Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Europa e Agenda 2030

Prevenire, anticipare e rispondere agli arrivi improvvisi e di massa

Settimana 28/9-4/10. Piano per prevenire e gestire crisi migratorie alle frontiere dell’Ue. Rafforzamento dell'architettura di risposta alle minacce spaziali. Istituzione del sistema di comunicazione d’emergenza e soccorso.

Consulta la rassegna dal 28 settembre al 4 ottobre

martedì 6 ottobre 2026
Tempo di lettura: min

Il 29 settembre la Commissione europea ha proposto un piano in cinque punti per prevenire, anticipare e rispondere agli arrivi illegali improvvisi e di massa. Il piano viene presentato richiamando la necessità di adottare misure che possano prevenire e gestire al meglio le situazioni contingenti come verificatesi a Ceuta a fine luglio.

Il piano è stato definito sulla base della strategia europea in materia di asilo e migrazione del gennaio 2026, con azioni chiave per diversi attori, ampliando gli strumenti e i quadri esistenti, e precisamente:

  • rafforzamento della cooperazione con i Paesi partner per prevenire la migrazione illegale, affrontandone le cause profonde, creando opportunità significative per le persone nei loro paesi d'origine, (anche attraverso l’iniziativa per le competenze e l’occupazione dei giovani nel Mediterraneo appena annunciata per dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione) e collaborando per promuovere una mobilità legale e sicura verso l’Ue. È previsto inoltre il rafforzamento della cooperazione tra Frontex, Europol ed Eurojust e i Paesi partner, al fine di migliorare lo scambio di informazioni, le analisi dei rischi e delle minacce sulle rotte migratorie;
  • rafforzamento delle frontiere esterne dell’Ue, attraverso la definizione di un nuovo quadro per la riposta alle emergenze che comprenderà la revisione del mandato di Frontex, una più stretta cooperazione con i Paesi partner, il sostegno mirato agli Stati membri anche attraverso il meccanismo unionale di Protezione civile;
  • miglioramento del monitoraggio, della conoscenza situazionale e dei sistemi di allarme rapido. Anche in questo caso con il rafforzamento del mandato di Frontex, indicando tra le misure il monitoraggio dei social media al fine di migliorare la conoscenza situazionale e l’utilizzo delle potenzialità degli strumenti messi a disposizione nella legge sui servizi digitali, istituendo partenariati digitali con i Paesi partner per individuare i contenuti online che alimentano la migrazione illegale, collaborando con gli Stati membri nel monitoraggio attraverso il sistema di sorveglianza delle frontiere (Eurosur);
  • smantellamento delle reti del traffico e della tratta di migranti, invitando il Consiglio a convenire l’utilizzo rapido dei regimi sanzionatori previsti, il Parlamento a concordare con urgenza la posizione negoziale sulla direttiva riveduta sul favoreggiamento del traffico di migranti, entrambe le istituzioni a rafforzare il mandato di Europol, attraverso la cooperazione con le piattaforme online, con gli istituti finanziari e i prestatori di servizi di pagamento digitali;
  • rafforzamento dei rimpatri, attraverso la cooperazione con i Paesi terzi in materia di riammissione, migliorando la capacità di supporto di Frontex per i rimpatri e la procedura di rimpatrio alla frontiera, aumentando l’efficacia della digitalizzazione delle procedure.

Il Piano così strutturato sarà presentato ai ministri degli Stati membri in sede di Consiglio dell’Ue.

I temi della sicurezza alle frontiere sono stati oggetto anche della decisione adottata il precedente 28 settembre dal Consiglio dell’Ue per il rafforzamento dell'architettura di risposta alle minacce spaziali dell’Ue (denominata come “Stra” dall’acronimo inglese di “Space Threat Response Architecture”). L’obiettivo è di rispondere all'aumento dei comportamenti irresponsabili e ostili nel settore spaziale che possono compromettere la sicurezza dell'Ue, dei suoi Stati membri e delle/i cittadine/i nonché la sicurezza e la stabilità internazionali. Con la Stra possono essere stabilite disposizioni operative per monitorare, allertare e intervenire immediatamente, mobilitando i pertinenti strumenti della Pesc (politica estera e di sicurezza comune) in modo coerente. In caso di urgenza, l'alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza è autorizzata ad adottare una risposta provvisoria dell'Ue. Il Consiglio dovrà poi confermare, modificare o revocare la risposta provvisoria quanto prima e al più tardi entro quattro settimane dall'adozione della risposta provvisoria. L’iniziativa articola il funzionamento del programma spaziale dell’Ue, il programma dell'Ue per una connettività sicura,  con la risposta alle minacce alla sicurezza di uno o più Stati membri.

Il 1° ottobre il Consiglio ha anche ha dato il via libera definitivo alle nuove norme del sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno nell'Unione è irregolare sulla base della proposta di regolamento europeo presentato dalla Commissione europea il 12 marzo 2025.

Il 30 settembre la Commissione europea ha adottato un’altra iniziativa di carattere legislativo sulla risposta coordinata alla comunicazione delle emergenze, con la proposta di regolamento che istituisce il sistema di comunicazione critica dell’Ue (Euccs) che si accompagna alla proposta di regolamento che stabilisce il funzionamento dell’Euccs nei servizi degli Stati membri e altre organizzazioni incaricate dei servizi di protezione civile.

L’Euccs ha l’obiettivo di rafforzare la capacità dell'Europa di rispondere a crisi su larga scala o al terrorismo, ma anche agli incidenti quotidiani, incendi, casi di persone scomparse e criminalità.

Il sistema coinvolgerà tutti i servizi di emergenza, con gli Stati membri che manterranno il pieno controllo delle proprie infrastrutture di comunicazione critica, garantendo al contempo l'interoperabilità obbligatoria a livello europeo. L’Euccs è progettato per adattarsi all'evoluzione delle tecnologie di comunicazione, sia commerciali che critiche. La Commissione sosterrà gli Stati membri nella collaborazione con l'industria e gli enti di ricerca per garantire la continua innovazione delle comunicazioni critiche nell’Ue. L’operatività del sistema sarà graduale: un primo gruppo di Stati membri avvierà le operazioni nel 2030 e altri seguiranno, prevedendo che tutti gli Stati membri saranno connessi entro il 2036.

Consulta la rassegna dal 28 settembre al 4 ottobre

 

Copertina: Ansa

Aderenti