Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Il punto di Giovannini

Giovani e futuro: i dati Istat che l’Italia non può ignorare

19 giugno 

 

Se vogliamo parlare di futuro dobbiamo in primo luogo pensare alla condizione delle giovani generazioni e quindi domandarci quali sono le aspirazioni delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, ma anche qual è la loro condizione e come migliorarla. Il Rapporto annuale dell’Istat pubblicato un paio di settimane fa contiene una quantità straordinaria di dati relativi alla condizione giovanile dal punto di vista occupazionale e relazionale, ma anche rispetto all’utilizzo dei social media e alle aspettative per la loro vita. Sono dati che dovrebbero essere discussi quotidianamente sui nuovi e sui vecchi media, in televisione, in radio, perché proprio l’attenzione a questa generazione dovrebbe caratterizzare anche le scelte politiche, in particolare di chi pensa l’anno prossimo di presentarsi al giudizio degli elettori. Un po’ come accadde in Germania quando nel 2003 furono pubblicati i primi risultati dello studio Pisa sulle performance degli studenti e il Paese scoprì di avere risultati molto inferiori alle attese. Da lì nacque un dibattito continuo, anche di confronto con altri Paesi, che portò a modifiche significative per migliorare il sistema scolastico.

Ecco alcuni dati che ci dovrebbero far riflettere attentamente. Tra i ragazzi e le ragazze di 11-19 anni solo il 54,6% si dichiara molto o moltissimo soddisfatto della propria vita, il che significa che il 45% non lo è. Percentuali leggermente più alte riguardano le relazioni familiari e amicali, ma non superano il 66%, il che segnala la presenza di ampie quote di giovani insoddisfatti. Un altro dato, probabilmente connesso al precedente, riguarda la propensione ad avere figli in età relativamente giovane, tra i 20 e i 25 anni. Solo il 14,6% dei ragazzi e delle ragazze di 11-19 anni immagina questa possibilità, percentuale che scende al 9,4% tra chi vive in famiglie con genitori laureati e sale al 21,9% tra chi proviene da famiglie con genitori con la sola licenza media. Questi dati sono coerenti con altre analisi dell’Istat che mostrano come, tra gli occupati a 30 anni, stia crescendo la quota di coloro che si trovano in condizioni peggiori rispetto a quelle dei propri genitori alla stessa età. In particolare, per i nati tra il 1980 e il 1994, la quota di chi sta peggio ha superato quella di chi sta meglio.

Un ulteriore elemento riguarda il rapporto con i social media. Tra le ragazze che li utilizzano molto frequentemente, il 48% dichiara di sentirsi agitata, contro il 33% di chi li usa meno. Differenze simili emergono anche per stati d’animo come tristezza o scoraggiamento. Tra i ragazzi, invece, queste differenze risultano molto più contenute.

Si tratta solo di alcuni dei dati pubblicati dall’Istat, ma sufficienti a indicare la necessità di una riflessione continua sulla condizione giovanile. Servono politiche e scelte sociali capaci di garantire continuità e prospettiva, perché in caso contrario il rischio è quello di costruire un futuro che le giovani generazioni potrebbero legittimamente contestare, chiedendo alla generazione adulta attuale cosa sia stato fatto per loro, pur essendo ben nota la loro condizione.

"Scegliere il futuro" è una rubrica realizzata in collaborazione con Radio Radicale. Ascolta l’audio.

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venerdì 19 giugno 2026

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