Rubrica: Europa e Agenda 2030
Prime risposte dell’Ue e dell’Onu al conflitto in Medio Oriente
Settimana 23/2-1/3. Dichiarazioni dei leader europei e del segretario generale Onu sul conflitto in Iran e Medio Oriente. Agenda europea anti-terrorismo. Al via il centro europeo per la resilienza democratica.
Il 28 febbraio è stata rilasciata una prima dichiarazione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa sul conflitto in Iran in estensione al Medio Oriente. I presidenti esprimono preoccupazione per la situazione ricordando che l’Ue ha applicato ampie sanzioni in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e invocano le parti in causa ad esercitare la massima moderazione, di proteggere i civili e di rispettare pienamente il diritto internazionale.
L’indomani, 1 marzo, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione Kaja Kallas ha rilasciato una dichiarazione più estesa rimarcando ancora che l’Ue ha costantemente esortato l’Iran a porre fine al suo programma nucleare, a limitare il suo programma di missili balistici, ad astenersi da attività destabilizzanti nella regione e in Europa e a cessare la spaventosa violenza e repressione contro il suo stesso popolo. Richiamando al rispetto della Carta delle Nazioni Unite, Kallas sottolinea che gli attacchi dell'Iran e la violazione della sovranità di numerosi paesi della regione sono ingiustificabili. L'Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati.
Nel merito della violazione del diritto internazionale da parte di Israele e Stati Uniti si è espresso il segretario generale dell’Onu António Guterres nelle sue dichiarazioni espresse in sede di riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza convocato la sera del 28 febbraio: già da questa mattina ho condannato il massiccio attacco militare degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. E condanno anche il conseguente attacco dell’Iran che viola la sovranità e l’integrità territoriale del Baharain, dell’Iraq, della Giordania, Kuwait, Arabia Saudita e degli Emirati arabi uniti.
Mettendo in chiaro che non c’è altra via d’uscita ai conflitti se non attraverso il dialogo e la pace, chiede agli Stati membri il pieno rispetto del diritto internazionale e di agire responsabilmente e insieme per salvare la regione e il nostro mondo dall'orlo del baratro.
Agenda europea anti-terrorismo
Tra gli atti di particolare rilievo adottati dalla Commissione la scorsa settimana, si segnala la presentazione il 26 febbraio della nuova agenda per prevenire e contrastare il terrorismo nel quadro della strategia europea di sicurezza interna (ProtectEu), adottata circa un anno fa.
L’Agenda, basandosi sull’impegno collettivo degli Stati membri e sulle partnership internazionali prevede azioni articolate in sei pilastri chiave:
- anticipare le minacce;
- prevenire la radicalizzazione;
- proteggere le persone online;
- proteggere le persone nell'ambiente fisico;
- rispondere alle minacce e agli attacchi;
- cooperazione con partner internazionali.
In collegamento alla stessa strategia anti-terrorismo, la Commissione ha in parallelo presentato proposte normative a livello dell'Ue contro il traffico illecito di armi da fuoco in una specifica proposta di direttiva, prevedendo tra le misure l’armonizzazione delle definizioni e delle sanzioni, il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera, miglioramento della raccolta di dati.
Al via il centro europeo per la resilienza democratica
Nell’ambito dell’iniziativa “scudo per la democrazia” adottato lo scorso mese di novembre, la Commissione, il 24 febbraio, ha dato il via al nuovo Centro europeo per la resilienza democratica che perseguirà lo scopo di facilitare un approccio consolidato che coinvolga tutta la società per aumentare la consapevolezza e rafforzare la capacità di rispondere alle minacce cui devono far fronte oggi le democrazie e costruire la resilienza democratica.
Il funzionamento del centro, in concertazione con i ministri degli Stati membri, dovrà in questo primo anno d’attività focalizzarsi in particolare su:
- sviluppo di strumenti a sostegno di elezioni resilienti;
- definire un piano per contrastare la manipolazione delle informazioni;
- avviare una piattaforma delle parti interessante includendo la società civile, università, verificatori dei fatti e organizzazioni dei media;
- promuovere lo sviluppo di capacità e apprendimento reciproco;
- individuare adeguate modalità di cooperazione con i Paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all’Ue;
- esplorare vari modelli per coinvolgere i cittadini: la Commissione annuncia che sosterrà questa riflessione organizzando quest'anno due panel di cittadini sulla preparazione e sullo sviluppo della resilienza democratica.
