Rubrica: Europa e Agenda 2030
Europarlamento: ruolo guida dell’Ue e degli Stati membri per l’Agenda 2030
Settimana 6-12 luglio. Rilancio degli impegni per attuare gli SDGs in risposta alle sfide attuali e future nell’Unione europea e nel mondo. Focus su acqua, energia, infrastrutture e innovazione industriale, città, partnership.
Dal 6 al 9 luglio il Parlamento europeo si è riunito in sessione plenaria. In particolare il Parlamento ha adottato il 7 luglio la risoluzione sull’attuazione e la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in vista del forum politico di alto livello delle Nazioni unite del 2026.
In continuità con gli anni passati, il Parlamento europeo ribadisce il suo impegno fermo e risoluto a garantire una piena e rapida attuazione e realizzazione di tutti gli SDGs; ritiene che l'Ue dovrebbe mantenere pienamente il suo impegno a integrare gli SDGs in tutte le sue politiche e iniziative legislative, e a garantire la coerenza strategica per lo sviluppo sostenibile, e riconosce nel contempo che gli Stati membri svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo sostenibile a livello nazionale, regionale e locale; invita l'Ue a continuare a svolgere un ruolo guida nel perseguire l'attuazione degli SDGs al proprio interno e nel mondo fornendo sostegno politico e finanziario; ribadisce il suo forte impegno a favore del patto per il futuro; chiede che il ruolo e la capacità delle istituzioni multilaterali siano rafforzati al fine di migliorare la realizzazione degli SDGs.
Nella risoluzione il Parlamento esprime preoccupazione sulle condizioni di contesto globale considerando che l'attuale clima geopolitico e le molteplici crisi, tra cui i conflitti armati, la pressione economica e l'instabilità internazionale, la crisi energetica, la crescente scarsità d'acqua e la maggiore incidenza della siccità, la triplice crisi planetaria rappresentata dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dall'inquinamento, le crescenti disuguaglianze, il regresso democratico, i movimenti anti-gender e anti-diritti in ascesa e la riduzione dello spazio per la società civile incidono pesantemente sui progressi verso il conseguimento degli SDGs.
Allo stesso tempo il Parlamento riconosce che l'Agenda 2030 e i suoi 17 SDGs rappresentano l'unico quadro globalmente condiviso e concordato politicamente per politiche basate su dati concreti volte ad affrontare le sfide comuni, riorientare la bussola globale verso la sostenibilità sociale, economica e ambientale, e garantire la pace e la prosperità per tutte le persone.
Tra i dati che mette in evidenza la risoluzione, con maggior preoccupazione sul piano globale è la crisi idrica riportando il dato che entro il 2030, la domanda globale di acqua supererà del 40 % le risorse disponibili.
Il Parlamento ribadisce l'importanza di un approccio basato sui diritti umani, di dare priorità ai gruppi vulnerabili, in particolare i minori, e sottolinea l’importanza di sostenere l'imprenditorialità locale, le piccole e medie imprese, lo sviluppo delle competenze e di quadri normativi adeguati.
Descrivendo in maniera integrata la necessità di azioni interne ed esterne chiede da parte dell'Ue e dai suoi Stati membri il rafforzamento del ruolo guida attraverso la creazione di alleanze globali al fine di realizzare gli SDGs, garantendo finanziamenti sufficienti e duraturi volti al loro conseguimento, colmando l'enorme deficit di finanziamenti, compreso quello causato dalla sospensione della maggior parte dei finanziamenti di Usaid. Sull’argomento chiede la traduzione in azioni concrete degli impegni assunti con il Patto per il futuro nel 2024 e con la quarta conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo di Siviglia nel 2025
Collegandosi al dibattito istituzionale in corso sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Ue 2028-2034, il Parlamento chiede che lo stesso contribuisca al conseguimento degli SDGs e la piena coerenza con l'Agenda 2030. Nel contempo invita l’Ue e i suoi Stati membri a fornire finanziamenti supplementari per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, nonché per le perdite e i danni, in conformità alla "tabella di marcia da Baku a Belém", concordata in occasione della 29a conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop 29);
Menzionando l’avvio delle discussioni sul quadro di sviluppo globale del post-2030, il Parlamento indica in principio che lo stesso deve essere ambizioso, misurabile e orientato al raggiungimento dei risultati.
La risoluzione offre valutazioni e raccomandazioni in relazioni ai Goal selezionati nel dibattito del forum di alto livello di quest’anno, e precisamente i Goal 6, 7, 9, 11, 17.
Sul tema dell’acqua (Goal 6) il Parlamento esprime massima preoccupazione essendo tra i Goal che registrano i peggiori risultati, sottolineando in particolare che l'accesso all'acqua pulita e alle strutture igienico-sanitarie, ha un impatto significativo sulla stabilità economica, sulla resilienza ai cambiamenti climatici e sulla pace. Nel merito, il Parlamento invita l'Ue e i suoi Stati membri a integrare l'attuazione degli obiettivi della politica in materia di acque in altri settori strategici pertinenti, al fine di garantire la coerenza delle politiche in una serie di settori, tra cui la politica agricola, commerciale e ambientale, nonché nelle politiche esterne dell’Unione.
Per la prevenzione dell’inquinamento, anche dei mari, chiede che in occasione della ripresa dei negoziati intergovernativi nel 2026 sia adottato un trattato globale sull'inquinamento da plastica ambizioso e vincolante.
Sul tema dell’energia (Goal 7), il Parlamento invita l’Ue e i suoi Stati membri a continuare a sostenere la transizione globale verso un sistema energetico basato sulle energie rinnovabili, riducendo le dipendenze dai Paesi terzi, eliminando gradualmente tutte le sovvenzioni ai combustibili fossili e dannose per l’ambiente. In proposito, il Parlamento accoglie con favore la prima conferenza sull'abbandono graduale dei combustibili fossili, tenutasi a Santa Marta (Colombia) lo scorso aprile 2026. In particolare il Parlamento indica la necessità di promuovere gli investimenti in sistemi energetici decentrati, sostenibili e rinnovabili, compresi i sistemi solari domestici, le mini-reti, i sistemi non collegati alla rete e le iniziative a titolarità locale, al fine di intensificare gli sforzi per colmare il divario di accesso all’energia.
Il Parlamento invita ad estendere l’attenzione della transizione energetica sugli aspetti relativi all’approvvigionamento di materie prime critiche, chiedendo una cooperazione globale che segua un approccio basato sui diritti lungo la catena del valore, basandosi sugli obiettivi e sui principi del gruppo di esperti del segretario generale delle Nazioni Unite sui minerali critici per la transizione energetica (copresieduto dall’Ue), e sottolineando l'importanza di rafforzare l'economia circolare.
Sul tema delle infrastrutture e l’innovazione (Goal 9), il Parlamento elogia i progressi compiuti complessivamente osservando che, tuttavia, tali progressi sono disomogenei tra i Paesi e le regioni, ritenendo dunque necessaria un'azione mirata per colmare tale divario e garantire la parità nei progressi per l’attuazione. Insiste sul fatto che i progetti infrastrutturali e di connettività devono contribuire alla creazione di valore locale e rispettare i principi di accessibilità universale per garantire che gli stessi progetti infrastrutturali non creino nuovi ostacoli e che incoraggino la piena inclusione dei gruppi più vulnerabili e che siano sensibili alla dimensione di genere, con particolare attenzione agli investimenti digitali.
Chiede inoltre un approccio olistico per integrare la resilienza climatica in ogni fase del ciclo di vita delle infrastrutture, la promozione di soluzioni sostenibili per ridurre l’impronta ambientale delle imprese in tutti i settori, per un’industria allineata agli obiettivi della neutralità climatica, della protezione dell'ambiente e della biodiversità e di una transizione giusta che non lasci indietro nessuno.
Sull’obiettivo per le città e le comunità sostenibili (Goal 11), il Parlamento evidenzia la necessità di integrare l'adattamento ai cambiamenti climatici e la biodiversità nella pianificazione urbana e di rafforzare le misure di resilienza nelle città, anche favorendo alloggi efficienti sotto il profilo energetico e resilienti ai cambiamenti climatici, ampliando le zone verdi per il ripristino degli ecosistemi, rafforzando la preparazione alle catastrofi, la prevenzione e la risposta alle stesse, e migliorando la gestione idrica e la protezione dalle alluvioni. Il Parlamento evidenzia inoltre l'importanza di garantire un uso efficiente del suolo e di limitare gli effetti negativi dell'espansione urbana incontrollata, al fine di proteggere gli ecosistemi e conseguire uno sviluppo urbano sostenibile.
A queste azioni deve combinarsi un’attenzione particolare alla lotta alle disuguaglianze nelle aree urbane. Il Parlamento mette in evidenza in proposito che i cambiamenti climatici, anche nei contesti urbani, colpiscono in modo sproporzionato le persone che si trovano in condizioni di fragilità o vulnerabilità. Invita dunque i governi e le autorità locali a garantire che gli investimenti siano distribuiti equamente, affrontando l'emarginazione, di garantire a tutti entro il 2030 l'accesso ad alloggi sostenibili e accessibili (sottolinenando che a livello planetario colpisce fino a tre miliardi di persone) e la disponibilità di servizi di base e di trasporto collettivo accessibili.
Sul tema della partnership per gli obiettivi (Goal 17), il Parlamento invita l'Ue a continuare a sostenere il multilateralismo, un ordine internazionale basato sulle regole e il sostegno al sistema delle Nazioni Unite per fornire una leadership globale nell'attuazione dell'Agenda 2030 e colmare i vuoti lasciati da altri, costruendo nuove alleanze e rafforzando quelle esistenti, nonché collaborando con partner globali per mobilitare i finanziamenti.
Particolare attenzione e preoccupazione viene espressa dal Parlamento in relazione alla carenza di finanziamenti, in particolare per le crisi del debito nei paesi a basso reddito e meno sviluppati, rispetto ai quali ne chiede l'alleviamento e la ristrutturazione tenendo conto, come primo passo, dei principi della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo in relazione alla promozione della concessione e dell'assunzione responsabile di prestiti sovrani e dei principi dell'Ocse in materia di sostenibilità del debito,
Nel contesto, il Parlamento esorta l'Ue e gli Stati membri ad adoperarsi per garantire che siano destinati finanziamenti sufficienti al rispetto dell'impegno di spendere lo 0,7 % del Reddito Nazionale Lordo (Rnl) per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps) e di fornire lo 0,2 % del Rnl sotto forma di Aps ai paesi meno sviluppati;
Per incrementare le risorse finanziarie con margini di bilancio più ampi per favorire investimenti molto più cospicui negli SDGs, il Parlamento pone l’attenzione anche ai negoziati in corso sulla creazione e l'attuazione di una convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla cooperazione fiscale internazionale.
In relazione ai programmi di cooperazione allo sviluppo, il Parlamento evidenzia come questi dovrebbero includere chiari meccanismi di valutazione d'impatto e un monitoraggio partecipativo che coinvolga le parti interessate locali.
Il Parlamento europeo chiede in particolare nelle sue conclusioni:
- che l'Ue e gli Stati membri sviluppino piani di attuazione con scadenze concrete per il conseguimento degli SDGs fissando obiettivi ambiziosi anche oltre il 2030, e invita la Commissione europea a dare l'esempio e a elaborare una strategia globale accompagnata da un piano strutturato di attuazione degli SDGs;
- di garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo ai sensi dell'articolo 208 Trattato sul Funzionamento dell’Ue, allo scopo di integrare gli aspetti economici, sociali e ambientali dello sviluppo sostenibile in tutte le fasi del ciclo di elaborazione delle politiche, per promuovere sinergie tra i vari ambiti strategici, di individuare e riconciliare i potenziali compromessi nonché di affrontare gli effetti di ricaduta internazionali delle politiche dell’Ue;
- di creare, sostenere e proteggere lo spazio civico e di garantire che le organizzazioni della società civile, comprese le organizzazioni non governative locali, partecipino in modo significativo al conseguimento degli SDGs e ricevano finanziamenti adeguati a lungo termine e flessibili, in particolare nei Paesi in cui lo spazio civico si sta riducendo.
