Rubrica: Voci dal territorio
Una possibilità cambia una vita. Poi ne ispira molte altre
La menzione speciale conferita a Mohamed diventa il simbolo di un’accoglienza che riconosce le persone, crea opportunità e accompagna i giovani. Del progetto Fr-agile ne abbiamo parlato con Nicoletta Stefanelli. 1/07/26
Ieri, nel Borgo Solidale di Figino, Mohamed ha ricevuto una menzione speciale dall’Associazione Panificatori di Confcommercio Milano. A guardarlo c’erano decine di ragazzi arrivati in Italia da soli, proprio come lui qualche anno fa. Oggi Mohamed lavora come panificatore e vive in autonomia. La sua storia racconta dove può portare un percorso di accoglienza quando incontra fiducia, educazione e opportunità.
“Volevamo che vedessero con i propri occhi che un futuro è possibile”, racconta Nicoletta Stefanelli, coordinatrice del progetto Fr-Agile! “Mohamed è un esempio, ma questa premiazione è anche un riconoscimento per gli educatori, per il sistema dell’accoglienza, per le imprese e per tutte le persone che hanno creduto in lui.”
Sette anni fa Mohamed era uno dei cinque sopravvissuti a un naufragio nel Mediterraneo, dopo un viaggio segnato da violenze e inganni. Oggi la sua esperienza diventa un messaggio per i circa sessanta minori stranieri non accompagnati che ogni giorno frequentano il centro diurno di Figino: una possibilità può cambiare una vita. E quella vita, a sua volta, può ispirarne molte altre.
“Prima ancora che aiutati, hanno bisogno di essere riconosciuti”
Dopo aver trascorso 25 anni nella scuola, come insegnante e dirigente scolastica, Nicoletta Stefanelli oggi coordina Fr-Agile!, L’esperienza scolastica le ha però lasciato un modo particolare di “guardare” ai ragazzi. “Prima ancora che aiutati, hanno bisogno di essere guardati. Quando trovano un adulto che li ascolta, riconosce i loro bisogni e valorizza i loro punti di forza, riescono a fare cose che spesso nessuno immaginava.”
Per Stefanelli è da qui che comincia ogni percorso di inclusione: dall’incontro con qualcuno capace di vedere una persona prima delle sue fragilità. “Per poter scegliere di non rimanere a letto bisogna avere delle opportunità. Se un ragazzo trova un luogo dove imparare, lavorare, incontrare altre persone, allora può immaginare un futuro diverso.”

La storia di Mohamed
La storia di Mohamed racconta cosa può nascere da quello sguardo. Arrivato in Italia dopo 26 tentativi di attraversare il Mediterraneo, è uno dei cinque sopravvissuti a un naufragio costato la vita a centinaia di persone. Quando ricorda i primi giorni a Milano, parla soprattutto di un educatore, il primo che è stato capace di guardarlo veramente: “si è sentito visto come persona”, racconta Stefanelli. “Aveva un bisogno preciso: imparare l’italiano. Da lì siamo partiti.”
Sono arrivati la scuola, un corso professionale come pizzaiolo, il lavoro in Esselunga e poi quello come panificatore. Oggi vive in autonomia in un progetto di housing sociale. “Mohamed ha avuto una vita molto difficile. Eppure continua a dirsi fortunato. La sua storia è un messaggio di speranza, perché dimostra cosa può accadere quando qualcuno sceglie di credere nelle capacità di un ragazzo.”
Fr-Agile: rafforzare un sistema di accoglienza
“Non sono fragili i ragazzi”, chiarisce subito Stefanelli. “È fragile il sistema di accoglienza.” Da questa convinzione nasce Fr-Agile!, avviato nel 2024 per rafforzare i percorsi dedicati ai minori stranieri non accompagnati più vulnerabili. Il progetto, promosso da una rete di nove partner coordinata dalla cooperativa Farsi Prossimo, lavora contemporaneamente con i ragazzi e con il sistema che li accompagna.
“Ci sono comunità educative rafforzate, appartamenti con un maggiore supporto educativo, équipe multidisciplinari con educatori, psicologi, assistenti sociali e mediatori culturali. E ci sono i centri diurni, dove i ragazzi imparano l’italiano, frequentano laboratori e corsi professionalizzanti, costruiscono relazioni e iniziano a immaginare il proprio futuro. L’ambizione è quella di arrivare ai ragazzi più vulnerabili senza lasciarli cadere nelle maglie della rete. Però lavoriamo anche sul sistema, perché le buone pratiche possano diventare patrimonio comune e trovare applicazione anche in altri territori”.

Il lavoro come occasione di futuro
Per Stefanelli il lavoro rappresenta uno dei passaggi più importanti di un percorso di inclusione. “Il lavoro permette ai ragazzi di trovare un ambito in cui esprimere sé stessi.” La scuola, i laboratori e le imprese diventano così parti dello stesso percorso. Durante la premiazione di ieri sono state consegnate anche pergamene simboliche ai ragazzi che hanno concluso la scuola secondaria di primo grado.
“Può sembrare un traguardo normale. Per loro è una conquista enorme. All’inizio molte scuole erano preoccupate di accoglierli. Oggi, invece, raccontano esperienze molto positive.”
Ogni mercoledì, inoltre, alcuni studenti del liceo Berchet raggiungono il centro diurno di Figino per insegnare italiano ai loro coetanei. “È un modo semplice per imparare la lingua, ma soprattutto per creare relazioni. Molti di questi ragazzi vivono una condizione di isolamento. L’incontro con altri giovani cambia completamente la prospettiva.”
Una possibilità che continua
Per questo, spiega Stefanelli, la premiazione di Mohamed non rappresenta il punto di arrivo di una storia individuale. È un messaggio rivolto ai ragazzi che ieri erano seduti davanti a lui.
“Mohamed non è un’eccezione. Tante persone hanno bisogno di essere stupite. E tanti ragazzi hanno semplicemente bisogno di trovare qualcuno che creda in loro.” Mentre riceveva la sua menzione speciale, nel Borgo Solidale di Figino c’erano decine di giovani arrivati in Italia da soli. Per loro quel riconoscimento non celebrava soltanto il passato di Mohamed. Mostrava una possibilità. E, qualche volta, è proprio una possibilità a cambiare una vita. Poi quella vita comincia a ispirarne molte altre.
