Il punto di Giovannini
La violenza sui minori è un tema poco conosciuto e ancor meno dibattuto
14 ottobre 2026
L’otto ottobre, presso la sede dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), è stato presentato il Dossier 2026 di Terre des Hommes sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. A livello globale, purtroppo, le tendenze sono negative: dopo vari anni di miglioramento della condizione dei minori e quindi di riduzione delle violenze nei loro confronti, si osservano fenomeni opposti, in parte legati alle guerre, ma anche alla povertà estrema, alla riduzione drammatica degli aiuti allo sviluppo da parte degli Stati Uniti e a fenomeni di degrado, in particolare nelle periferie delle città.
Per l'Italia, il dato più impressionante è che nel 2025 ci sono state 7.272 vittime di violenza. Parliamo di bambini, bambine e minori che hanno subito maltrattamenti in famiglia (circa 3.000 casi), violenze sessuali (circa 1.500 casi) e sono stati abbandonati (oltre 600 casi). Presentando questi dati, il rappresentante del Ministero dell'Interno ha sottolineato l'impegno delle forze dell'ordine, che consente anche una maggiore emersione del fenomeno. Ma, come ha detto chiaramente, quando arriva la polizia il reato è già stato consumato.
Dunque, il tema della prevenzione va messo con forza all'attenzione della politica, particolarmente in questa fase in cui le forze politiche si preparano alle prossime elezioni. Non c'è dubbio che le istituzioni siano chiamate a un impegno straordinario. Nel corso del dibattito seguito alla presentazione del Dossier il presidente dell'ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato come, nonostante l'impegno di tanti Comuni, in molte realtà territoriali non c’è neanche un assistente sociale. In queste condizioni, l'opera di prevenzione della violenza contro i minori diventa sostanzialmente impossibile.
Bisogna tenere presente che, come è stato sottolineato, una vittima di violenza, sessuale ma non solo, che subisce tutto questo nei primi anni della sua vita spesso si porta le conseguenze per tutta la vita. Questo vuol dire che non dobbiamo guardare soltanto al dato annuale: ebbene, allargando lo sguardo agli ultimi 10 anni sono stati circa 60.000 i bambini e le bambine vittime di violenza.
Le violenze sessuali colpiscono soprattutto le bambine e questo mostra in modo molto chiaro la responsabilità di noi maschi in questa vera e propria piaga sociale. Nel mio intervento ho sottolineato anche il ruolo dei media, che purtroppo non aiutano a sviluppare il senso di urgenza, e quindi la capacità della società di reagire di fronte a questo fenomeno. Peraltro, abbiamo trasmissioni radiofoniche di successo in cui il linguaggio violento contro le donne, in particolare, ma non solo, è all'ordine del giorno.
Anche i media più tradizionali, quando parlano di reati e di casi ben noti e drammatici per chi li ha subiti e per le loro famiglie, tendono a concentrarsi sulle questioni giudiziarie più che sul fatto in sé. Sentiamo così parlare di casi di molti anni fa, mentre ben poco sentiamo dire delle violenze che si verificano oggi, come se il fenomeno quasi non esistesse. Insomma, scegliere il nostro futuro passa dalla difesa dei diritti dei bambini e soprattutto delle bambine. Il dato terribile che ci è stato presentato dovrebbe farci indignare, come sta accadendo in altre parti d'Europa, di fronte a un problema che non possiamo fingere di non vedere.
