Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Europa e Agenda 2030

Le nuove priorità del Pilastro europeo dei diritti sociali

Settimana 20-26 luglio. Commissione europea: l’Ue sulla buona strada per gli obiettivi occupazionali al 2030, ma è urgente affrontare il rialzo del costo della vita, l’impatto dell’AI sul lavoro, le diseguaglianze.

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martedì 28 luglio 2026
Tempo di lettura: min

Il 22 luglio la Commissione europea ha adottato una nuova comunicazione sul Pilastro europeo dei diritti sociali. L’atto ribadisce il ruolo del Pilastro come scudo sociale dell'Ue e bussola per l'equità in un'epoca di rapida trasformazione, ne valuta i progressi compiuti e individua le priorità per ulteriori azioni.

Proclamato congiuntamente nel 2017 dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione, il Pilastro europeo dei diritti sociali, con i suoi 20 principi, ha stabilito un quadro comune per promuovere i diritti sociali e migliorare le condizioni di vita e di lavoro in tutta l'Ue.

Successivamente, il Piano d'azione del 2021, approvato al Vertice sociale di Porto, ha tradotto questi principi in iniziative concrete per rafforzare il tessuto sociale dell'Ue, proponendo 75 azioni e tre obiettivi principali al 2030. Il Piano d'azione ha inoltre ribadito l'impegno dell'Unione a favore dei diritti fondamentali e del raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, pienamente coerenti con tutti i 20 principi del Pilastro europeo dei diritti sociali.

La Commissione evidenzia in termini di principio che poiché il costo dell'inazione supera di gran lunga quello degli investimenti, integrare le considerazioni sociali in tutti gli ambiti politici è essenziale per la prosperità e la competitività dell’Europa.

Riassumendo i risultati degli obiettivi principali del Piano d’azione del 2021, e successivamente recepiti negli obiettivi nazionali, risulta che i progressi sono stati disomogenei, con persistenti disparità regionali e territoriali. Le tendenze nella media dell’Ue, sulla base dei dati disponibili, indicano:

  • per l’occupazione - con una percentuale del 76,1% nel 2025, l'Ue è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo occupazionale del minimo 78% al 2030. Il divario occupazionale di genere si attesta ora a 9,6 punti percentuali, il che rappresenta una leggera diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto al 2021. Tuttavia, le previsioni economiche di primavera del 2026 indicano un rallentamento della domanda di lavoro che potrebbe incidere negativamente su questi progressi negli anni a venire. I tassi di occupazione di specifici gruppi mostrano un quadro eterogeneo (ad esempio, un persistente divario occupazionale per le persone con disabilità, pari a 24,2 punti percentuali nel 2025, e un divario occupazionale per i rom di 21 punti percentuali nel 2024);
  • per le competenze - sono necessari sforzi significativi per raggiungere l'obiettivo relativo alle competenze. Nel 2022, la partecipazione degli adulti all'apprendimento si attestava al 39,5%, a fronte di un obiettivo del 60%.
  • per la riduzione della povertà - è necessario compiere ulteriori progressi. Il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale nell'Ue è diminuito di circa 3,5 milioni tra il 2019 e il 2025, rimanendo ampiamente al di sotto dell'obiettivo di riduzione di 15 milioni.

Alla luce anche di questi risultati, la Commissione valuta che sebbene si registrino sviluppi positivi sul tasso di occupazione, sono ancora necessari ulteriori sforzi per migliorarne la qualità, concentrandosi su posti di lavoro ben retribuiti che offrano opportunità di sviluppo personale e professionale, autonomia e un senso di realizzazione.  Ciò include salari equi, sicurezza del posto di lavoro, salute e sicurezza sul lavoro, benessere sul lavoro, protezione sociale, parità di genere e pari opportunità.

Inoltre, la Commissione evidenzia dagli ultimi sondaggi disponibili che gli europei percepiscono sempre più che la vita non è equa, e riporta come dato che nel 2022, solo il 38% riteneva che la maggior parte degli eventi della propria vita si verificasse in modo equo, rispetto al 51% del 2017.

La disuguaglianza di reddito è diminuita dell’11% in seguito alla pandemia di Covid-19, ma rimane comunque elevata: il 20% più ricco guadagna quasi cinque volte il reddito del 20% più povero. La concentrazione della ricchezza è ancora più pronunciata: secondo i dati della Banca centrale europea, nel 2025 per l'area euro, il 10% più ricco possedeva circa il 57,3% della ricchezza netta totale delle famiglie (dato sostanzialmente invariato rispetto al 2023), mentre il 50% più povero ne possedeva circa il 5%. Nello specifico, la Commissione indica che per prevenire conseguenze indesiderate, fin dall'inizio è necessario che le politiche siano concepite tenendo conto degli effetti distributivi. Allo scopo pubblicherà uno studio sulle valutazioni d'impatto distributivo negli Stati membri nel 2027 e ne promuoverà l'utilizzo nel processo decisionale.

Sulla base dell’analisi di contesto, nella comunicazione sono individuate tre aree che richiedono un'attenzione supplementare urgente, affrontando questioni relative all’aumento del costo della vita, agli impatti che la diffusione dell’AI sta avendo ed avrà sul futuro del lavoro, alla riduzione delle diseguaglianze e alla promozione delle pari opportunità.

 

In dettaglio:

Affrontare la questione dell'accessibilità economica e del costo della vita

La Commissione riporta che dall'adozione della specifica (UE) 2022/2041 19 ottobre 2022 relativa a salari minimi adeguati nell’Unione europea i salari minimi sono aumentati in modo significativo in tutta l’Ue (come evidenziato nella relativa relazione pubblicata il successivo 23 luglio), e sottolinea che l’offerta di posti di lavoro di qualità rappresenta una risposta fondamentale alle pressioni in termini di accessibilità economica che affliggono numerosi cittadini europei. Al contempo, i molti talenti che rimangono ancora esclusi dal mercato del lavoro, rappresentano un notevole potenziale inutilizzato. Nel merito la Commissione sottolinea che facilitare la transizione dall'inattività al lavoro è importante non solo per l'inclusione nel mercato del lavoro e per la competitività, ma anche per ridurre la povertà e l’esclusione, riflettendo quanto indicato nella recente strategia europea anti-povertà.

Come risposta, la Commissione annuncia l’avvio di una prima fase di consultazione delle parti sociali dell'Ue sul possibile orientamento per un'azione dell'Ue a sostegno dell'attivazione di coloro che incontrano notevoli ostacoli all’occupazione, quantificati in quasi 50 milioni di persone in tutta l’Ue. Nel contempo viene annunciato l’adozione nel 2027 di un “Patto europeo per l’assistenza” considerando che le necessità di assistenza familiare, soprattutto per le donne, sono uno dei fattori che ostacola la disponibilità alla ricerca di un lavoro, nel contempo valorizzando l’assistenza come infrastruttura sociale affrontando la carenza di personale e garanzie di migliori condizioni di lavoro per gli operatori del settore.

 

Sfruttare l'intelligenza artificiale per il futuro del lavoro e per una prosperità condivisa

La Commissione valuta che il rapido sviluppo dell'AI e la velocità della sua adozione stanno trasformando i mercati del lavoro, offrendo grandi opportunità in termini di innovazione, produttività, apprendimento e crescita, ma anche sollevando gravosi interrogativi sul futuro dell'occupazione, dell'istruzione, delle competenze, dell'inclusione sociale e dei servizi pubblici. Viene nel merito riconosciuta dalla Commissione l'urgenza per l'Europa di farsi trovare pronta a questi profondi cambiamenti, garantendo che i cittadini, i lavoratori e le imprese beneficino appieno del potenziale dell'AI. Quale nuova azione per rispondere a questa sfida, la Commissione annuncia l’istituzione di un gruppo di esperti ad alto livello incaricato di studiare l'impatto dell’AI sul mercato del lavoro.

 

Ridurre le disuguaglianze e garantire l'aumento dell'equità e delle pari opportunità

La Commissione ribadisce l'impegno dell'Ue a ridurre le persistenti disuguaglianze che compromettono la coesione sociale e territoriale, il tessuto demografico dell’Ue, indebolendo la sostenibilità a lungo termine, la capacità d’innovazione e la competitività.

Richiamando misure già adottata e in programma, la Commissione si propone di adottare un sostegno mirato in particolare alle Pmi per attuare la direttiva sulla trasparenza retributiva, nonché  di presentare nuove azioni con l’annunciata futura iniziativa sul "diritto di rimanere" e con la strategia dell'Ue per la gioventù dopo il 2027. Viene inoltre annunciata l’adozione di una nuova strategia per rendere più attraenti l'istruzione e la formazione professionale.

Quali misure trasversali in riposta alle urgenze individuate sopra e allo sviluppo degli obiettivi del Piano d’azione del Pilastro dei diritti sociali al 2030, la Commissione evidenzia che come già programmato nel corso dell’anno presenterà un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità, come previsto dalla tabella di marcia per posti di lavoro di qualità. Inoltre verrà intrapresa una riflessione su nuovi indicatori per misurare la qualità del lavoro in tutta l'Ue, integrando gli attuali obiettivi dell'Ue per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà.

Nella Comunicazione viene ricordato che il 2027 segnerà dieci anni dall’adozione del Pilastro europeo dei diritti sociali. Come evidenziato nella conferenza stampa di presentazione dalla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu, il modo migliore per celebrare il Pilastro europeo dei diritti sociali è quello di rinnovare il nostro impegno ad attuarlo, principio per principio, punto per punto, attraverso ogni politica, sia essa europea, nazionale o regionale, in ogni ambito. Il Pilastro deve plasmare le scelte europee fin dall'inizio: come costruire un'economia che funzioni per le persone, ma anche una società sicura, resiliente e che non solo resti unita, ma che si elevi insieme.

Ricordando inoltre che il 2026 segna il 70esimo anniversario del disastro della miniera di Marcinelle, la Commissaria annuncia: oggi, a seguito di un'iniziativa del Parlamento e degli Stati membri, abbiamo deciso di proporre l'8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli infortuni sul lavoro e per la tutela e la dignità dei lavoratori.

 

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