Approfondimenti
Con ArteMIA l’arte diventa mezzo per l’inclusione e l’accessibilità
del sottogruppo "Educazione degli adulti e apprendimento permanente" del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4
Un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (uso di fotografia e rielaborazione/immersione digitale).
27 febbraio 2026
Organizzazione Aderente: Crhack Lab Foligno 4D
Titolo del progetto/iniziativa: ArteMIA-l’Arte come Mezzo per l’Inclusione e l’Accessibilità
Target di riferimento: persone con disabilità
Stato dell’iniziativa: ricorrente
Periodo di riferimento: dal 2022 ad oggi
Testimonianza
"Perché è bello. Ci siamo sentiti al centro, importanti. È stato emozionante, divertente e utile. Abbiamo conosciuto posti nuovi e ci siamo messi in gioco. Abbiamo spiegato alla gente la cultura e quello che avevamo creato, sentendoci capaci di dare qualcosa agli altri. Abbiamo acquisito cultura e ci siamo sentiti realizzati. Ci siamo sentiti ascoltati, davvero importanti. Abbiamo scritto e letto cose belle e importanti. E soprattutto siamo stati tutti insieme".
Cosa ha significato per voi il percorso ArteMIA? Questa domanda posta alle e ai partecipanti ha generato una testimonianza collettiva, costruita mettendo insieme frasi e impressioni condivise da più partecipanti, che restituisce bene il senso di sentirsi protagonisti. Una dichiarazione di gruppo che mostra un cambiamento concreto: non solo apprendere contenuti, ma riconoscersi competenti, visibili e ascoltati. La formazione viene percepita come uno spazio che dà valore alle persone e alle loro idee, rafforza la fiducia e trasforma l’esperienza in partecipazione attiva, fino a sentirsi parte di una comunità e capaci di contribuire con la propria voce.

Descrizione dell'esperienza
ArteMIA è un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, incentrato sulle opere d'arte conservate in alcuni musei della Regione Umbria (Italia). Il progetto è realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (con l'utilizzo della fotografia e della rielaborazione/immersione digitale) e mira a fornire strumenti tangibili (co-creati dai beneficiari stessi) che rendano il museo più accessibile alle persone con disabilità cognitive. L'obiettivo di ArteMIA è promuovere l'accessibilità del patrimonio culturale e coinvolgere le persone con disabilità cognitive in un processo di narrazione creativa finalizzato alla riappropriazione degli spazi, alle emozioni e alla partecipazione attiva alla sfera culturale.
ArteMIA risponde a una sfida centrale: ridurre le disuguaglianze di accesso alla cultura, ai linguaggi espressivi e alla partecipazione sociale, contrastando:
- la povertà di strumenti critici per interpretare le trasformazioni (digitali, sociali, culturali);
- le barriere all’inclusione (fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e simboliche);
- la marginalizzazione che limita la partecipazione alla vita comunitaria e ai processi decisionali.
In questo senso, il patrimonio culturale viene considerato infrastruttura sociale: un mezzo per costruire fiducia, appartenenza, autonomia e accessibilità.
Il progetto rafforza queste capacità attraverso un approccio laboratoriale e partecipativo:
- pensiero critico: i partecipanti sono guidati a osservare, fare domande, confrontare punti di vista e “dare senso” alle esperienze (interpretazione di opere, narrazioni personali, lettura di contesti e bisogni);
- adattamento e resilienza: la sperimentazione artistica aiuta a sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacità di riorganizzare strategie;
- cooperazione: molte attività sono strutturate in piccoli gruppi con ruoli complementari (ideazione, produzione, cura dei materiali, documentazione), favorendo ascolto, negoziazione e responsabilità condivisa;
- accessibilità come cultura comune: l’attenzione a linguaggi e strumenti inclusivi (multisensoriali, facilitati, digitali/analogici) educa a progettare insieme pensando a tutte e tutti.

ArteMIA contribuisce allo sviluppo sostenibile perché lavora su competenze trasversali che rendono le comunità più eque e capaci di affrontare le transizioni:
- consapevolezza delle interdipendenze (persona–ambiente–comunità);
- cura degli spazi e dei legami come risorsa collettiva;
- responsabilità e inclusione nelle pratiche quotidiane (accessibilità come criterio di qualità);
- creatività orientata alla soluzione di problemi reali (adattamenti, comunicazione facilitata, co-progettazione di prodotti/percorsi fruibili).
Le attività rendono concreto il principio che la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale e culturale: una comunità è sostenibile se non lascia indietro nessuno.
ArteMIA agisce in modo integrato sulle tre dimensioni indicate dal framework Unesco:
- Cognitiva (sapere): acquisizione di conoscenze su inclusione, accessibilità, linguaggi artistici, comunicazione e strumenti (anche digitali) per esprimersi e comprendere il contesto.
- Socio-emotiva (sentire): aumento di autostima, senso di autoefficacia, motivazione e appartenenza; sviluppo di empatia e riconoscimento dell’altro; riduzione di ansia sociale grazie a spazi protetti di sperimentazione.
- Comportamentale (agire): traduzione delle consapevolezze in azioni: partecipazione attiva, assunzione di ruoli, iniziativa personale, cura dei processi di gruppo, maggiore disponibilità a intervenire nella comunità (anche proponendo idee e soluzioni).
Tra le ricadute osservabili e attese vi sono:
- maggiore capacità di prendere parola e rappresentare bisogni e desideri;
- incremento della partecipazione a momenti pubblici (mostre, eventi, restituzioni, presentazioni), con un ruolo non solo “fruitivo” ma propositivo;
- sviluppo di competenze di dialogo e scelta: i partecipanti decidono temi, forme espressive, modalità di fruizione/accesso e criteri di presentazione;
- rafforzamento del senso di cittadinanza culturale, intesa come diritto di contribuire alla vita culturale e alla definizione di spazi e servizi più inclusivi.

Collaborazioni con altre organizzazioni/enti/istituzioni
ArteMIA si fonda su una logica di rete: la dimensione inclusiva e accessibile richiede alleanze educative e territoriali. L’iniziativa è realizzata (o può essere realizzata) in collaborazione con:
- scuole e servizi educativi, per l’aggancio di giovani e famiglie;
- servizi sociali e sociosanitari, per intercettare fragilità e bisogni specifici;
- associazioni del Terzo settore e realtà culturali, per ampliare la partecipazione e le occasioni di restituzione pubblica;
- enti locali e spazi civici, per consolidare la sostenibilità dell’esperienza e favorire continuità e impatto sul territorio.
di Giorgia Marchionni e Maria Giovanna Vedovati
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