Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Notizie

Legambiente: mare e laghi italiani, un punto su tre oltre i limiti per inquinamento

Il 54% delle 188 foci di fiumi, torrenti e canali monitorate è inquinato o fortemente inquinato e per i laghi il dato è il peggiore dal 2020. Sull’Italia pesano quattro procedure d’infrazione Ue. Allarme depurazione. 28/08/26

Tempo di lettura: min

A guardarlo dalla spiaggia, il mare può sembrare perfettamente pulito. Lo stesso accade sulle rive di molti laghi italiani. Ma basta spostarsi verso la foce di un fiume, di un torrente o di un canale perché la fotografia cambi. È in questi punti che emergono con maggiore evidenza le fragilità del sistema italiano di depurazione. Il bilancio 2026 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi, diffuso da Legambiente, restituisce una fotografia che non mostra segnali di miglioramento: dei 391 punti campionati in 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti previsti per l'inquinamento microbiologico. In altre parole, più di un punto su tre. Una quota sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno, ma che assume un significato ancora più preoccupante osservando separatamente i bacini lacustri: per i laghi il 34% registrato quest'anno rappresenta infatti il dato peggiore dal 2020.


fig.1 Mappa dei campionamenti

Il problema arriva soprattutto dai fiumi

La mappa dei campionamenti permette di capire dove si concentra una parte importante dell'inquinamento. Delle 188 foci di fiumi, torrenti e canali analizzate, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Alcune criticità, inoltre, si ripetono da anni: la foce del Musone, nelle Marche, è risultata fortemente inquinata in cinque degli ultimi sei anni, mentre quella di Aci Trezza, in provincia di Catania, supera i limiti dal 2020. Sul Lago di Sabaudia, in provincia di Latina, tutti e tre i campioni raccolti nel 2026 sono risultati fortemente inquinati. Le foci diventano così una sorta di punto di arrivo dei problemi accumulati a monte.

Secondo i dati del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica ottenuti da Legambiente attraverso una richiesta di accesso civico, in Italia rimangono 514 agglomerati urbani, corrispondenti a oltre 14 milioni di abitanti equivalenti, che scaricano in maniera non conforme. Sul Paese pesano inoltre quattro procedure di infrazione per il mancato rispetto della direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane: le prime due sono già costate complessivamente oltre 200 milioni di euro.

Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto le zone immediatamente vicine agli scarichi. Tra i campioni raccolti direttamente in mare o nelle acque lacustri, lontano dalle foci, il 15% ha comunque superato i limiti, con il 10% classificato come fortemente inquinato. A questo si aggiunge un'altra criticità: nel 70% delle foci monitorate durante la campagna di Goletta Verde non erano presenti cartelli che segnalassero il divieto di balneazione.

I laghi mostrano i segnali più preoccupanti

Se il dato complessivo rimane stabile, sono soprattutto i laghi a mostrare un peggioramento. Goletta dei Laghi ha analizzato 128 punti in 44 bacini di 11 regioni: il 34% è risultato oltre i limiti, con il 21% dei campioni classificato come fortemente inquinato e il 13% come inquinato. Dal 2020 la percentuale non era mai stata così elevata. Alle pressioni legate all'inquinamento si sommano quelle determinate dalla crisi climatica. Siccità prolungate e temperature elevate riducono la disponibilità d'acqua e aumentano la vulnerabilità degli ecosistemi. Legambiente segnala, per esempio, che tra il 12 giugno e il 24 luglio il Lago d'Iseo ha perso oltre il 79% del volume invasato, mentre per i laghi Maggiore e di Como la perdita indicata è stata del 76%.

Anche il Mediterraneo sta cambiando. Secondo i dati raccolti dall'associazione, tra il 2020 e il 2025 la temperatura media superficiale del mare nel periodo compreso tra maggio e settembre non è mai scesa sotto i 24 gradi. Un riscaldamento che si accompagna alla tropicalizzazione delle acque, alla diffusione di specie aliene e a una pressione crescente sugli ecosistemi marini, mentre lungo le coste diventano sempre più evidenti gli effetti dell'erosione.

 

Dalla depurazione all'adattamento climatico

La nuova direttiva europea sulle acque reflue urbane imporrà agli impianti italiani ulteriori adeguamenti: secondo le stime riportate da Legambiente, per i soli impianti di maggiori dimensioni saranno necessari investimenti compresi tra 645 milioni e 1,5 miliardi di euro. L'associazione chiede quindi un piano nazionale per la depurazione, maggiori investimenti nell'efficientamento degli impianti, il collegamento degli scarichi ancora non depurati e un contrasto più efficace agli sversamenti illegali. Sul fronte climatico, propone di finanziare l'attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), predisporre un piano specifico per l'adattamento delle coste e ampliare le aree protette marine e terrestri.

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