Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Europa e Agenda 2030

Le istituzioni dell’Ue di fronte alla crisi in Medio Oriente

Novità dal 6 al 19 aprile. Discorso di Ursula von der Leyen su conflitti in Libano, Iran e prime risposte alla crisi energetica in Ue. Avvio discussioni per azioni coordinate tra gli Stati membri in reazione alla crisi.

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giovedì 23 aprile 2026
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Ursula von der Leyen ha tenuto il 13 aprile un discorso sulla crisi in Medio Oriente e le sue conseguenze, sottolineando che una lezione fondamentale delle ultime settimane è che la sicurezza è indivisibile. Non si può avere stabilità in Medio Oriente o nel Golfo mentre il Libano è in fiamme.

Comunica l’attivazione di aiuti al Libano precisando che nessun aiuto, per quanto consistente, può sostituire la sicurezza di una pace duratura ed esprimendo preoccupazione che i continui attacchi contro il Libano minaccino di far deragliare l'intero processo di pace e invocando il rispetto della sovranità territoriale del Libano.

In relazione specifica all’Iran, la presidente della Commissione europea dichiara che qualsiasi accordo dovrà affrontare le preoccupazioni sollevate dal programma nucleare e missilistico balistico iraniano e dalle sue azioni che ostacolano la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

Sottolinea l’importanza fondamentale di un robusto coordinamento tra Stati membri nel fare fronte in particolare alla crisi energetica come già avvenuto nel 2022 con l’invasione della Russia in Ucraina. Annuncia che la Commissione sta valutando un coordinamento per il riempimento dei depositi di gas degli Stati membri, al fine di evitare che gli stessi si rivolgano al mercato contemporaneamente, entrando così in competizione tra loro e producendo un ulteriore rialzo dei prezzi.

Agli Stati membri raccomanda che le misure di sostegno siano mirate alle famiglie vulnerabili e ai settori colpiti dal rialzo dei prezzi dell’energia, con operatività immediata ma temporanea, sulla base delle buone pratiche sperimentate durante l’ultima crisi energetica del 2022.

Insiste sull’importanza delle misure per la riduzione della domanda: perché l'energia meno costosa è ovviamente quella che non utilizziamo.

Trattando del tema Ets, puntualizzando che sono l'importo più piccolo nella bolletta energetica, evidenzia che l’Ue ne sta migliorando la stabilità e la prevedibilità dei prezzi senza perdere di vista l'importante segnale di prezzo che l’Ets offre ai fini del perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di autonomia energetica. Annuncia che a breve saranno consultati gli Stati membri sui parametri di riferimento Ets aggiornati, sfruttando tutta la flessibilità che il testo giuridico vigente consente e che a luglio 2026 sarà presentato il riesame del quadro di sistema.

In un passaggio chiave del suo discorso, dichiara ancora: stiamo pagando un prezzo altissimo per la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili. E la triste realtà per il nostro continente è che l'energia derivante dai combustibili fossili rimarrà l'opzione più costosa negli anni a venire.

Altre notizie sulle risposte dell’Ue alla crisi in medio-oriente

In pari data, la Commissione europea ha reso noto di aver avviato una consultazione con gli Stati membri per raccogliere i loro pareri per misure mirate e temporaneo per affrontare gli effetti della crisi del conflitto in Medio Oriente su alcuni dei settori più esposti dell'economia, come l'agricoltura, la pesca, il trasporto su strada e il trasporto marittimo a corto raggio intra-Ue. La bozza di proposta include anche un adeguamento temporaneo del quadro di aiuti di Stato del Patto per l’industria pulita che consente una maggiore intensità degli aiuti per far fronte ai picchi dei prezzi dell'energia elettrica.

Nel successivo 16 aprile, la Commissione ha comunicato l’attivazione di finanziamenti di emergenza per proteggere la pesca e l'acquacoltura dalla crisi in Medio Oriente con il supporto della dotazione Feampa (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura) di ciascun Stato membro nell'ambito del rispettivo programma nazionale 2021-2027.

In preparazione del Consiglio europeo che s’incontrerà il 23-24 aprile, il presidente António Costa ha pubblicato il 14 aprile la lettera d’invito in cui annuncia come argomenti principali  la discussione del difficile contesto geopolitico e delle possibili risposte dell’Europa, gli orientamenti politici del Consiglio per i lavori sul quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il periodo 2028-2034, al fine di preparare il terreno per un accordo entro la fine di quest’anno.

Il presidente António Costa nel frattempo si è recato in visita negli Emirati arabi uniti, in Arabia Saudita e in Quatar  per discutere con i leader della penisola arabica sui percorsi di pace nella regione e all’obiettivo della riapertura alla libera navigazione dello stretto di Hormuz, come riassunto nella conferenza stampa del 15 aprile.

 

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