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Audizione ASviS: “Dal deposito cauzionale benefici economici e ambientali significativi”
Il deposito cauzionale sugli imballaggi può combattere il fenomeno dei rifiuti abbandonati, nonché ridurre i costi per i Comuni e le emissioni gas serra, rafforzando economia circolare e gli Obiettivi dell’Agenda 2030. 10/9/27
L’ASviS “esprime un giudizio ampiamente favorevole all'adozione del sistema di deposito cauzionale (Drs) in Italia, inserito nel quadro del Regolamento (Ue) 2025/40, auspicando un'attuazione tempestiva per guidare la filiera verso la scadenza del 2029”.
Si tratta di uno dei messaggi lanciati da Andrea Ferrazzi, responsabile delle Relazioni Istituzionali, in occasione dell’audizione alla Camera dei deputati sui “sistemi di riutilizzo e di deposito cauzionale e restituzione per specifiche tipologie di imballaggi”, tenutasi il 9 settembre presso la Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici”.
Ferrazzi ha sottolineato come il sistema di deposito cauzionale possa produrre “un impatto significativo sia sul piano economico sia su quello ambientale”, a partire dalla riduzione delle dispersioni nell’ambiente di circa 8 miliardi di contenitori ogni anno. Un effetto che si tradurrebbe anche in una diminuzione degli oneri legati alla Plastic Tax europea, stimati in oltre 108 milioni di euro annui, e in una riduzione dei costi sostenuti dai Comuni per la pulizia urbana, fino a 450 milioni di euro.
Meno rifiuti, più risparmi: il documento sui vantaggi del deposito cauzionale
Ripulire la terraferma dai rifiuti in Europa costa fino a 13 mld di euro l’anno, ma ridurre i costi aiutando l’ambiente si può. ASviS e A buon rendere spiegano perché l’introduzione del deposito cauzionale in Italia non è più rinviabile. 19/5/25
Sul piano climatico, il Drs viene indicato come uno strumento coerente con gli Obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo quanto evidenziato nel corso dell’audizione, il sistema potrebbe contribuire a una riduzione fino a 600mila tonnellate di CO₂ all’anno, oltre a rafforzare il perseguimento del Goal 12 sul consumo e la produzione responsabili. “Un intervento che si colloca pienamente anche nel quadro della Costituzione, ponendosi in armonia con le previsioni degli articoli 9 e 41 in materia di tutela dell'ambiente e sostenibilità dell'iniziativa economica, oltre che a presidio della salute pubblica”, ha osservato Ferrazzi.
Un altro punto centrale riguarda l’integrazione con i sistemi esistenti. Il deposito cauzionale non viene concepito come alternativa alla raccolta differenziata gestita dal Conai, ma come strumento complementare, capace di rafforzare il modello del vuoto a rendere. In questo contesto, Ferrazzi ha richiamato anche il consenso sociale crescente attorno alla misura: circa l’83% dei cittadini e delle cittadine si dichiara favorevole all’introduzione del sistema.
Sul piano della governance, l’indicazione è quella di un modello centralizzato e senza scopo di lucro, con una partecipazione equilibrata tra produttori e distributori e con obblighi stringenti di trasparenza verso i ministeri competenti, in particolare Mase e Mimit. “La gestione del sistema deve essere affidata a un soggetto terzo, non orientato al profitto”, è la linea illustrata.
Per quanto riguarda la rete commerciale, viene accolta positivamente la soglia dei 200 metri quadrati per distinguere tra esercizi obbligati alla raccolta e quelli su base volontaria. Allo stesso tempo, si sostiene l’introduzione di una commissione di gestione (handling fee) per remunerare il servizio svolto dai punti vendita.
Un ulteriore elemento riguarda la destinazione dei depositi non riscossi, che secondo la proposta dovrebbero essere vincolati alla copertura dei costi operativi del sistema e al miglioramento delle performance ambientali. Sul perimetro applicativo, Ferrazzi ha inoltre indicato la necessità di un impianto “ampio e coerente”, evitando esclusioni settoriali come quella del vino e degli alcolici, e concentrando l’avvio su Pet e metalli, con una possibile estensione progressiva al vetro.
Infine, sul ruolo degli enti locali, è stata condivisa la destinazione dei proventi delle sanzioni ai Comuni per rafforzare la vigilanza ambientale, insieme a meccanismi di premialità per le amministrazioni virtuose. In parallelo, viene proposta l’introduzione di un diritto di primo rifiuto (right of first refusal) per garantire agli imbottigliatori l’accesso privilegiato alla materia prima seconda raccolta, con l’obiettivo di prevenire fenomeni di downcycling e rafforzare la qualità del riciclo.
