Rubrica: Europa e Agenda 2030
Rapporto sullo Stato delle regioni e delle città nell’Unione europea 2026
Settimana 12-18 ottobre. Comitato delle regioni: territori e coesione centrali per il progetto europeo, critica alla proposta di Qfp 2028-2034. Consiglio europeo: competitività, conflitti, difesa del diritto internazionale.
Settimana europea delle regioni e delle città
Dal 12 al 14 ottobre si è tenuta la 24esima settimana europea delle regioni e delle città, l’appuntamento annuale centrale per le politiche territoriali dell’Ue, organizzato dal Comitato europeo delle regioni (CdR). In concomitanza si è tenuta la 173esima sessione plenaria del CdR in cui è stato presentato il rapporto annuale Stato delle regioni e delle città e sono stati adottati importanti pareri su importanti quadri strategici proposti dalla Commissione europea, quali lo scudo europeo per la democrazia, l'agenda dell'Ue per le città, la bussola culturale per l'Europa, il nuovo Bauhaus europeo, il regolamento sull'accelerazione industriale, la strategia europea per le infrastrutture di ricerca e tecnologia, sulla promozione di un sistema dei trasporti sostenibile e connesso in Europa nella prospettiva territoriale anche un parere d’iniziativa sulle competenze per il futuro.
Nell’introduzione al rapporto annuale Stato delle regioni e delle città, la presidente del CdR Kata Tüttő e il vice-presidente Juanma Moreno evidenziano la centralità della coesione interna dell’Ue quale condizione per rispondere all’urgenza di diventare più veloce, forte e più competitiva: in un mondo caratterizzato da rivalità geopolitiche, sconvolgimenti tecnologici e crescente insicurezza, l’Europa ha bisogno della capacità di agire.
Dunque il rapporto intende evidenziare che la forza dell’Europa non si costruisce concentrando la capacità decisionale, gli investimenti e le opportunità in un ristretto numero di centri, ma anzi nella capacità di combinare la dimensione di scala con la diversità: questa diversità viene talvolta considerata un problema da superare. Noi riteniamo che sia una risorsa da valorizzare. Ciò è particolarmente importante in un momento in cui l’Europa è alla ricerca di un nuovo modello di competitività. La competitività si manifesta nei luoghi: attraverso imprese e lavoratori, università e scuole professionali, reti di trasporto ed energia, pubbliche amministrazioni ed ecosistemi locali.
Le grandi sfide che l’Europa deve affrontare – carenza di alloggi, declino demografico, transizione industriale, vulnerabilità climatica, stress idrico, sicurezza energetica, disinformazione e la libertà delle persone di costruire il proprio futuro nel luogo in cui vivono – possono apparire, nelle agende europee, come questioni politiche distinte. Nelle nostre comunità, invece, esse convergono. Ecco perché il luogo è importante. Ed è anche per questo che coesione e competitività non dovrebbero essere presentate come obiettivi in contrapposizione. È a livello delle comunità locali e regionali che le trasformazioni economiche e sociali, la resilienza e la forza democratica dell’Europa si giocano il loro successo o il loro fallimento; è lì che le conseguenze delle nostre decisioni diventano visibili e che i cittadini sperimentano se l’Europa stia lavorando per loro. Un’Europa capace di competere a livello globale non si costruisce indebolendo i legami tra i suoi territori, bensì consentendo a un numero maggiore di essi di dare il proprio contributo. L’Europa sarà più forte all’esterno quando sarà più forte – e più interconnessa – al suo interno, in ogni sua parte.
Su questa analisi, il CdR critica fortemente la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 attualmente in discussione, sostenendo che lo stesso altera il Dna operativo del progetto europeo. I punti di criticità già espressi dal CdR vengono ribaditi in relazione all’accentramento del livello nazionale nella definizione delle scelte accompagnata dall’assenza di un quadro legale che ancori le stesse con partnership e governance multilivello, capace di bilanciare competitività con coesione, avvertendo che indebolire l'approccio basato sul territorio e la governance multilivello potrebbe, in ultima analisi, compromettere la convergenza, accrescere le disparità territoriali all'interno dell'Ue e mettere a rischio il futuro del progetto europeo.
Nel contesto rilanciano la richiesta dell’applicazione del principio non nuocere alla coesione in tutti i programmi, assicurando che la valutazione d’impatto territoriale e le verifiche a livello regionale diventano parte integrante delle modalità con cui il bilancio dell'Ue viene concepito, attuato e valutato.
Evidenziando le sfide a cui i territori sono chiamati a rispondere, il rapporto mette in risalto, in particolare che:
- il mercato unico ha un potenziale di sviluppo che deve essere ancora sfruttato, ma va compreso il nesso con le politiche di coesione, assicurando che i benefici raggiungano tutti i territori dell’Ue;
- 30 milioni di europei dipendono da posti di lavoro nel settore manifatturiero; tuttavia, molte regioni industriali si trovano ad affrontare un declino, in particolare nei comparti dell'automotive e in quelli ad alta intensità Affrontare il problema richiede la capacità di concepire investimenti basati sui territori;
- fino a 6,4 milioni di aziende agricole sono a rischio entro il 2040 e i giovani agricoltori sotto i 40 anni rappresentano appena un agricoltore su dieci. Il ricambio generazionale in agricoltura è diventato sfida centrale per l’intera Unione, che richiede particolare impegno nelle politiche agricole comuni;
- l’Europa e le sue regioni dovranno affrontare perdite complessive legate al clima pari a 2.400 miliardi di euro tra il 2031 e il 2050. Senza adeguati investimenti questi impatti renderanno i territori invivibili, non competitivi disconnessi, indebolendo la coesione e il mercato unico;
- l’accessibilità economica degli alloggi rappresenta una sfida per un cittadino dell'Ue su dieci, mentre 1,3 milioni di persone nell'Unione europea sono senza fissa dimora. Il piano dell'Ue per alloggi a prezzi accessibili necessita di finanziamenti adeguati e di una solida collaborazione con le città e le regioni;
- la resilienza, la sicurezza e la difesa dell’Ue hanno inizio nelle regioni europee, e la resilienza civile viene spesso messa alla prova a livello locale. Da qui la necessità di sviluppare le politiche di difesa a stretto contatto con le città e nei territori anche dove sono ospitati i cluster dell'industria della sicurezza e della difesa che offrono oltre 600 mila posti di lavoro diretti;
- otto rappresentanti eletti a livello locale su dieci segnalano una crescente pressione sulla democrazia locale. Sette su dieci hanno subito molestie verbali e abusi online, mentre quattro su dieci sono stati oggetto di minacce di violenza fisica. Le regioni e le città sono fondamentali per salvaguardare la democrazia europea e necessitano di un sostegno più solido per costruire, partendo dalla base, una resilienza democratica;
- il 51% degli investimenti pubblici nell'Ue è realizzato da città e regioni. Tuttavia, l’attuale contesto macro-economico sta esercitando una pressione crescente sulle finanze regionali. Nel 2025, il divario di bilancio che grava su regioni e città ha raggiunto oltre 78 miliardi di euro;
- si prevede che, entro il 2050, tre regioni su quattro subiranno un calo demografico, in particolare nelle aree rurali e periferiche. Il prossimo bilancio dell'Ue dovrebbe dunque rafforzare gli investimenti della politica di coesione in competenze, occupazione, servizi pubblici, accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria, alloggi, connettività digitale e trasporti. Senza tali investimenti, non esiste alcun "diritto a restare".
Conclusioni del Consiglio europeo del 15-16 ottobre
Il 15 e 16 ottobre si è tenuta la riunione del Consiglio europeo adottando specifiche conclusioni.
É stata esaminata l'attuazione dell'agenda "un'Europa, un mercato" in linea con la tabella di marcia interistituzionale accogliendo i progressi già compiuti in merito alle principali proposte, chiedendo alla Commissione di valutare l’adozione di ulteriori misure, se necessario, per far fronte all'impennata dei prezzi dell'energia nel breve periodo, tenendo conto nel contempo delle circostanze specifiche degli Stati membri, comprese le differenze nei prezzi dell'energia elettrica. Il Consiglio europeo ha invitato anche la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’est 2.
Ricordando l'imperativo generale di ridurre la dipendenza dell'Ue dai mercati volatili dei combustibili fossili, il Consiglio europeo sottolinea che la transizione energetica rimane la strategia più efficace per conseguire l'autonomia strategica dell'Europa, rafforzare la resilienza, ridurre in modo strutturale i prezzi dell'energia e fornire l'energia pulita, abbondante e prodotta internamente necessaria per alimentare l'economia del futuro, accelerando l'elettrificazione e diffondendo le fonti energetiche rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, le reti nonché lo stoccaggio di energia, come anche promuovendo l'efficienza energetica.
In risposta al nuovo annuncio di sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della Corte penale internazionale, il Consiglio ribadisce il sostegno dell'Ue alle istituzioni che difendono il diritto internazionale, anche proteggendo efficacemente i tribunali internazionali e i loro funzionari da qualsiasi minaccia o sanzione. Allo scopo chiede alla Commissione di adottare tutte le iniziative appropriate che contribuiscano alla protezione della Corte e all'attenuazione delle sanzioni, in particolare nei confronti delle imprese dell'UE, affinché possano continuare a fornire servizi alla Corte.
Esprimendo profondo rammarico per questo nuovo annuncio, il Consiglio esorta gli Stati Uniti ad annullare queste ultime misure, prendendo comunque atto della decisione degli stessi Stati Uniti di ritardare la piena applicazione delle misure e della disponibilità a discutere delle loro preoccupazioni con gli Stati parte dello Statuto di Roma.
Sulla situazione dei conflitti e le politiche di difesa, il Consiglio;
- rivolge particolare attenzione alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina definendo la stessa come sfida esistenziale per l'Unione europea. Nel merito evidenzia come l'intensificarsi degli attacchi ibridi, compresi gli atti di sabotaggio, contro l'Unione e i suoi Stati membri e le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri negli ultimi mesi rafforzano l'importanza e l'urgenza di accelerare il conseguimento dell'obiettivo di potenziare in modo decisivo la prontezza dell'Europa alla difesa.
- riconferma il suo sostegno pieno e risoluto al popolo ucraino, mantenendo come punto fermo che solo una soluzione che rispetti l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina può condurre a una pace giusta e duratura nel rispetto del diritto internazionale. Al contempo, il Consiglio europeo ribadisce il suo sostegno agli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra di aggressione della Russia e sottolinea che l'Ue è pronta a intensificare il suo impegno in tale contesto.
- condanna le violenze e la brutale repressione in corso da parte del regime iraniano nei confronti della propria popolazione, comprese le esecuzioni su larga scala, e la continua escalation militare degli Houthi nello Yemen e i loro attacchi contro l'Arabia Saudita.
- sulla situazione di Gaza e della Cisgiordania ribadisce l'impegno dell'Unione europea a favore di una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e condanna fermamente le azioni, le politiche e la retorica che compromettono la fattibilità della soluzione dei due Stati. Esorta Israele a consentire un accesso immediato e senza ostacoli e una distribuzione continua dell'assistenza umanitaria su vasta scala in tutta Gaza, a consentire l'accesso ai media internazionali nonché a riaprire i valichi di frontiera.
- sul Libano, ribadisce il pieno sostegno dell'Ue agli sforzi del governo volti a rafforzare le forze armate libanesi al fine di assumere il controllo dell'intero territorio libanese e a istituire il monopolio di Stato sul possesso di armi.
Tra gli altri argomenti trattati in breve:
- sul quadro finanziario pluriennale, il Consiglio europeo invita il suo presidente a proseguire i negoziati al fine di raggiungere un accordo auspicabilmente prima della fine del 2026 al fine di poter rendere operativo il programma da inizio 2028;
- sull’allargamento, il Consiglio sottolinea l'importanza strategica dell'allargamento quale investimento geostrategico nella pace, nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità, prende atto della comunicazione della Commissione dal titolo "Prepararsi a un'Unione più ampia" e invita il Consiglio ad analizzare tutti i filoni e, sulla base di tale analisi, a portare avanti i lavori;
- sull’aumento della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri, il Consiglio europeo ricorda l'importanza di rafforzare la resilienza democratica dell'Europa e la responsabilità giuridica delle piattaforme online di lottare contro la diffusione di disinformazione e di contenuti illegali e invita la Commissione a completare rapidamente la revisione degli orientamenti sull'attenuazione dei rischi sistemici per i processi elettorali adottati a norma del regolamento sui servizi digitali;
- per proteggere i minori nella sfera digitale, il Consiglio europeo chiede l'effettiva attuazione della normativa vigente e lo sviluppo di un quadro dell'Ue chiaro, solido, efficace e proporzionato, prendendo atto della proposta di regolamento (noto come Eu Kids Act) presentata dalla Commissione, invitando i colegislatori a esaminarla rapidamente.
