Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: #UnescoSostenibile

Firenze, un laboratorio di sostenibilità nel cuore dell’arte

Dal Rinascimento alla sfida climatica, la città trasforma la sua eredità artistica, con un equilibrio tra innovazione e tutela. Si punta a raggiungere la decarbonizzazione completa entro il 2050, senza alternare l’identità della città.

venerdì 9 gennaio 2026
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Intervista all’assessore alla Mobilità e Transizione ecologica Andrea Giorgio e al Site manager Patrimonio mondiale Unesco Carlo Francini. A cura di Annateresa Rondinella, Cattedra Unesco in Comunità energetiche sostenibili, Università di Pisa.

Firenze è la prova che la tutela può essere innovazione”. Con queste parole Andrea Giorgio, assessore alla Mobilità e Transizione ecologica, riassume la visione della città verso la neutralità climatica: unire conservazione e transizione, bellezza e responsabilità. Dal Rinascimento alla sfida verde, Firenze rinnova la sua vocazione di città-laboratorio, trasformando la sua eredità artistica in motore di sostenibilità e coesione sociale, rafforzando al tempo stesso il proprio ruolo di piattaforma di dialogo tra politiche urbane, conoscenza scientifica e cooperazione internazionale. “Ridurre consumi ed emissioni senza compromettere l’integrità del centro storico è la nostra prima sfida: cerchiamo soluzioni compatibili con i vincoli, a prova di paesaggio”, prosegue l’Assessore Giorgio.

Non è un caso se Jacob Burckhardt definì Firenze la culla della civiltà moderna, luogo in cui l’idea stessa di città come spazio di libertà, innovazione e responsabilità collettiva ha preso forma. Il Centro storico, iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco dal 1982, espressione unica della civiltà rinascimentale e del rapporto storico tra arte, spazio urbano e vita civica, rappresenta uno dei più compiuti esempi al mondo di città storica stratificata e ancora pienamente vissuta. Quella stessa vocazione si traduce oggi in una nuova forma di leadership culturale, in cui il patrimonio diventa strumento di diplomazia scientifica e ambientale, capace di connettere tutela, innovazione e politiche climatiche. Questo equilibrio millenario diventa così banco di prova per la transizione energetica: ridurre emissioni e consumi senza alterare l’identità della città, garantendo al tempo stesso la qualità della vita di residenti e visitatori. Dal 2021 lo Statuto comunale riconosce la neutralità climatica e i diritti delle nuove generazioni come principi ispiratori dell’azione pubblica. Firenze ha adottato un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), allineato al Patto dei Sindaci e rafforzato dallo Smart City Plan, che integra energia, mobilità, innovazione e tutela del patrimonio, in coerenza con i quadri strategici internazionali dell’Agenda 2030 e con il ruolo dei siti Unesco come laboratori globali di sostenibilità. Gli obiettivi sono chiari: ridurre le emissioni di CO₂ del 50% entro il 2030 e raggiungere la decarbonizzazione completa entro il 2050.

Il Piano di gestione del sito Unesco, aggiornato nel 2022, ha inserito progetti emblematici come la Smart city control room, il Florence heritage data system, Firenze Città circolare, la Greenway urbana e Firenze Forma continua, sviluppato con il supporto del laboratorio di ricerca HeRe_Lab (Dida). Tutte progettualità monitorate alla luce degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, a conferma di una governance che mette in dialogo cultura, ambiente e innovazione, sempre nell’ottica di “Salvaguardare l’eccezionale valore universale del sito, che vede l'integrazione di patrimonio tangibile e intangibile” afferma Carlo Francini, Site Manager del sito Patrimonio mondiale “Centro storico di Firenze”.

La città ha avviato un vasto programma di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico grazie a un Contratto di riqualificazione globale con Engie, che interessa scuole, impianti sportivi, musei ed edifici comunali e si concluderà nel 2027. Firenze è inoltre all’avanguardia nell’uso di tecnologie smart: ha completato la sostituzione dell’illuminazione pubblica con sistemi Led intelligenti, avviando il progetto “Firenze Cambia Luce”, che integra efficienza, controllo remoto, Wi-Fi e sensori ambientali. Nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, gli interventi privilegiano edifici in classe A e standard Nzeb (Nearly Zero Energy Building), mentre il programma “Out amianto – IN fotovoltaico” ha permesso di sostituire coperture obsolete con tetti coibentati e pannelli solari. Nonostante i vincoli che impediscono l’installazione di impianti visibili nel centro Unesco, Firenze ha già installato 5,7 MW di fotovoltaico, pari a circa 7.200 MWh di produzione annua, con prospettive di ampliamento grazie alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer). Il progetto pilota nei Quartieri 4 e 5 coinvolge oltre 60 tetti pubblici – scuole, palestre, uffici – per produrre e condividere energia tra cittadine e cittadini, imprese e associazioni. Le Cer non sono un’infrastruttura tecnica ma un modello di cittadinanza energetica: strumenti di equità che contrastano la povertà energetica e rafforzano la partecipazione collettiva. “Le comunità energetiche rappresentano un modo concreto di unire sostenibilità ambientale e giustizia sociale”, evidenzia l’assessore Giorgio.

Parallelamente, Firenze affronta le sfide climatiche legate a alluvioni, calore ed eventi estremi. Il Paesc e il Piano del Verde prevedono depavimentazioni, pocket gardens, piantumazioni e sistemi di drenaggio urbano sostenibile, mentre è in corso la redazione di un documento preparatorio al Piano di gestione del rischio per il sito Unesco, finanziato dalla Legge 77/2006. La partecipazione resta un tratto distintivo della città: dal Town Meeting del 2010 alle Maratone dell’ascolto fino al percorso “Firenze per il Clima”, che coinvolge cittadine e cittadini, imprese e terzo settore nella definizione della strategia per la neutralità climatica. Firenze aderisce inoltre al programma European energy award – ComuneClima Gold, con una Clima Task force che coordina interventi e monitora risultati, rendendo la sostenibilità un metodo di lavoro trasversale.

Anche la sensibilizzazione ambientale passa dal turismo: attraverso il portale Feel Florence, la città promuove un turismo consapevole e distribuito, in sintonia con l’identità del sito Unesco e con le sfide climatiche del 21esimo secolo. “Una Firenze più sostenibile e attenta al microclima urbano è una Firenze più attrattiva, soprattutto per il turismo culturale, sempre più attento ai temi ambientali” afferma l’assessore Giorgio. Il monitoraggio dei consumi e degli impatti ambientali è parte integrante del Paesc e del Patto dei Sindaci, con rapporti biennali di attuazione. Gli interventi di riqualificazione stimano oltre 45.000 tonnellate di CO₂ evitate ogni anno, a cui si aggiungono 4.400 tonnellate grazie alle Cer. Le priorità future mirano a estendere le comunità energetiche, sviluppare soluzioni tecnologiche non invasive per gli edifici storici e rafforzare il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nel percorso verso la neutralità climatica. “La chiave è mantenere l’equilibrio tra tutela e innovazione, sperimentando soluzioni reversibili e promuovendo una gestione del patrimonio che sia anche educativa e partecipata”, osserva il Site Manager Carlo Francini. “Il nostro patrimonio è un dono che attraversa i secoli. Oggi siamo chiamati a proteggerlo innovando, coinvolgendo la comunità e sperimentando tecnologie compatibili con la nostra storia. Questa è la sfida più grande della nostra generazione”, conclude l’assessore Giorgio.

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