Sviluppo sostenibile
Lo sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile
Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, un piano di azione globale per le persone, il Pianeta e la prosperità.

Goal e Target: obiettivi e traguardi per il 2030
Ecco l'elenco dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) e dei 169 Target che li sostanziano, approvati dalle Nazioni Unite per i prossimi 15 anni.

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile
Nata il 3 febbraio del 2016 per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitare la società italiana, i soggetti economici e sociali e le istituzioni allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Altre iniziative per orientare verso uno sviluppo sostenibile

Contatti: Responsabile Rapporti con i media - Luisa Leonzi
Scopri di più sull'ASviS per l'Agenda 2030

The Italian Alliance for Sustainable Development (ASviS), that brings together almost 300 member organizations among the civil society, aims to raise the awareness of the Italian society, economic stakeholders and institutions about the importance of the 2030 Agenda for Sustainable Development, and to mobilize them in order to pursue the Sustainable Development Goals (SDGs).
 

Rubrica: Voci dal territorio

Una possibilità cambia una vita. Poi ne ispira molte altre

La menzione speciale conferita a Mohamed diventa il simbolo di un’accoglienza che riconosce le persone, crea opportunità e accompagna i giovani. Del progetto Fr-agile ne abbiamo parlato con Nicoletta Stefanelli. 1/07/26

mercoledì 1 luglio 2026
Tempo di lettura: min

Ieri, nel Borgo Solidale di Figino, Mohamed ha ricevuto una menzione speciale dall’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano. A guardarlo c’erano decine di ragazzi arrivati in Italia da soli, proprio come lui qualche anno fa. Oggi Mohamed lavora come panificatore e vive in autonomia. La sua storia racconta dove può portare un percorso di accoglienza quando incontra fiducia, educazione e opportunità.

Volevamo che vedessero con i propri occhi che un futuro è possibile”, racconta Nicoletta Stefanelli, coordinatrice del progetto Fr-Agile! “Mohamed è un esempio, ma questa premiazione è anche un riconoscimento per gli educatori, per il sistema dell’accoglienza, per le imprese e per tutte le persone che hanno creduto in lui.”

Sette anni fa Mohamed era uno dei cinque sopravvissuti a un naufragio nel Mediterraneo, dopo un viaggio segnato da violenze e inganni. Oggi la sua esperienza diventa un messaggio per i circa sessanta minori stranieri non accompagnati che ogni giorno frequentano il centro diurno di Figino: una possibilità può cambiare una vita. E quella vita, a sua volta, può ispirarne molte altre.

 

“Prima ancora che aiutati, hanno bisogno di essere riconosciuti”
Dopo aver trascorso 25 anni nella scuola, come insegnante e dirigente scolastica, Nicoletta Stefanelli oggi coordina Fr-Agile!, L’esperienza scolastica le ha però lasciato un modo particolare di “guardare” ai ragazzi. “Prima ancora che aiutati, hanno bisogno di essere guardati. Quando trovano un adulto che li ascolta, riconosce i loro bisogni e valorizza i loro punti di forza, riescono a fare cose che spesso nessuno immaginava.

Per Stefanelli è da qui che comincia ogni percorso di inclusione: dall’incontro con qualcuno capace di vedere una persona prima delle sue fragilità.Per poter scegliere di non rimanere a letto bisogna avere delle opportunità. Se un ragazzo trova un luogo dove imparare, lavorare, incontrare altre persone, allora può immaginare un futuro diverso.”

 

La storia di Mohamed
La storia di Mohamed racconta cosa può nascere da quello sguardo. Arrivato in Italia dopo 26 tentativi di attraversare il Mediterraneo, è uno dei cinque sopravvissuti a un naufragio costato la vita a centinaia di persone. Quando ricorda i primi giorni a Milano, parla soprattutto di un educatore, il primo che è stato capace di guardarlo veramente: “si è sentito visto come persona”, racconta Stefanelli. “Aveva un bisogno preciso: imparare l’italiano. Da lì siamo partiti.”

Sono arrivati la scuola, un corso professionale come pizzaiolo, il lavoro in Esselunga e poi quello come panificatore. Oggi vive in autonomia in un progetto di housing sociale. “Mohamed ha avuto una vita molto difficile. Eppure continua a dirsi fortunato. La sua storia è un messaggio di speranza, perché dimostra cosa può accadere quando qualcuno sceglie di credere nelle capacità di un ragazzo.

 

Fr-Agile: rafforzare un sistema di accoglienza
Non sono fragili i ragazzi”, chiarisce subito Stefanelli. “È fragile il sistema di accoglienza.” Da questa convinzione nasce Fr-Agile!, avviato nel 2024 per rafforzare i percorsi dedicati ai minori stranieri non accompagnati più vulnerabili. Il progetto, promosso da una rete di nove partner coordinata dalla cooperativa Farsi Prossimo, lavora contemporaneamente con i ragazzi e con il sistema che li accompagna.

“Ci sono comunità educative rafforzate, appartamenti con un maggiore supporto educativo, équipe multidisciplinari con educatori, psicologi, assistenti sociali e mediatori culturali. E ci sono i centri diurni, dove i ragazzi imparano l’italiano, frequentano laboratori e corsi professionalizzanti, costruiscono relazioni e iniziano a immaginare il proprio futuro. L’ambizione è quella di arrivare ai ragazzi più vulnerabili senza lasciarli cadere nelle maglie della rete. Però lavoriamo anche sul sistema, perché le buone pratiche possano diventare patrimonio comune e trovare applicazione anche in altri territori”.

 

Il lavoro come occasione di futuro
Per Stefanelli il lavoro rappresenta uno dei passaggi più importanti di un percorso di inclusione. “Il lavoro permette ai ragazzi di trovare un ambito in cui esprimere sé stessi.” La scuola, i laboratori e le imprese diventano così parti dello stesso percorso. Durante la premiazione di ieri sono state consegnate anche pergamene simboliche ai ragazzi che hanno concluso la scuola secondaria di primo grado.

“Può sembrare un traguardo normale. Per loro è una conquista enorme. All’inizio molte scuole erano preoccupate di accoglierli. Oggi, invece, raccontano esperienze molto positive.”

Ogni mercoledì, inoltre, alcuni studenti del liceo Berchet raggiungono il centro diurno di Figino per insegnare italiano ai loro coetanei. “È un modo semplice per imparare la lingua, ma soprattutto per creare relazioni. Molti di questi ragazzi vivono una condizione di isolamento. L’incontro con altri giovani cambia completamente la prospettiva.”

 

Una possibilità che continua
Per questo, spiega Stefanelli, la premiazione di Mohamed non rappresenta il punto di arrivo di una storia individuale. È un messaggio rivolto ai ragazzi che ieri erano seduti davanti a lui.

Mohamed non è un’eccezione. Tante persone hanno bisogno di essere stupite. E tanti ragazzi hanno semplicemente bisogno di trovare qualcuno che creda in loro.” Mentre riceveva la sua menzione speciale, nel Borgo Solidale di Figino c’erano decine di giovani arrivati in Italia da soli. Per loro quel riconoscimento non celebrava soltanto il passato di Mohamed. Mostrava una possibilità. E, qualche volta, è proprio una possibilità a cambiare una vita. Poi quella vita comincia a ispirarne molte altre.

 

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