Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Approfondimenti

Con ArteMIA l’arte diventa mezzo per l’inclusione e l’accessibilità

del sottogruppo "Educazione degli adulti e apprendimento permanente" del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 4

Un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (uso di fotografia e rielaborazione/immersione digitale).

27 febbraio 2026

 

Organizzazione Aderente: Crhack Lab Foligno 4D

Titolo del progetto/iniziativa: ArteMIA-l’Arte come Mezzo per l’Inclusione e l’Accessibilità

Target di riferimento: persone con disabilità

Stato dell’iniziativa: ricorrente

Periodo di riferimento: dal 2022 ad oggi

Testimonianza

"Perché è bello. Ci siamo sentiti al centro, importanti. È stato emozionante, divertente e utile. Abbiamo conosciuto posti nuovi e ci siamo messi in gioco. Abbiamo spiegato alla gente la cultura e quello che avevamo creato, sentendoci capaci di dare qualcosa agli altri. Abbiamo acquisito cultura e ci siamo sentiti realizzati. Ci siamo sentiti ascoltati, davvero importanti. Abbiamo scritto e letto cose belle e importanti. E soprattutto siamo stati tutti insieme".

Cosa ha significato per voi il percorso ArteMIA? Questa domanda posta alle e ai partecipanti ha generato una testimonianza collettiva, costruita mettendo insieme frasi e impressioni condivise da più partecipanti, che restituisce bene il senso di sentirsi protagonisti. Una dichiarazione di gruppo che mostra un cambiamento concreto: non solo apprendere contenuti, ma riconoscersi competenti, visibili e ascoltati. La formazione viene percepita come uno spazio che dà valore alle persone e alle loro idee, rafforza la fiducia e trasforma l’esperienza in partecipazione attiva, fino a sentirsi parte di una comunità e capaci di contribuire con la propria voce.

Descrizione dell'esperienza

ArteMIA è un viaggio alla scoperta dell'accessibilità del patrimonio culturale, incentrato sulle opere d'arte conservate in alcuni musei della Regione Umbria (Italia). Il progetto è realizzato attraverso laboratori di Museoterapia (con l'utilizzo della fotografia e della rielaborazione/immersione digitale) e mira a fornire strumenti tangibili (co-creati dai beneficiari stessi) che rendano il museo più accessibile alle persone con disabilità cognitive. L'obiettivo di ArteMIA è promuovere l'accessibilità del patrimonio culturale e coinvolgere le persone con disabilità cognitive in un processo di narrazione creativa finalizzato alla riappropriazione degli spazi, alle emozioni e alla partecipazione attiva alla sfera culturale.

ArteMIA risponde a una sfida centrale: ridurre le disuguaglianze di accesso alla cultura, ai linguaggi espressivi e alla partecipazione sociale, contrastando:

  • la povertà di strumenti critici per interpretare le trasformazioni (digitali, sociali, culturali);
  • le barriere all’inclusione (fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e simboliche);
  • la marginalizzazione che limita la partecipazione alla vita comunitaria e ai processi decisionali.

In questo senso, il patrimonio culturale viene considerato infrastruttura sociale: un mezzo per costruire fiducia, appartenenza, autonomia e accessibilità.

Il progetto rafforza queste capacità attraverso un approccio laboratoriale e partecipativo:

  • pensiero critico: i partecipanti sono guidati a osservare, fare domande, confrontare punti di vista e “dare senso” alle esperienze (interpretazione di opere, narrazioni personali, lettura di contesti e bisogni);
  • adattamento e resilienza: la sperimentazione artistica aiuta a sviluppare tolleranza alla frustrazione e capacità di riorganizzare strategie;
  • cooperazione: molte attività sono strutturate in piccoli gruppi con ruoli complementari (ideazione, produzione, cura dei materiali, documentazione), favorendo ascolto, negoziazione e responsabilità condivisa;
  • accessibilità come cultura comune: l’attenzione a linguaggi e strumenti inclusivi (multisensoriali, facilitati, digitali/analogici) educa a progettare insieme pensando a tutte e tutti.

ArteMIA contribuisce allo sviluppo sostenibile perché lavora su competenze trasversali che rendono le comunità più eque e capaci di affrontare le transizioni:

  • consapevolezza delle interdipendenze (persona–ambiente–comunità);
  • cura degli spazi e dei legami come risorsa collettiva;
  • responsabilità e inclusione nelle pratiche quotidiane (accessibilità come criterio di qualità);
  • creatività orientata alla soluzione di problemi reali (adattamenti, comunicazione facilitata, co-progettazione di prodotti/percorsi fruibili).

Le attività rendono concreto il principio che la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale e culturale: una comunità è sostenibile se non lascia indietro nessuno.

ArteMIA agisce in modo integrato sulle tre dimensioni indicate dal framework Unesco:

  • Cognitiva (sapere): acquisizione di conoscenze su inclusione, accessibilità, linguaggi artistici, comunicazione e strumenti (anche digitali) per esprimersi e comprendere il contesto.
  • Socio-emotiva (sentire): aumento di autostima, senso di autoefficacia, motivazione e appartenenza; sviluppo di empatia e riconoscimento dell’altro; riduzione di ansia sociale grazie a spazi protetti di sperimentazione.
  • Comportamentale (agire): traduzione delle consapevolezze in azioni: partecipazione attiva, assunzione di ruoli, iniziativa personale, cura dei processi di gruppo, maggiore disponibilità a intervenire nella comunità (anche proponendo idee e soluzioni).

Tra le ricadute osservabili e attese vi sono:

  • maggiore capacità di prendere parola e rappresentare bisogni e desideri;
  • incremento della partecipazione a momenti pubblici (mostre, eventi, restituzioni, presentazioni), con un ruolo non solo “fruitivo” ma propositivo;
  • sviluppo di competenze di dialogo e scelta: i partecipanti decidono temi, forme espressive, modalità di fruizione/accesso e criteri di presentazione;
  • rafforzamento del senso di cittadinanza culturale, intesa come diritto di contribuire alla vita culturale e alla definizione di spazi e servizi più inclusivi.

Collaborazioni con altre organizzazioni/enti/istituzioni

ArteMIA si fonda su una logica di rete: la dimensione inclusiva e accessibile richiede alleanze educative e territoriali. L’iniziativa è realizzata (o può essere realizzata) in collaborazione con:

  • scuole e servizi educativi, per l’aggancio di giovani e famiglie;
  • servizi sociali e sociosanitari, per intercettare fragilità e bisogni specifici;
  • associazioni del Terzo settore e realtà culturali, per ampliare la partecipazione e le occasioni di restituzione pubblica;
  • enti locali e spazi civici, per consolidare la sostenibilità dell’esperienza e favorire continuità e impatto sul territorio.

 

di Giorgia Marchionni e Maria Giovanna Vedovati

 

   SCOPRI TUTTE LE TESTIMONIANZE DELL'INIZIATIVA "EDUCAZIONE DEGLI ADULTI"   

 

venerdì 27 febbraio 2026

Aderenti