Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Il punto di Giovannini

La violenza sui minori è un tema poco conosciuto e ancor meno dibattuto

14 ottobre 2026

L’otto ottobre, presso la sede dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), è stato presentato il Dossier 2026 di Terre des Hommes sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo. A livello globale, purtroppo, le tendenze sono negative: dopo vari anni di miglioramento della condizione dei minori e quindi di riduzione delle violenze nei loro confronti, si osservano fenomeni opposti, in parte legati alle guerre, ma anche alla povertà estrema, alla riduzione drammatica degli aiuti allo sviluppo da parte degli Stati Uniti e a fenomeni di degrado, in particolare nelle periferie delle città.

Per l'Italia, il dato più impressionante è che nel 2025 ci sono state 7.272 vittime di violenza. Parliamo di bambini, bambine e minori che hanno subito maltrattamenti in famiglia (circa 3.000 casi), violenze sessuali (circa 1.500 casi) e sono stati abbandonati (oltre 600 casi). Presentando questi dati, il rappresentante del Ministero dell'Interno ha sottolineato l'impegno delle forze dell'ordine, che consente anche una maggiore emersione del fenomeno. Ma, come ha detto chiaramente, quando arriva la polizia il reato è già stato consumato.

Dunque, il tema della prevenzione va messo con forza all'attenzione della politica, particolarmente in questa fase in cui le forze politiche si preparano alle prossime elezioni. Non c'è dubbio che le istituzioni siano chiamate a un impegno straordinario. Nel corso del dibattito seguito alla presentazione del Dossier il presidente dell'ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato come, nonostante l'impegno di tanti Comuni, in molte realtà territoriali non c’è neanche un assistente sociale. In queste condizioni, l'opera di prevenzione della violenza contro i minori diventa sostanzialmente impossibile.

Bisogna tenere presente che, come è stato sottolineato, una vittima di violenza, sessuale ma non solo, che subisce tutto questo nei primi anni della sua vita spesso si porta le conseguenze per tutta la vita. Questo vuol dire che non dobbiamo guardare soltanto al dato annuale: ebbene, allargando lo sguardo agli ultimi 10 anni sono stati circa 60.000 i bambini e le bambine vittime di violenza. 

Le violenze sessuali colpiscono soprattutto le bambine e questo mostra in modo molto chiaro la responsabilità di noi maschi in questa vera e propria piaga sociale. Nel mio intervento ho sottolineato anche il ruolo dei media, che purtroppo non aiutano a sviluppare il senso di urgenza, e quindi la capacità della società di reagire di fronte a questo fenomeno. Peraltro, abbiamo trasmissioni radiofoniche di successo in cui il linguaggio violento contro le donne, in particolare, ma non solo, è all'ordine del giorno.

Anche i media più tradizionali, quando parlano di reati e di casi ben noti e drammatici per chi li ha subiti e per le loro famiglie, tendono a concentrarsi sulle questioni giudiziarie più che sul fatto in sé. Sentiamo così parlare di casi di molti anni fa, mentre ben poco sentiamo dire delle violenze che si verificano oggi, come se il fenomeno quasi non esistesse. Insomma, scegliere il nostro futuro passa dalla difesa dei diritti dei bambini e soprattutto delle bambine. Il dato terribile che ci è stato presentato dovrebbe farci indignare, come sta accadendo in altre parti d'Europa, di fronte a un problema che non possiamo fingere di non vedere.

 

mercoledì 14 ottobre 2026

Aderenti