Rubrica: #UnescoSostenibile
Assisi: energia condivisa nel segno di San Francesco
Per Assisi, “punto di equilibrio raro tra spirito e città”, la sostenibilità è un tema culturale. Il sindaco Stoppini: “proteggere il paesaggio e produrre energia pulita sono due facce della stessa responsabilità verso il futuro del pianeta”.
Intervista al sindaco di Assisi Valter Stoppini, alla vicesindaca con delega all’Energia Veronica Cavallucci, al Site manager del sito Unesco Giulio Proietti Bocchini. A cura di Annateresa Rondinella, cattedra Unesco in Comunità energetiche sostenibili, Università di Pisa.
“La tutela del patrimonio non è un freno alla transizione energetica: è un invito a farla meglio”, afferma il sindaco Valter Stoppini. Nel cuore dell’Umbria, la città di San Francesco e Santa Chiara affronta la transizione energetica come estensione naturale della cura del creato. Iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2000, “Assisi, la Basilica di San Francesco e altri luoghi francescani” comprende la Basilica Superiore e Inferiore con il Sacro Convento, il centro storico della città e gli altri luoghi legati alla vita del Santo, tra cui l’Eremo delle Carceri, la Chiesa di Santa Chiara, la Cattedrale di San Rufino, la Basilica di Santa Maria degli Angeli e il Santuario di Rivotorto; il sito è riconosciuto per il suo eccezionale valore universale quale testimonianza della profonda interazione tra arte, architettura e spiritualità francescana che ha influenzato lo sviluppo dell’arte e della religiosità in Europa.

San Francesco nasce ad Assisi nel 1181/1182 e muore nel 1226: quest’anno, a 800 anni dalla sua morte, le celebrazioni in suo onore rilanciano un messaggio universale che parla ai/alle credenti e ai/alle non credenti e dialoga con tradizioni diverse; un orizzonte che risuona oggi anche nella Laudato si’, dove la cura della “casa comune” diventa responsabilità condivisa. Il suo messaggio continua a influenzare l’identità della città e il modo in cui interpreta il rapporto tra comunità, paesaggio e responsabilità verso il creato.
Assisi è stata nei secoli anche luogo di riflessione per intellettuali e pensatori contemporanei: il filosofo Jacques Maritain, tra i protagonisti del dialogo tra umanesimo e diritti umani nel Novecento, definì Assisi “un punto di equilibrio raro tra spirito e città”, riconoscendo nel paesaggio francescano un modello di armonia tra comunità umana e natura. Nel Novecento, Assisi ha continuato a parlare anche alla cultura laica: Hermann Hesse, che visitò la città nei primi anni del secolo, vide in San Francesco e nel paesaggio assisano un modello di armonia tra essere umano e natura, capace di interrogare l’essere umano moderno sul rapporto tra progresso, interiorità e responsabilità verso il mondo.
Oggi, quel rapporto tra progresso e responsabilità ha un nome preciso: transizione energetica. Conciliare l’urgenza della transizione con la tutela rigorosa del paesaggio storico è la principale sfida indicata dal vicesindaco Cavallucci: Assisi ha aderito nel 2017 al Patto dei sindaci e ha approvato nel 2020 il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), aggiornato nel 2025, che integra obiettivi di riduzione delle emissioni, resilienza climatica ed efficienza compatibile con i vincoli paesaggistici. Come sottolinea la vicesindaca Cavallucci, “la sostenibilità ad Assisi non è un tema tecnico, ma culturale: significa trovare soluzioni che non tradiscano la forma del paesaggio e al tempo stesso rendano la città più efficiente, vivibile e consapevole”, con interventi progettati per reversibilità e minimo impatto visivo. Negli ultimi anni sono stati sostituiti tutti i corpi illuminanti pubblici con led, riqualificate centrali termiche e avviati efficientamenti degli edifici comunali (coibentazioni leggere, relamping, monitoraggio digitale), mentre per gli immobili vincolati si sperimentano soluzioni integrate.

La Comunità energetica rinnovabile Cantico Ets affonda le radici in uno studio tecnico-economico e giuridico del 2023, curato dalla professoressa ingegnera Stefania Proietti con il Ciriaf – Università di Perugia. Su quelle basi, la Giunta ha approvato la bozza di Statuto il 30 dicembre 2024; a febbraio 2025 è seguito l’avviso per i soci fondatori; tra il 3 e il 15 aprile 2025 sono arrivate l’approvazione consiliare e la costituzione formale. Cantico è la prima comunità energetica rinnovabile a trazione pubblica in Umbria promossa da un Comune all’interno di un sito Unesco: produce energia rinnovabile fuori dal centro storico e ne condivide virtualmente i benefici con edifici vincolati, destinando parte degli incentivi al contrasto della povertà energetica. “Ogni intervento deve aiutare la conservazione attiva, non solo ridurre i consumi”, rimarca il Siti manager Proietti Bocchini.
Il Paesc considera i rischi climatici (ondate di calore, piogge intense, alterazioni microclimatiche) orientando l’efficienza dei sistemi di climatizzazione e la gestione termo-igrometrica degli edifici storici; lo sportello energia sostiene cittadini, cittadine e imprese, mentre ogni progetto nel perimetro Unesco è sottoposto a valutazione preventiva di compatibilità paesaggistica e culturale. La transizione si fonda su alleanze multilivello con Soprintendenza, Regione Umbria, Enea, Università di Perugia (Ciriaf), comuni limitrofi per la produzione extraurbana e la cittadinanza attiva tramite la Cer. La città esercita anche diplomazia culturale e scientifica, condividendo standard e pratiche con altre città storiche: nel solco del Cantico delle Creature — “Laudato si, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra” — e della lezione di Giotto sulla costruzione dello spazio (prospettiva intuitiva e volume che anticipano il Rinascimento), Assisi richiama una svolta che è anche un metodo: nelle scene della Basilica, la narrazione si fa architettura, gli ambienti acquistano profondità, i corpi hanno peso e gesti, e l’esperienza del sacro diventa visibile e “abitabile” per la comunità; allo stesso modo, la transizione energetica richiede oggi una nuova costruzione dello spazio decisionale, in cui tutela, innovazione e inclusione sociale si tengano insieme senza forzature, con soluzioni misurabili ma compatibili.

“Vogliamo contribuire agli obiettivi climatici internazionali senza sacrificare la nostra identità culturale”, conclude il sindaco Valter Stoppini: “la sfida dei prossimi anni sarà dimostrare che proteggere il paesaggio e produrre energia pulita non sono obiettivi in contrasto, ma due facce della stessa responsabilità verso il futuro del pianeta”.
