei minori all'elaborazione delle politiche su questioni che incidono sulla loro vita. Alo scopo il Consiglio chiede un approccio integrato alla governance delle politiche per il contrasto alla povertà minorile. In uno specifico allegato alle conclusioni sono richiamati tutti gli atti strategici e legislativi di riferimento nel quadro del Pilastro europeo dei diritti sociali, con evidenziazione anche delle convenzioni internazionali sull’infanzia e dell’Agenda 2030.
La raccomandazione agli Stati membri sul capitale umano con lo scopo di contrastare le carenze di manodopera e di competenze in tutta l'Ue dà seguito al pacchetto d'autunno del semestre europeo adottato dalla Commissione europea il Il 25 novembre 2025, che conteneva per la prima volta una raccomandazione del Consiglio sul capitale umano nell'Unione europea e attuando le misure previste nell’Unione delle competenze.
Raccomandando un rialzo degli investimenti negli Stati membri, nell’atto vengono richiamate evidenze che attestano come il costo dell'inazione è elevato: il calo del livello delle competenze di base tra i giovani potrebbe ridurre la crescita della produttività multifattoriale a lungo termine di circa il 3 % nei paesi dell'OCSE.
Il Consiglio sottolinea nel merito che gli investimenti nel capitale umano, anche per la salute della popolazione e le politiche a sostegno della stessa, contribuiscono a una maggiore produttività e a una crescita economica sostenibile. E puntualizza in particolare la necessità fondamentale di costruire una capacità di analisi preventiva dei fabbisogni.
Il Consiglio avverte in particolare che un'analisi del fabbisogno di competenze accessibile, facilmente comprensibile, mirata e aggiornata è essenziale per politiche di istruzione e formazione efficaci e adeguate alle esigenze future, mentre ad aggi l'analisi del fabbisogno di competenze nell'Ue rimane invece frammentata, il che rappresenta un ostacolo per un processo decisionale ben informato. Il Consiglio precisa che le previsioni della domanda futura per una determinata occupazione tendono a differire notevolmente in quanto rispecchiano ipotesi diverse sulla portata dell'automazione delle mansioni e sul più ampio contesto economico e demografico. Per una politica più informata è necessario mettere a confronto e combinare queste fonti.
Il Consiglio pone l’attenzione anche sul fatto che quasi un lavoratore dipendente su tre nell'Ue svolge lavori che non corrispondono alle proprie competenze, il che suggerisce un utilizzo non ottimale del potenziale di lavoro.
Da queste premesse, la raccomandazione si articola infine nei seguenti capitoli:
- adottare misure per conseguire gli obiettivi a livello dell'Ue concordati nell'ambito dello spazio europeo dell'istruzione per quanto riguarda gli studenti fino a 15 anni con risultati insufficienti nelle competenze di base;
- affrontare le carenze di competenze in settori strategici;
- rafforzare le competenze di base per costruire basi solide per una maggiore competitività;
- rafforzare l'istruzione e la formazione professionale;
- migliorare i risultati dell'istruzione terziaria nelle discipline Stem;
- investire nell'istruzione, nella formazione e nelle competenze;
- realizzare analisi del fabbisogno di competenze per gestire con efficacia le transizioni nel mercato del lavoro.
