Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Archivio rubrica "Voci dal territorio"

Buone pratiche: le Settimane sociali sono un “laboratorio vivo di democrazia e futuro”

L’ultima Settimana sociale dei cattolici ha rilanciato la partecipazione delle giovani dei giovani, le buone pratiche dei territori e le “Piazze della democrazia” aperte a tutte e tutti. Cresce così un nuovo modello di Chiesa attiva. 30/7/25

mercoledì 30 luglio 2025
Tempo di lettura: min

Le Settimane sociali dei Cattolici nascono in Italia nel 1907 attorno a una figura straordinaria, quella di Giuseppe Toniolo. L’idea di fondo non è tanto avvicinare i cattolici al mondo della politica in senso stretto, in sostanza con interessi di partito, quanto di costruire uno spazio di riflessione profonda sull’importanza che il laicato si interessi di quei temi, politici e sociali, che hanno particolare importanza per il benessere collettivo del Paese.

L’ultima edizione, la 50esima che si è tenuta a Trieste nel 2024, ha rappresentato un momento particolarmente innovativo rispetto al passato. Il comitato scientifico-organizzatore ha infatti voluto mettere l’accento sulla partecipazione. L’evento, storicamente ricco di plenarie, si è aperto al pubblico con veri e propri laboratori di democrazia. “Ogni partecipante, cioè giovani, donne, vescovi e delegati, ha avuto spazio per intervenire, confrontarsi e contribuire attivamente a questo processo democratico – ha raccontato Gabriella Calvano, membro del Comitato scientifico delle Settimane sociali -. Accanto ai momenti plenari, abbiamo introdotto per la prima volta le ‘Piazze della democrazia’: una serie di incontri pubblici disseminati in vari luoghi della città di Trieste aperti a tutta la cittadinanza. Qui, voci cattoliche e laiche si sono alternate per riflettere su temi cruciali come la scuola, la partecipazione, il ruolo delle donne, la sostenibilità ambientale. Un modo concreto per aprire la Chiesa al territorio, superando la logica dell’evento chiuso e riservato a pochi”.

Un’altra grande novità di Trieste è stata la centralità delle giovani e dei giovani. Ogni diocesi è stata infatti invitata a partecipare con delegazioni inclusive, in termini di età e di genere. Le giovani e i giovani hanno avuto un ruolo cruciale non solo nella partecipazione, ma anche nella conduzione dei laboratori di dialogo democratico, da loro stessi coordinati. Hanno poi gestito gruppi, facilitato il confronto tra oltre mille partecipanti, e restituito al comitato feedback continui per migliorare il lavoro in corso.

“Ma il loro impegno va oltre Trieste. Prima ancora della Settimana sociale, nell’aprile precedente, le giovani e i giovani si sono incontrati a Roma per apprendere il metodo di confronto e per vivere un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, visitando una buona pratica locale – ha proseguito Calvano -. E oggi continuano a essere coinvolti attraverso la Consulta giovani delle Settimane sociali, che rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro”.

Aperta la nuova call ASviS sulle buone pratiche di sostenibilità dai territori

Entro il 30 agosto è possibile candidare la propria iniziativa di sviluppo sostenibile a livello locale. Una selezione di best practice sarà raccontata nel Rapporto Territori 2025. Previsto un attestato. 19/6/25

  

A Trieste è stato inoltre valorizzato il lavoro dei territori. Attraverso l’emissione di un bando nazionale, le Settimane sociali hanno raccolto tantissime buone pratiche, provenienti da tutta Italia. “Ne sono arrivate oltre cento, e alcune davvero esemplari. Tra queste, vorrei citare la cooperativa sociale ‘Oltre l’arte’ di Matera, nata nel 2008 nell’ambito del progetto Policoro della Cei (Conferenza episcopale italiana). È una realtà che valorizza il patrimonio artistico e spirituale della città, offrendo lavoro a 94 persone, molte delle quali giovani, donne o persone con disabilità. Recentemente si è ampliata anche all’artigianato solidale, con dieci ragazzi con sindrome di down impegnati nella lavorazione di materiali come argilla, cartapesta e scarti per creare oggetti artistici”.

Non è poi mancata l’attenzione all’ecologia integrale, un tema richiamato più volte da Papa Francesco nelle sue encicliche, come la Laudato Si’, e durante la sua visita a Trieste. “È stato un momento storico per le Settimane sociali, così come la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha tenuto un discorso memorabile sulla democrazia. In vari momenti, è emersa la necessità di una sostenibilità sociale, ambientale ed economica realmente integrata, e molte delle buone pratiche selezionate hanno avuto proprio questo orientamento”.

Anche l’esperienza delle Piazze della democrazia continua ad andare avanti, in particolare grazie alle diocesi che tengono accesi spazi permanenti di confronto e formazione. Allo stesso tempo, stanno nascendo e rinforzandosi le scuole di formazione socio-politica.

Guardando al futuro dell’iniziativa, molto dipenderà dai bisogni sociali che emergeranno. “Intanto stiamo lavorando per promuovere gli atti ufficiali della Settimana sociale, pubblicati recentemente da ‘Il Mulino’, e ci auguriamo che la prossima edizione possa dare continuità a questo cammino di rinnovamento. La vitalità che abbiamo visto a Trieste ci dice che la Chiesa è viva ed è capace di leggere i segni dei tempi e di parlare alle nuove generazioni. Dobbiamo metterci in ascolto dei territori e dare voce a chi spesso resta ai margini - ha detto infine Calvano -. La democrazia ha diverse sfumature, e non può essere identificata solo nell'esercizio del voto: è una cultura, un’educazione, una responsabilità condivisa. Ed è una scelta quotidiana, fatta anche di giustizia sociale e climatica. È il modo in cui lavoriamo, consumiamo, viviamo il territorio. Le Settimane sociali servono anche a ricordarcelo”.

 

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