Rubrica: Europa e Agenda 2030
Multilaterismo: unico modo realistico per affrontare i problemi di oggi
L’Ue all’Onu: difendere il multilateralismo, valore strategico dei partenariati, sostegno alle riforme del Patto sul futuro, correggere la rotta verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030, lancio dell’iniziativa P4M.
In occasione dell’avvio dell’81esima Assemblea generale dell’Onu, la scorsa settimana si sono recati a New York la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa. von der Leyen ha partecipato il 22 settembre al vertice collaterale dedicato specificamente al supporto del multilateralismo, mentre Costa è in particolare intervenuto il 24 settembre al dibattito annuale dell’Assemblea generale partecipato da tutte/i i leader degli Stati membri.
Ursula von der Leyen nel suo discorso ha evidenziato due punti. Nel primo, l’importanza dei partenariati in un mondo frammentato sottolineando i successi dell’Ue nell’ampliare la sua rete fino a ottanta accordi, citando a titolo d’esempio tra gli ultimi l’India, l’Australia, il Mercosur e l’Indonesia (di cui è giunta conferma con notizia nello stesso giorno). Von der Leyen ha messo in luce come questi partenariati non portano solo maggiore prosperità e sicurezza economica, ma costituiscono anche una piattaforma per una cooperazione più ampia sulle questioni cruciali per il multilateralismo. Al secondo punto ha evidenziato la necessità in un mondo in rapido cambiamento di avere istituzioni con la capacità di muoversi con adeguata velocità e prontezza di risposta, e con ciò promuovendo le riforme delle Nazioni Unite, citando specificamente l’iniziativa Un80. E ha concluso con queste parole: potete contare su di noi. L'Europa difenderà sempre il diritto internazionale e il multilateralismo. Questi principi sono chiari, così come lo è il nostro percorso futuro.
Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha aperto il suo discorso all’Assemblea generale assumendo una netta posizione: il multilateralismo non è un ideale del passato. È l'unico modo realistico per affrontare i problemi odierni. E cosi argomentando: da solo, nessun paese può prevenire una pandemia, stabilizzare il clima, garantire catene di approvvigionamento resilienti, regolamentare l'intelligenza artificiale, assicurare la stabilità finanziaria o realizzare lo sviluppo sostenibile. Da solo, nessun paese, per quanto potente, può costruire una pace duratura. Ecco perché il nostro messaggio è chiaro: abbiamo bisogno del multilateralismo. Un multilateralismo che sia forte, efficace, rappresentativo e in grado di produrre risultati per le persone. Un multilateralismo che protegga i diritti umani, rafforzi la democrazia e promuova la parità di genere.
Costa ha evidenzato che le Nazioni unite devono rimanere al centro del sistema multilaterale, rinnovandosi e riformandosi come attraverso l’iniziativa Un80 e spingendo per la riforma del Consiglio di sicurezza per renderlo più efficace, inclusivo, democratico e responsabile. Nel contesto, ha portato all’attenzione dell’Assemblea l’iniziativa P4M “partner per il multilateralismo, il diritto internazionale, la pace e la prosperità”, lanciata durante la scorsa settimana dall’Ue assieme ad Australia, Barbados, Brasile, Canada, India e Kenya. Come spiegato nelle parole del presidente Costa, l’iniziativa è finalizzata a costruire una rete per il dialogo, la creazione di coalizioni e la cooperazione pratica, sostenendo il lavoro delle Nazioni Unite e di altri consessi multilaterali.
Entrando nello specifico, ha sottolineato come nel diritto internazionale non si possono applicare due pesi e due misure. E i fatti sono chiari: stiamo assistendo a violazioni deliberate del diritto internazionale. La difesa del diritto internazionale non è facoltativa. È una nostra responsabilità. Ed ha espresso nel merito particolare sostegno alla Corte penale internazionale e al valore della sua indipendenza, dichiarando che minacciare o attaccare la Corte penale internazionale, i suoi funzionari e il suo personale è inaccettabile, così rispondendo indirettamente (senza menzione espressa) alla campagna di smantellamento della Corte propugnata dagli Stati Uniti.
Costa ha condannato le violazioni della Russia al diritto internazionale, nella continuazione del conflitto con l’Ucraina e ha dichiarato inaccettabile che, negli ultimi 12 mesi, la Russia abbia ripetutamente minacciato la sicurezza degli Stati membri dell'UE. La Russia deve porre fine a questa pericolosa escalation.
Sulla situazione di Gaza, Costa ha espresso rammarico per la continuazione delle sofferenze dei civili e riaffermato la posizione dell’Ue al sostegno della soluzione a due Stati: Palestina e Israele. Ha comunicato il sostegno a tutti gli sforzi per fermare la guerra Usa-Iran, ripristinare la libera navigabilità dello stretto di Hormuz, garantendo la sicurezza di tutti i Paesi della regione.
Entrando in altri temi specifici, Costa ha sottolineato la necessità di avere un’IA al servizio dell’umanità e non un IA che controlli l’umanità, sottolineando allo scopo l’importanza del ruolo del gruppo scientifico internazionale indipendente e il dialogo globale sulla governance dell’IA.
Costa ha reso anche omaggio al Segretario generale dell’Onu António Guterres che terminerà il suo mandato a fine anno, citando in particolare i suoi sforzi instancabili per garantire il rispetto della Carta delle Nazioni Unite, la difesa dei diritti umani, la riforma dell'architettura finanziaria globale, lo sviluppo sostenibile e un'azione risoluta in materia di cambiamenti climatici. Nel contesto ha sottolineato il bisogno di avere un nuovo Segretario generale con le stesse caratteristiche di ambizione, impegno al sostegno dei principi fondanti dell’Onu.
Nel discorso Costa ha confermato il sostegno al Patto sul futuro le collegate iniziative e si è soffermato anche sull’Agenda 2030 che è in pericolo: il deficit di finanziamenti si sta ampliando, la crisi climatica si sta aggravando e le divisioni geopolitiche frenano i progressi. Dobbiamo continuare a lavorare alla riforma dell'architettura finanziaria globale.
Incitando all’azione ha evidenziato che non possiamo permetterci ulteriori perdite di tempo. Ecco perché il vertice 2027 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile deve rappresentare un punto di svolta: per correggere la rotta, riprendere slancio e raggiungere gli obiettivi per il 2030 e oltre.
E ha concluso scandendo le seguenti parole:
L'Unione europea non ha dubbi su cosa scegliere.
Cooperazione, non scontro.
Diritto, non potere.
Partenariati, non isolamento.
Azione, non paralisi.
Siamo pronti a collaborare con tutti coloro che condividono questa convinzione.
Riformiamo.
Rinnoviamo.
Reinvestiamo.
E agiamo. Insieme.
