Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Quando le crisi si sommano. L'infanzia perduta tra clima, fame e malattie

Secondo Unicef, 1,1 miliardi di bambini affrontano rischi climatici multipli, mentre l’Oms stima che gli alimenti insicuri provochino 1,5 milioni di morti ogni anno. Gli “under five” restano la fascia più vulnerabile. 22/06/26

lunedì 22 giugno 2026
Tempo di lettura: min

Per milioni di bambini, gli effetti della crisi climatica non sono un evento eccezionale ma una presenza costante nella vita quotidiana. Una presenza che rende difficile dormire, studiare, giocare. Le stagioni diventano meno prevedibili e gli eventi estremi più frequenti. I raccolti si riducono, il cibo costa di più e diventa più difficile da conservare. Quando arrivano piogge intense o alluvioni, le strade si allagano, le scuole chiudono e le fonti d’acqua si contaminano. Per milioni di bambini nel mondo non è il racconto di un’emergenza eccezionale. È la quotidianità. Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha smesso di essere una minaccia lontana per trasformarsi in una presenza costante nella vita delle persone più giovani. Non si manifesta soltanto attraverso un’alluvione, una siccità o un’ondata di calore. Agisce come un moltiplicatore di vulnerabilità, capace di rendere più fragili la salute, l’istruzione, l’alimentazione e l’accesso ai servizi essenziali. È questa la fotografia che emerge dal nuovo Children’s climate risk report 2026 dell’Unicef, secondo cui oltre 1,1 miliardi di bambine e bambini vivono oggi esposti ad almeno tre pericoli climatici (tra siccità, caldo estremo, alluvioni, incendi e tempeste). Quasi due miliardi convivono con almeno due minacce contemporaneamente, mentre la grande maggioranza dei minori del pianeta è esposta ad almeno un rischio climatico rilevante.

Fig.1 Numero di bambini esposti ai rischi collegati al clima

 

Dal clima al cibo, dal cibo alla salute

La storia però non si ferma agli eventi meteorologici estremi. Quando il clima altera i cicli agricoli, mette sotto pressione anche i sistemi alimentari. Quando aumenta la scarsità d’acqua, cresce il rischio di contaminazione. Quando le temperature diventano più elevate, si modificano le condizioni che favoriscono la proliferazione di agenti patogeni e la conservazione degli alimenti. Così la crisi climatica incontra una seconda emergenza globale, meno visibile ma altrettanto pericolosa. Secondo le nuove stime pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno gli alimenti non sicuri provocano circa 866 milioni di casi di malattia e 1,5 milioni di decessi nel mondo. Numeri che raccontano un problema sanitario enorme ma che assumono un significato ancora più grave quando si guarda a bambine e bambini. Pur rappresentando appena il 9% della popolazione mondiale, i minori sotto i cinque anni concentrano quasi un terzo delle malattie trasmesse dagli alimenti. Le conseguenze vanno ben oltre gli episodi di diarrea o le infezioni acute: l’esposizione a sostanze come piombo, arsenico e metilmercurio può compromettere lo sviluppo neurologico e cognitivo, lasciando effetti permanenti lungo tutto l’arco della vita.

I bambini pagano il prezzo più alto

Lo studio pubblicato su the Lancet global health, che aggiorna le stime globali dell’Oms sulle malattie di origine alimentare, conferma che l’impatto non è distribuito in modo uniforme. Nel 2021 gli alimenti contaminati hanno causato più di 57 milioni di anni di vita persi o vissuti con disabilità nel mondo. Un peso sanitario paragonabile a quello di malattie come tubercolosi, Hiv o malaria. L’incidenza delle malattie alimentari tra gli “under five” è 2,7 volte superiore rispetto al resto della popolazione, mentre il carico complessivo di malattia è oltre quattro volte più elevato. I ricercatori evidenziano inoltre un dato che fino a pochi anni fa era rimasto in gran parte invisibile: i contaminanti chimici presenti nella catena alimentare rappresentano una quota relativamente ridotta delle malattie registrate, ma sono responsabili del 73% dei decessi legati agli alimenti contaminati. In particolare, arsenico inorganico e piombo risultano tra le principali cause del peso sanitario globale associato al cibo non sicuro.




Fig.2 La mappa mondiale dei bambini esposti a rischi multipli

 

La geografia delle disuguaglianze

C’è un ultimo elemento che accomuna tutti questi dati: i bambini maggiormente esposti ai rischi climatici sono spesso gli stessi che vivono in contesti caratterizzati da sistemi sanitari fragili, accesso limitato all’acqua potabile e maggiore insicurezza alimentare. Non è un caso che le regioni africane e il Sud-Est asiatico concentrino sia una parte consistente delle minacce climatiche sia il peso più elevato delle malattie di origine alimentare. Le crisi si sovrappongono e finiscono per alimentarsi a vicenda. Una siccità può compromettere i raccolti. La scarsità di cibo può favorire la malnutrizione. Le alluvioni possono contaminare acqua e alimenti. Le malattie possono allontanare i bambini dalla scuola. E ogni anello di questa catena rende il successivo più probabile. Nel solo 2024, ricorda l’Unicef, almeno 242 milioni di studenti hanno subito interruzioni scolastiche a causa di eventi climatici estremi, mentre centinaia di milioni di bambini continuano a non avere accesso a servizi idrici sicuri. Per questo le nuove evidenze pubblicate da Unicef, Oms e The Lancet Global Health suggeriscono di superare una visione frammentata delle emergenze. Clima, salute, alimentazione e sviluppo infantile non sono più sfide separate. Sono tasselli della stessa crisi globale. E le bambine e i bambini sono il punto in cui tutte queste fragilità finiscono per incontrarsi.

Scarica il Children's Climate Risk Report

Scarica le stime dell’Oms

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