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Word Tech Conference: all’evento ASviS cinque parole chiave per governare l’AI
Il dibattito all’Allianz MiCo di Milano ha tracciato la rotta per un’intelligenza artificiale davvero alleata della sostenibilità. Tra i moniti degli esperti, la necessità di non sacrificare la sicurezza davanti alla corsa finanziaria dei mercati e la tutela dei lavoratori più giovani. 26/06/26
Un confronto franco, senza sconti ma privo di pregiudizi, sui reali benefici e impatti dell'intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile. È quello che l’ASviS ha organizzato il 25 giugno presso l'Allianz MiCo di Milano nell'ambito della World Tech Conference, l’appuntamento internazionale dedicato alle tecnologie. In ideale continuità, seppur con un format diverso, con il "Processo all'AI" celebrato a maggio al Salone del Libro, il panel milanese ha esplorato gli impatti dell’intelligenza artificiale sulle società attraverso cinque macro-parole chiave: Velocità, Governance, Sostenibilità, Educazione e Lavoro. Concetti ampi che, proprio come i Goal dell'Agenda 2030, nel corso del dibattito hanno rivelato profonde e inevitabili interconnessioni. L'incontro, moderato da Sara Zambotti (Rai Radio), ha visto la partecipazione di Enrico Giovannini (in videocollegamento), direttore scientifico dell’ASviS, Ernesto Belisario, avvocato ed esperto di Digital law, e Mara Tanelli, professoressa di Automatica al Politecnico di Milano.
1.Velocità
Riflettendo sul tasso di adozione senza precedenti dell’AI (ChatGPT ha raggiunto 100 milioni di utenti in soli due mesi), il dibattito si è aperto con una domanda: le istituzioni possono tenere il passo? Secondo Belisario la risposta è sì, ma è necessario rallentare il ritmo: "La velocità a cui stiamo assistendo non è tecnologica, è finanziaria. Stiamo assistendo all'evoluzione tecnologica che va alla velocità dei mercati, alla velocità del calendario delle IPO (offerte pubbliche iniziali, ndr)". Belisario ha avvertito che, in questa corsa, "l'unica cosa che si può comprimere è la sicurezza", segnalando l'urgenza di regole globali perché "la velocità ora è una scelta".
Tanelli ha evidenziato come l'AI sia arrivata al grande pubblico tramite gli smartphone prima ancora di raggiungere una piena maturità scientifica e senza la necessità di nuove infrastrutture fisiche, come invece accadde per telefoni o internet. Inoltre, ha aggiunto, “c'è una dicotomia tra la velocità percepita e la velocità effettiva con cui l’AI sta entrando nel mondo aziendale tradizionale", avvertendo che le aziende spingeranno sull'acceleratore "non in nome della società o della scienza, ma in nome dei vantaggi finanziari".
Giovannini ha espresso dubbi sulla reale possibilità di rallentare, vista l'enorme quantità di capitali in gioco. Ha sottolineato come al momento "i mercati sono in totale confusione" e come, dal punto di vista aziendale, l'AI sia per ora contabilizzata principalmente come un costo, con un potenziale impatto negativo temporaneo sul Pil a parità di altre condizioni. "Non abbiamo alcuna idea dell'impatto che questo potrà avere sulle norme sociali e sulle relazioni", ha avvertito, aggiungendo che la vera speranza è nella nostra capacità di anticipare il rischio e trovare delle soluzioni.

2.Governance
Di fronte alla concentrazione del potere tecnologico in poche mani, il panel si è interrogato sugli strumenti per preservare la democrazia e sul ruolo dell'Unione europea. Belisario ha ricordato che l'Europa, con l'AI Act del 2024, è stata pioniera nell'imporre principi di trasparenza, supervisione umana e sostenibilità. Ma il problema oggi non è l'assenza di regole locali, bensì la mancanza di un coordinamento mondiale: "Abbiamo bisogno di autorità, standard e procedure internazionali".
Per Tanelli l'AI rischia di amplificare una "povertà digitale" passiva, dove il 99,9% degli utenti subisce la tecnologia. "La tecnologia non è mai neutrale, ha sempre implicazioni morali", ha affermato, invocando una maggiore presenza di esperti scientifici multidisciplinari ai tavoli decisionali per evitare tecnocrazie e garantire la giustizia sociale. Ha inoltre sollevato l'enorme problema della liability (responsabilità) e della explainability (spiegabilità) algoritmica, specialmente in ambiti critici come la guida autonoma.
Giovannini ha delineato tre vie per l'Europa: educazione, ricerca sull'impatto sociale dell'AI e standardizzazione. Ma serve un’Ue coraggiosa: "Dobbiamo provare a costruire un capitalismo basato sui nostri principi europei, non solo seguendo quello cinese o americano". Poi l’esortazione a misurare il progresso non solo tramite il Pil, ma attraverso indicatori di benessere equo e sostenibile.

3.Sostenibilità
L'AI consuma enormi quantità di energia e acqua, ma può anche spingere la transizione ecologica. Come bilanciare questi due impatti? Giovannini ha citato uno studio della Banca d'Italia secondo cui, a livello nazionale e globale, il consumo energetico dei data center al momento è gestibile, ma evidenziando una forte criticità legata alla loro elevata concentrazione a livello locale e regionale. Prendendo Milano come esempio, anche alla luce dell'ondata di calore che sta colpendo le città, ha spiegato che il vero rischio non riguarda la rete nazionale, bensì la tenuta delle reti elettriche locali: se in una singola area si dovesse concentrare un numero eccessivo di data center, si rischierebbero blackout diffusi poiché le infrastrutture cittadine non sono state progettate per quel tipo di carico.
4 e 5. Educazione e Lavoro
Le ultime due parole chiave sono state trattate insieme, data la loro profonda interconnessione: preparare le nuove generazioni a un mercato del lavoro trasformato. Tanelli ha proposto l'insegnamento dell'AI a partire dalle scuole elementari e la formazione mirata per i docenti. Non ha nascosti i seri impatti sociali: "Assisteremo a problemi di dipendenza dall'AI nelle nuove generazioni, che credo dovrebbero essere trattati come una nuova dipendenza a livello politico e sanitario". Sul fronte universitario e lavorativo, la docente ha evidenziato come l'ingresso nel mondo del lavoro sarà ancora più difficile, poiché i lavori base ("entry-level") verranno "mangiati" dall'AI.
Sul fronte del diritto del lavoro, Belisario ha citato una recente e controversa sentenza del Tribunale di Roma che ha ritenuto legittimo il licenziamento di una graphic designer sostituita da un’AI. Contrapponendola a un caso cinese in cui è stato imposto il reskilling prima del licenziamento, ha detto: "Abbiamo bisogno di nuove regole, ma abbiamo bisogno di nuove regole veloci", poiché i costi dell'automazione non possono ricadere solo sui lavoratori.
Giovannini ha chiuso il panel invitando a non ripetere con l'AI gli stessi errori di sottovalutazione commessi per decenni con il cambiamento climatico: "Vedo un rischio enorme di polarizzazione nelle nostre economie e nelle nostre società". Poi ha accennato a un'idea emersa in un recente incontro di esperti: la creazione di una sorta di fondo di riserva o di compensazione da attivare "quando qualcosa andrà storto". Una proposta politica concreta per tutelare i lavoratori e i più deboli, e per governare gli impatti dell'AI.
