Rubrica: Europa e Agenda 2030
Azioni per affrontare il razzismo nell’Ue e negli Stati membri
Settimana 19-25 gennaio. Rapporti Ue-Usa. Pareri del Cese sul prossimo quadro finanziario pluriennale. Nuova strategia antirazzismo 2026-2030. Pacchetto cibersicurezza. Regolamento sulle reti digitali
Particolarmente piena e movimentata è stata l’ultima settimana di attività delle istituzioni europee. Prima del loro rientro, le minacce degli Stati Uniti verso l’Europa in relazione alle mire del presidente Donald Trump sulla Groenlandia e alla nuova imposizione di dazi, hanno dominato tra i temi trattati al World economic forum di Davos nel discorso di Ursula von der Leyen del 20 gennaio e ancora nella riunione straordinaria del Consiglio europeo del 22 gennaio convocata d’urgenza in risposta agli stessi allarmi.
Nel merito, come osservato dal presidente del Consiglio europeo António Costa, rientrata l’emergenza, l’obiettivo rimane l'effettiva stabilizzazione delle relazioni commerciali tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. Nel contempo l’Ue si dichiara pronta a continuare a dialogare in modo costruttivo con gli Stati Uniti su tutte le questioni di interesse comune, compresa la creazione delle condizioni per una pace giusta e duratura in Ucraina. In merito alla pace a Gaza, Costa riferisce che nutriamo seri dubbi su una serie di elementi della carta del consiglio di pace per quanto riguarda il suo ambito di applicazione, la sua governance e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite.
Negli stessi giorni si sono tenute anche le sessioni plenarie del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale europeo (Cese). In particolare il Parlamento europeo ha votato a maggioranza il rinvio dell’accordo tra Ue e Mercosur al parere della corte di giustizia europea sulla compatibilità con i Trattati europei, dividendo la maggioranza che sostiene la presidenza di Ursula von der Leyen alla Commissione europea.
Il Cese ha adottato diversi pareri sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e sulle diverse proposte di regolamento di cui si compone, avvertendo che l’aumento dei fondi proposto dalla Commissione è inadeguato rispetto alle necessità. Dissensi e profonde preoccupazioni vengono espresse sull’accentramento dei fondi nei Piani nazionali e la marginalizzazione nel coinvolgimento delle autorità regionali e locali. Opponendosi esplicitamente alla riduzione dei fondi per la coesione e per la politica agricola comune, il Cese evidenzia che le flessibilità previste nei fondi possono creare concorrenza tra priorità diverse, indebolire le garanzie a lungo termine su temi centrali ostacolando anche gli sforzi per realizzare le transizioni climatica e digitale. Il Cese sottolinea inoltre che tutte le parti interessate devono essere efficacemente coinvolte a ogni livello del processo decisionale in materia di allocazione delle risorse, priorità strategiche, programmi, indicatori e valutazione, chiedendo adeguate garanzie e condizionalità per migliorare la partecipazione della società civile, come anche delle istituzioni regionali e delle città.
Ancora negli stessi giorni la Commissione europea ha adottato nuovi atti e proposte legislative, in particolare la nuova strategia antirazzismo dell'Ue, il pacchetto cibersicurezza e una proposta di regolamento sulle reti digitali.
Nuova strategia antirazzismo 2026-2030
Nel quadro delle iniziative dell’Unione dell’uguaglianza, il 20 gennaio la Commissione europea ha adottato la nuova strategia antirazzismo dell'Ue 2026-2030 con lo scopo di contrastare tutte le forme di razzismo, compresi il razzismo antinero, l'antiziganismo, l'antisemitismo, il razzismo antiasiatico e l'odio antimusulmano. Con questa strategia la Commissione dichiara il suo impegna a contrastare il razzismo in modo olistico, integrando l'antirazzismo in tutte le politiche dell'Ue e interagendo regolarmente con le parti interessate. La Commissione specifica che per conseguire progressi è necessario uno sforzo congiunto a tutti i livelli: le istituzioni e le agenzie europee, gli Stati membri, le autorità regionali e locali, gli organismi per la parità, il settore privato e la società civile devono impegnarsi attivamente e intraprendere azioni concrete.
La strategia si basa sul precedente piano d’azione contro il razzismo 2020-2025 e sulla relativa valutazione dei risultati, che ha portato 14 Stati membri ad adottare piani d'azione nazionali o regionali autonomi contro il razzismo. La relazione sull'attuazione del piano d'azione dell'Ue contro il razzismo (del 2024), evidenzia che sono stati compiuti progressi significativi, in particolare nell'affrontare il razzismo strutturale, nell'adottare un approccio intersezionale all'elaborazione delle politiche che integra diverse forme di discriminazione e nell'introdurre considerazioni antirazziste in diversi ambiti politici, ad esempio nelle politiche dell'istruzione, dell'occupazione e della salute. Come evidenzia la Commissione, nonostante questi progressi, l'ultimo Eurobarometro sulla discriminazione negli Stati membri, rivela che quasi due cittadini su tre considerano ancora la discriminazione razziale un problema diffuso nei loro Paesi.
Oltre a ribadire l’imperativo obbligo dell’Ue e degli Stati membri al rispetto dei principi e ai valori fondamentali su cui si fonda l'Ue sanciti dai Trattati europei, la Commissione evidenzia come il razzismo sia anche dannoso per la sua coesione socioeconomica. Richiama inoltre anche il dato economico ripreso da un recente studio dell'Ocse, in cui si stima che la discriminazione razziale o etnica costa all'Ue fino a 12,7 miliardi di euro di perdita di Pil ogni anno.
Prevedendo misure a carico della Commissione e misure a carico degli Stati membri, la strategia 2026-2030 si articola nei seguenti ambiti d’azione:
- affrontare il razzismo strutturale, mediante: invito agli Stati membri a integrare l’educazione anti-razziale nelle scuole e lo sviluppo di un progetto congiunto con l’Unesco, lancio di campagne di sensibilizzazione, attività di approfondimento e studio in particolare sull’odio anti-islamico, una raccomandazione agli Stati membri per la raccolta di dati e analisi;
- mettere in pratica la pertinente legislazione anti-discriminazione e progredire nella protezione dall’odio razziale, attraverso: supporto della Commissione agli Stati membri considerando anche i casi di discriminazione determinata dagli algoritmi nel mondo digitale e dai sistemi di Ai, valutare la presentazione di un atto legislativo per armonizzare la definizione di odio razziale online, raccolta di buone pratiche. Gli Stati membri sono a loro volta in particolare invitati alla messa in pratica delle relative norme europee, ad istruire allo scopo i dipendenti pubblici impegnandoli in un ruolo pro-attivo, assicurare pratiche politiche eque e basate sull’evidenza;
- rafforzare la coesione e l’equità sociale, con misure specifiche relative a scuola, impiego, accesso ad attività sportive e culturali, servizi sanitari, abitazioni accessibili. Gli Stati membri sono inoltre invitati a considerare la situazione delle minoranze etniche e razziali nella progettazione e nello sviluppo di politiche per l’inclusione sociale;
- promuovere le partnership chiave, mediante: continuità del ruolo del coordinatore europeo anti-razzismo, rinnovo del forum europeo antirazzismo partecipato dalla società civile e sviluppo di piani annuali di attività, organizzazione di workshops con gli Stati membri e con il gruppo di esperti per l’implementazione a livello nazionale, cooperazione internazionale strutturata in sede multilaterale con agenzie delle Nazioni Unite e Consiglio d’Europa. Gli Stati membri sono incoraggiati ad attuare piani d’azione nazionali antirazzismo e a nominare coordinatori nazionali e a supportare lo sviluppo di piani regionali e locali antirazzismo.
- guidare con l’esempio, assumendo azioni all’interno della Commissione europea come datore di lavoro a partire dal proprio piano d’azione 2026 su diversità e inclusione, nella raccolta dati e nel monitoraggio con sondaggi interni. La Commissione invita allo stesso modo gli Stati membri ad adottare politiche di tolleranza zero contro le molestie e le discriminazioni nel settore pubblico e ad offrire sistematicamente corsi di formazione contro i pregiudizi e la diversità a tutti i dipendenti pubblici.
Pacchetto cibersicurezza
Il 20 gennaio è stato adottato il pacchetto cibersicurezza da parte della Commissione europea per rafforzare la resilienza e le capacità dell'Ue in materia di cibersicurezza di fronte all'aumento degli attacchi e delle minacce informatiche. L’iniziativa è collegata anche al quadro delle misure dell’Unione della preparazione.
Il pacchetto comprende una proposta di revisione del regolamento sulla cibersicurezza che mira a rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Tic) dell’Ue. Come precisa la Commissione, nell’attuale panorama geopolitico, la sicurezza delle catene di approvvigionamento non può riguardare solo la sicurezza tecnica di prodotti o servizi, ma deve estendersi nel considerare anche i rischi connessi a un fornitore, in particolare le possibili dipendenze e le ingerenze straniere. Le nuove norme rinnovano anche il quadro europeo di certificazione della cibersicurezza quale strumento pratico e volontario per le imprese.
La revisione del regolamento intende inoltre facilitare il rispetto delle norme dell'Ue vigenti in materia di cibersicurezza rafforzando le competenze dell'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (Enisa) nel sostenere gli Stati membri e l'Ue ai fini della gestione delle minacce informatiche. Allo scopo Enisa viene incaricata di emettere anche allerte tempestive su minacce e incidenti informatici operando in collaborazione anche con Europol. Enisa provvederà inoltre al funzionamento dello sportello unico per la segnalazione degli incidenti proposto nell'omnibus digitale adottato lo scorso 19 novembre.
Al fine di aumentare la chiarezza giuridica semplificando le norme giurisdizionali, il pacchetto include modifiche mirate alla vigente direttiva NIS2 del 2022, razionalizzando la raccolta di dati sugli attacchi ransomware e facilitando la vigilanza delle entità transfrontaliere con il ruolo di coordinamento rafforzato dell’Enisa.
Proposta di regolamento sulle reti digitali
L’indomani 21 gennaio è stata adottata dalla Commissione anche una proposta di regolamento sulle reti digitali con l'obiettivo di modernizzare, semplificare e armonizzare le norme dell'Ue sulle reti di connettività. La proposta contempla regole comuni per il mercato unico, transizione verso reti avanzate con piani nazionali per la sostituzione delle reti in rame tra il 2030-2035, aspetti relativi a investimenti, sicurezza e resilienza delle reti.
La proposta di regolamento fa capo al libro bianco della Commissione "Come affrontare adeguatamente le esigenze dell'Europa in termini di infrastruttura digitale?", pubblicato nel febbraio 2024, finalizzato a individuare le azioni strategiche per il settore delle infrastrutture digitali dell’Unione. Il regolamento è destinato a sostituire il codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018.
Consulta la rassegna dal 19 al 25 gennaio
Immagine di copertina: rielaborazione della foto di un murales in un centro per minori stranieri non accompagnati in Calabria
