Rubrica: Voci dal territorio
NeoConnessi, educazione a scuola e in famiglia per un uso consapevole della tecnologia
L’educazione digitale nelle scuole coinvolge bambini e bambine, docenti e famiglie. Dopo un percorso formativo, il 98% degli insegnanti si sente più preparato ad affrontare questi temi in classe. 14/10/26
Riconoscere i rischi online, sapere a chi chiedere aiuto, sviluppare un pensiero critico davanti a ciò che appare su uno schermo. L’educazione digitale passa dalle competenze, ma anche dai comportamenti. Dopo aver partecipato a NeoConnessi, l’88% dei bambini e delle bambine dichiara che si rivolgerebbe subito a un adulto davanti a un problema online. Il 98% degli insegnanti si sente più preparato ad affrontare questi temi in classe e il 77% delle famiglie decide di attivare il parental control.
Sono alcuni dei risultati di NeoConnessi, il programma gratuito di educazione digitale avviato da Wind Tre nel 2018 e rivolto a bambini e ragazzi, scuole e famiglie. “Quando abbiamo concepito il programma, il tema della tutela dei minori nell’utilizzo del digitale non aveva ancora assunto la rilevanza e l’urgenza che viene riconosciuta oggi. Tuttavia, già allora si intravedevano alcuni segnali che lasciavano presagire come questo sarebbe diventato un tema sempre più rilevante e critico per la società...”, racconta Federica Manzoni, direttrice Sustainability & Quality Certification di Wind Tre. “Per questo abbiamo ritenuto importante affiancare alla nostra attività di operatore di telecomunicazioni un percorso di educazione all’uso consapevole e sicuro del digitale”.
Una comunità educante fatta di scuola, bambini e famiglie
Alla base del progetto c’è il principio della responsabilità digitale, uno dei temi chiave della strategia di sostenibilità dell’azienda. “In quanto player di rilievo in Italia sentivamo il dovere di tutelare tutte le persone che usano questi strumenti, soprattutto le più vulnerabili”, spiega Federica Manzoni.
NeoConnessi, sviluppato con La Fabbrica Società Benefit di Gruppo Spaggiari Parma, è gratuito e aperto a tutti. Il modello coinvolge tre gruppi principali. “Oltre ai bambini, che rappresentano i primi destinatari dell’azione educativa, ci sono le scuole e le famiglie, i due contesti in cui si costruiscono competenze, comportamenti e consapevolezza. Sono questi gli attori che, insieme, formano la comunità educante chiamata oggi ad accompagnare le nuove generazioni nell’utilizzo responsabile del digitale”, sottolinea la manager di Wind Tre.
Dal 2018 il programma si è ampliato progressivamente, raggiungendo ogni anno circa 7mila scuole e coinvolgendo complessivamente circa due milioni e mezzo di bambini e bambine, insieme alle loro famiglie. Il percorso coinvolge quattro cicli scolastici, dalla quarta e quinta classe della primaria alla prima e seconda classe della secondaria di primo grado.
Nel tempo, il programma NeoConnessi si è evoluto. I contenuti e le risorse sono sviluppati con il supporto di un comitato scientifico, composto dalla Società Italiana di Pediatria, dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e dalla Polizia di Stato. “Parliamo ai più giovani di temi particolarmente delicati e cruciali per la loro crescita. Per questo abbiamo voluto che il programma e le risorse messe a disposizione fossero validate con il contributo di esperti qualificati”.
Per i docenti è disponibile un corso di formazione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e un kit didattico con materiali da utilizzare autonomamente in classe. Alle famiglie sono dedicati percorsi formativi sempre accessibili sulla piattaforma NeoConnessi.it, a cui si è aggiunto più recentemente, un canale Instagram con informazioni utili, pillole e suggerimenti rivolti ai genitori. “Il primo passo è sensibilizzare e informare. Poi bisogna dare strumenti per educare ad un uso responsabile della tecnologia.”

Misurare se l’educazione digitale cambia davvero i comportamenti
La larga diffusione del programma NeoConnessi racconta una parte del suo impatto. Per capire se l’esperienza producesse cambiamenti effettivi, Wind Tre ha affidato a Triadi, spin-off del Politecnico di Milano, un’analisi sui tre gruppi coinvolti: studenti, docenti e famiglie. La valutazione ha confrontato conoscenze, atteggiamenti e comportamenti prima e dopo il percorso. “Volevamo misurare in modo concreto l’efficacia del programma, verificando quanto fosse in grado di accrescere la consapevolezza e orientare comportamenti più responsabili. I risultati ci hanno confermato che l’iniziativa genera un impatto reale e positivo”. Tra i bambini e le bambine della scuola primaria, uno su due dimostra dopo il percorso di riconoscere maggiormente i rischi online rispetto a prima e l’88% afferma che, in presenza di un problema in rete, chiederebbe subito aiuto a un adulto. I risultati riguardano anche chi educa. “Ci ha colpito moltissimo il dato dei docenti: il 98% dopo il percorso si sente più pronto ad affrontare questi problemi in classe. Avere gli strumenti significa anche sentirsi in grado di affrontarli”. Nelle famiglie, il 77% decide di attivare il parental control dopo il percorso. “È uno strumento molto meno conosciuto di quanto si possa pensare”.
La stessa attenzione è stata riservata anche alle persone dell’azienda: sono stati promossi momenti di confronto e approfondimento dedicati ai genitori, arricchiti dal contributo dei membri del Comitato Scientifico, per offrire strumenti concreti e supportare le famiglie nella gestione delle sfide educative legate al digitale. “Molto spesso un genitore sa che esiste un problema, ma ha bisogno di capire cosa fare concretamente. In questi incontri siamo riusciti a dare suggerimenti molto utili e pratici”. “Il tema dello screen time negli anni è diventato sempre più rilevante, anche perché nel tempo sono aumentate enormemente le possibilità di accesso”. Smartphone, tablet, computer, social network e televisione compongono ormai un ambiente digitale continuo. A questi temi si sono aggiunte le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. NeoConnessi ha quindi integrato contenuti dedicati alle fake news e allo sviluppo del pensiero critico. Gli strumenti digitali sono una componente essenziale della vita quotidiana e rappresentano una straordinaria opportunità di crescita, apprendimento e partecipazione ma devono essere usati in sicurezza. Per questo pensiamo sia importante investire nell’educazione e nella consapevolezza.

Quando sono bambini e bambine a raccontare ciò che hanno imparato
C’è un momento del progetto al quale Federica Manzoni è particolarmente legata. Durante l’anno, le classi partecipanti vengono invitate a partecipare ad un concorso e a realizzare elaborati creativi per raccontare ciò che hanno compreso dal percorso. I lavori vengono selezionati e le classi vincitrici sono invitate a un evento annuale organizzato solitamente in una sede istituzionale, come la Camera o il Senato.
“È uno degli aspetti che mi appassionano di più. Invitiamo i bambini a presentare i loro elaborati e a raccontarci come hanno interpretato i messaggi e i valori condivisi durante il percorso. Per chi, come noi, lavora in azienda, questi momenti hanno un valore speciale: rappresentano un’occasione preziosa per incontrarli, ascoltare il loro punto di vista e comprendere, attraverso le loro parole, il reale impatto delle nostre iniziative. Succedono cose bellissime. I bambini raccontano insieme ai loro insegnanti come hanno vissuto il percorso, mostrano i bellissimi lavori creativi che hanno realizzato e il modo in cui hanno interpretato quello che abbiamo cercato di trasmettere. Hanno una capacità molto veloce di assorbire e fare propri i messaggi fondamentali”.
Dietro NeoConnessi lavora un gruppo trasversale che coinvolge diverse funzioni di Wind Tre. Anche su questo Federica Manzoni tiene a fare una precisazione: “Io sono la portavoce di un team di persone che crede molto in questa iniziativa”. Una dimensione collettiva che rispecchia la stessa idea su cui è costruito il progetto: accompagnare i più giovani nel digitale è un compito condiviso tra chi educa, chi costruisce e offre tecnologia e le comunità nelle quali ragazzi e ragazze crescono.

