Rubrica: Europa e Agenda 2030
Le nuove raccomandazioni della Commissione europea sul decennio digitale
Settimana 15-21/6. Dichiarazioni dei leader al G7 in Francia. Conclusioni del Consiglio europeo. Relazione sul decennio digitale: progressi incoraggianti ma insufficienti, nuove raccomandazioni anche per l’Italia.
Ricca di avvenimenti e novità è stata la scorsa settimana di attività delle alte istituzioni dell’Unione europea, con il coinvolgimento dei Capi di Stato e di governo degli Stati membri sia alla riunione del G7 di Évian che alla riunione del Consiglio europeo. Nel frattempo si è tenuta anche la sessione plenaria del Parlamento europeo, e la Commissione europea ha adottato, in particolare, la relazione 2026 sul decennio digitale, atto fondamentale di ricognizione e d’indirizzo per la transizione digitale.
G7 di Évian, 15-17 giugno
Alla riunione del G7, quest'anno sotto la guida della presidenza francese, tenutasi ad Évian dal 15 al 17 giugno, sono stati trattati diversi argomenti centrali dall’attuale risposta alla crisi geopolitica alla tutela della salute, e sono stati adottate le seguenti nove dichiarazioni:
- per partnership internazionali reciprocamente convenienti;
- per la lotta contro il cancro;
- per una risposta coordinata allo scoppio dell’epidemia di ebola Bundibugyo;
- sulle questioni geopolitiche;
- per affrontare il traffico di migranti;
- per la lotta contro il traffico di droga;
- per uno spazio digitale sicuro per i minori;
- per una crescita bilanciata, durevole e resiliente;
- per assicurare catene di approvvigionamento di materie prime critiche.
Consiglio europeo, 18-19 giugno
Come riportato nelle conclusioni adottate, Il Consiglio europeo ha trattato in particolare i temi delle aree di conflitto (Ucraina, Gaza/Cisgiordania, Libano), il prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, difesa e sicurezza europee, migrazione, droghe illecite, allargamento dell’Ue.
Sulla competitività e sfide economiche globali sono state adottate conclusioni specifiche facendo il punto sui progressi registrati in merito all’agenda "un'Europa, un mercato" e alla sua realizzazione in linea con la tabella di marcia interistituzionale del 24 aprile (vedi nostra rubrica del 28.4.2026) con riferimento alla prima relazione sullo stato dei lavori contestualmente presentata.
Nella conferenza stampa tenutasi a seguito della riunione, il presidente António Costa ha rimarcato la necessità di mantenere fermo l’impegno a far sì che il nuovo bilancio a lungo termine sia già a regime all'inizio del 2028 chiudendo gli accordi per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034 entro l’anno, con particolare attenzione alla definizione degli accordi sulle risorse proprie dell’Unione. Sull’argomento sarà la prossima presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue che dovrà sviluppare il lavoro portato avanti dalla presidenza cipriota il cui mandato semestrale è in scadenza a fine giugno. Le decisioni dovranno essere assunte dal Consiglio europeo per la prossima riunione di ottobre 2026.
Relazione 2026 sul decennio digitale
La Commissione europea ha presentato il 17 giugno la relazione annuale sul decennio digitale. Si tratta di un importante atto ricognitivo dei risultati raggiunti e di visione prospettica integrando tutte le nuove politiche sul digitale e l’IA introdotte più di recente e successivamente all’adozione del programma digitale dell’Unione al 2030 formalmente adottato il 14 dicembre 2022. Alla relazione generale sull’Ue nel suo insieme si accompagnano le relazioni per ciascun Stato membro, inclusa la formulazione di raccomandazioni specifiche.
La Commissione europea descrive la situazione di contesto attuale riportando che l'Ue si trova ad affrontare una combinazione di sfide consolidate ed emergenti per la sua prosperità economica e sociale, la sua competitività e la sua indipendenza strategica. Il rapido cambiamento tecnologico, l'intensificarsi della concorrenza globale, le tensioni geopolitiche e l'aumento dei rischi per la sicurezza accrescono l'importanza strategica delle politiche digitali. La trasformazione digitale non è più solo una questione di innovazione e produttività; è sempre più legata anche alla resilienza, alla sicurezza e alla stabilità democratica, in linea con i valori dell'Ue.
Dal successo della trasformazione digitale in larga parte dipenderà il superamento delle sfide al centro delle preoccupazioni dell’Ue. Allo scopo, evidenzia la Commissione, è necessario attuare un processo che coinvolga l'intera società, a sostegno della competitività, della resilienza e della sicurezza, riducendo al contempo le dipendenze eccessive e rafforzando la sovranità tecnologica dell'Ue. Ciò richiede interventi lungo tutta la catena digitale: dall’istruzione di base, alla ricerca e all'innovazione, all'espansione industriale, alla realizzazione delle infrastrutture, all'adozione di processi di trasformazione digitale in tutta l'economia, all'efficace digitalizzazione del settore pubblico, allo sviluppo delle competenze e delle garanzie necessarie per assicurare che la trasformazione digitale sia a beneficio dei cittadini.
Sui progressi compiuti dal 2022 con l’adozione formale del programma digitale del decennio, la Commissione, osservando i risultati, valuta che sebbene siano stati compiuti progressi tangibili, questi rimangono insufficienti per raggiungere gli obiettivi dell'Ue ed affrontare le sfide sopra menzionate.
Il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione richiederà un'azione coordinata su più fronti, che la Commissione così delinea e sviluppa puntualmente nella sua relazione annuale:
- potenziare le capacità industriali nazionali e l'autonomia nelle fasi chiave della catena di fornitura delle tecnologie digitali, progredendo verso un ecosistema tecnologico europeo completo e ampliando al contempo la scelta per i consumatori nel mercato unico digitale europeo;
- garantire la fornitura di tecnologie digitali alla base della competitività europea, riducendo la dipendenza da un singolo fornitore o da un numero limitato di fornitori extra-Ue;
- acquisire il controllo sulle infrastrutture dati e sui dati critici, sviluppando al contempo la capacità di sfruttarli efficacemente;
- definire gli standard per le tecnologie strategiche chiave, affrontare i rischi giurisdizionali per i dati e la fornitura di servizi digitali e salvaguardare la capacità dell’Ue di regolamentare in linea con i suoi valori;
- rafforzare le competenze è la disponibilità dei talenti con particolare riferimento ai settori in cui sono presenti le maggiori carenze.
Le raccomandazioni orizzontali per tutti gli Stati membri sono indicate in un corposo allegato alla Comunicazione quadro che approfondisce l’analisi dei dati e le diverse iniziative strategiche lanciate dall’Ue e i correlati atti legislativi europei già adottati e in programma. Tra i punti viene anche raccomandata la promozione della transizione digitale verde integrando la sostenibilità nelle politiche, negli investimenti e nei quadri di governance digitali.
La relazione sull’Italia sul decennio digitale
La valutazione dell’Italia da parte della Commissione europea riconosce positivamente i risultati raggiunti nella transizione digitale ma segnala anche le criticità e gli ambiti dove sono necessari sforzi più decisivi.
L'Italia risulta aver compiuto notevoli progressi nella digitalizzazione negli ultimi anni, in particolare nella diffusione della fibra ottica fino alla sede del cliente (Fttp), nella digitalizzazione delle Pmi e nell'adozione del cloud e dell'analisi dei dati. Sulla base di diversi parametri, l'Italia supera la media Ue. La Commissione valuta che il nostro Paese beneficia inoltre di solide basi industriali e di ricerca e possiede risorse in tecnologie strategiche, in particolare semiconduttori, calcolo ad alte prestazioni e tecnologia quantistica. I servizi pubblici digitali dell’Italia sono ben sviluppati, inclusi la diffusione dell’identità digitale avanzata e lo sviluppo di sistemi di sanità digitale.
Nonostante una crescita promettente, persistono però debolezze strutturali, tra cui la bassa copertura Fttp nelle aree rurali e un'adozione e integrazione disomogenea delle tecnologie avanzate nelle attività aziendali. Le competenze digitali di base restano inferiori alla media Ue (54,3% contro 60,4% della media Ue) e lontano resta l’obiettivo minimo dell’80% al 2030. Inoltre la persistente carenza di competenze specialistiche in Ict (3,8% della forza lavoro contro la media Ue del 5%) ostacola la capacità delle imprese nel conseguire innovazione e aumenti di produttività, restando inoltre lontano l’obiettivo al 2030 del circa 8,4% al 2030 della forza lavoro specialistica in Ict che l’Italia si è dato, già inferiore al 10% circa fissato per l’Ue.
La Commissione mette in evidenza che queste carenze ampliano le disuguaglianze e frammentano l'ecosistema digitale nazionale, precisando che tali carenze compromettono la competitività dell'Italia, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto dove la scalabilità e l'innovazione sono cruciali.
In particolare il limitato livello di adozione dell'IA, unito alla debole integrazione strategica dell'Ia nelle imprese, riduce la produttività e la competitività delle aziende, in particolare delle Pmi, precisando come queste costituiscono la maggior parte del panorama imprenditoriale italiano. I limitati progressi nella scalabilità delle start-up riflettono anche una sfida più ampia nella commercializzazione della ricerca e nel raggiungimento di una presenza sul mercato globale.
Le raccomandazioni per l’Italia come sintetizzate dalla Commissione, sono dunque le seguenti:
- Connettività: sostenere la diffusione dell'infrastruttura in fibra ottica fino alla sede del cliente (Fttp) su tutto il territorio nazionale e combinare il supporto infrastrutturale con misure di adozione e di gestione dello spettro per progredire verso una rete interamente in fibra. In particolare, colmare il persistente divario nella copertura Fttp nelle aree rurali e garantire la continuità degli investimenti pubblici nello sviluppo delle reti fisse e mobili. Promuovere la diffusione delle reti 5G SA (standalone) e al contempo abilitare casi d'uso avanzati. Inoltre, sfruttare l'imminente scadenza dei diritti di utilizzo per negoziare condizioni favorevoli agli investimenti. Continuare a migliorare i collegamenti ad alta capacità con le isole.
- specialisti Ict e competenze digitali di base: rafforzare l'offerta di specialisti Ict e colmare il divario nelle competenze digitali di base, con particolare attenzione alle persone con un basso livello di istruzione formale o senza istruzione, combinando azioni in materia di istruzione iniziale, formazione continua e infrastrutture per l'inclusione digitale (ad esempio, consolidando la Rete di Servizi di Facilitazione Digitale come componente permanente dell'infrastruttura nazionale per l'inclusione digitale). Intensificare gli sforzi per migliorare e riqualificare le competenze sia nel settore privato che in quello pubblico, in particolare nei settori strategici (ad es. quantistico, semiconduttori, IA), e per aumentare la partecipazione delle donne agli studi e alle carriere nel settore Ict.
- IA: accelerare le azioni per rendere operativo il quadro nazionale di governance dell'intelligenza artificiale, in particolare sostenendo l'adozione dell'IA da parte delle imprese, soprattutto Pmi, garantendo al contempo uno stretto coordinamento tra le iniziative e le parti interessate. Promuovere i casi d'uso dell'IA nei settori strategici (ad es. manifatturiero e robotica), in linea con le priorità e le iniziative più ampie dell'Ue. Rafforzare i centri di eccellenza nell'IA, le attività di ricerca e sviluppo e le relative tecnologie abilitanti, mantenendo al contempo forti legami con l’industria.
- tecnologie quantistiche: rafforzare l'ecosistema quantistico italiano sostenendo lo sviluppo e l'adozione industriale delle tecnologie quantistiche e consolidando i legami tra gli attori industriali, sfruttando al contempo i punti di forza regionali emergenti per sostenere le attività Promuovere la collaborazione tra il mondo accademico e l'industria e integrare le infrastrutture nazionali nell'ecosistema quantistico dell'Ue (ad esempio, attraverso una partecipazione costante all'impresa comune EuroHPC e l'allineamento con la futura legge europea sulle tecnologie quantistiche).
- semiconduttori: consolidare la posizione dell'Italia nella catena del valore dei semiconduttori, finalizzando il quadro strategico e migliorando il coordinamento dell'ecosistema, garantendo al contempo la complementarità con le capacità e le iniziative a livello Ue. Rafforzare il coordinamento tra centri di ricerca, università e industria e fornire supporto, in particolare alle Pmi (ad esempio, attraverso infrastrutture condivise, linee pilota e servizi di trasferimento tecnologico). Continuare a promuovere lo sviluppo e l'utilizzo della linea pilota per semiconduttori a banda larga attraverso un'efficace collaborazione transfrontaliera.
