Rubrica: Europa e Agenda 2030
Priorità dell’Ue per l’Onu: evitare un mondo governato dalla legge del più forte
Settimana 13-19 luglio. Il Consiglio concorda le priorità dell’Unione europea in sede Onu del prossimo anno: attuare le riforme del Patto sul futuro, azione accelerata per gli SDGs, risposta alle crisi esistenziali climatico-ambientali.
È stata particolarmente ricca d’importanti novità l’attività delle istituzioni europee della scorsa settimana: il Consiglio dell’Ue ha adottato le conclusioni sulle priorità per l’81esima Assemblea generale dell’Onu, la Commissione europea ha adottato in particolare una nuova relazione demografica, la relazione annuale sullo stato di diritto, il piano per l’elettrificazione del sistema energetico e la revisione dell’Ets (sistema di scambio delle quote di emissioni di gas serra).
Si è poi riunito in sessione plenaria il 15-16 luglio il Comitato economico e sociale europeo adottando una serie d’importanti pareri su diverse strategie europee su migrazione e asilo, anti-razzismo, risposta alla crisi degli alloggi, sui piccoli reattori modulari, sulla legge sull’accelerazione industriale, sulla tabella di marcia per il lavoro di qualità, sulla gestione integrata del rischio incendi boschivi.
Inoltre, il 13 luglio è stata presentata la relazione del panel di esperti sulla sicurezza dei minori online istituita da Ursula von der Leyen. Rilasciando le prime dichiarazioni, la presidente ha annunciato che la Commissione esaminerà attentamente questa relazione e le relative raccomandazioni, per presentare delle proposte dopo l'estate.
Priorità dell’Ue per l’81esima Assemblea generale dell’Onu settembre 2026-settembre 2027
Il 13 luglio il Consiglio dell’Unione ha adottato le sue conclusioni sulle priorità per la prossima Assemblea generale dell’Onu. Si tratta di un atto annuale di particolare valore strategico con cui i ministri degli Stati membri analizzando la situazione del contesto geopolitico, identificano le priorità comuni dell’Ue consesso multilaterale dell’Onu.
Il Consiglio sintetizza in premessa la sua posizione strategica: di fronte alle pressioni geopolitiche, caratterizzate da crescente frammentazione, contesa e gravi violazioni delle norme universali e del diritto internazionale, l'Ue rimane ferma nel suo impegno a favore di un sistema multilaterale, fondato sul diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, e fedele agli scopi e ai principi universali della Carta delle Nazioni Unite e all'ordine internazionale basato sulle regole, con le Nazioni Unite al suo centro, per garantire la pace e la sicurezza, il rispetto dei diritti umani e lo sviluppo sostenibile per tutti. […]
L'Ue rimarrà un partner prevedibile e credibile e continuerà a cooperare con i partner che condividono la nostra determinazione a difendere e sostenere il diritto internazionale, compresa l'uguaglianza sovrana e l'integrità territoriale di tutti gli Stati, e che si impegnano a trovare soluzioni globali alle sfide comuni, anche attraverso l'attuazione del Patto per il futuro e dei suoi allegati. […]
Il multilateralismo fondato sul diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite e il rispetto universale dei diritti umani, deve prevalere per evitare un mondo governato dai giochi di potere e dalla legge del più forte.
Da quanto sopra, le priorità che guideranno l’azione dell’Ue in sede Onu vengono definite nei quattro punti di seguito illustrati.
1. Difendere e sviluppare un sistema multilaterale efficiente, efficace e inclusivo, saldamente radicato nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani.
Il Consiglio definisce non negoziabili i principi universali fissati nella Carta dell’Onu inclusa l’integrità territoriale, l’indipendenza politica e l’autodeterminazione. Viene ribadito come pace e prosperità, conseguimento degli SDGs, vanno di pari passo con il rispetto per la democrazia, lo stato di diritto e di tutti i diritti umani.
Per le azioni sui diritti umani, il Consiglio rinvia alle precedenti conclusioni sulle priorità dell’Ue nei forum dell’Onu per i diritti umani del 30 gennaio 2026, sottolineando l'importanza di integrare sistematicamente i diritti umani in tutti i pilastri, le agende e le strutture delle Nazioni Unite.
Come evidenzia il Consiglio, l’Ue e i suoi Stati membri rappresentano collettivamente il principale donatore umanitario, per il 40% degli aiuti umanitari globali nel 2025, continuando a dimostrare un forte impegno per la stabilità finanziaria delle Nazioni Unite, nonché degli aiuti umanitari ai più vulnerabili.
Il Consiglio riafferma ancora l’impegno a porre fine all’impunità attraverso il supporto al sistema di giustizia internazionale rappresentato dalla Corte di giustizia internazionale (Cgi) e dalla Corte penale internazionale (Cpi). In particolare in Consiglio conferma la propria condanna verso gli attacchi e le minacce nei confronti della Cpi, i funzionari eletti, il personale e coloro che collaborano con la Corte, compresi i rappresentanti della società civile.
2. Promuovere riforme per un'Onu efficace, economicamente efficiente e reattiva in tutti e tre i pilastri (pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile), attraverso partenariati e coalizioni.
Il Consiglio sostiene le riforme dell’Onu già in programma nel Patto sul futuro, tra cui la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu per renderlo più efficace, inclusivo, trasparente, democratico e responsabile, e per riflettere meglio le realtà odierne, rafforzando la voce delle regioni sottorappresentate.
Sull’argomento, il Consiglio sostiene per l’Ue l'iniziativa franco-messicana volta a limitare l'uso del diritto di veto nei casi di atrocità di massa e il Codice di condotta del Gruppo ACT in merito all'azione del Consiglio di sicurezza contro il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra su larga scala. Inoltre, l'UE sostiene la piena attuazione dell'articolo 27.3 della Carta delle Nazioni Unite: se un membro del Consiglio di Sicurezza (anche permanente) è parte in causa in una specifica controversia internazionale, ha l'obbligo di astenersi dal voto.
Il Consiglio ribadisce ancora l’impegno dell’Ue a rafforzare l'architettura finanziaria internazionale, anche in linea con il Documento finale della Quarta Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo noto come “Impegno di Siviglia".
L'Ue continuerà a sostenere, promuovere e rafforzare attivamente una società civile diversificata e indipendente, favorendo una partecipazione significativa ai processi multilaterali. Il Consiglio in particolare chiede un maggiore impegno in tutto il sistema delle Nazioni Unite nel rispetto, nella protezione e nella promozione dello spazio civico, salvaguardando l’accesso ai forum multilaterali.
3. Rafforzare l'architettura delle Nazioni Unite per la pace e la sicurezza, basata sulla prevenzione e sul mantenimento della pace.
Nella descrizione di questa priorità, il Consiglio entra nel merito dei conflitti e delle crisi umanitarie che affliggono diverse regioni del pianeta ribandendo le proprie posizioni, dalla condanna dell’invasione della Russia in Ucraina, all’auspicio di una soluzione duratura del conflitto Stati Uniti-Iran e del pieno rispetto della libertà di navigazione in linea con il diritto internazionale.
Per la crisi di Gaza inclusa la Cisgiordania e Gerusalemme est, il Consiglio condanna gli attacchi terroristici contro Israele, chiede a Israele il rispetto del diritto internazionale incluso il diritto umanitario internazionale, afferma l’impegno nel dare continuità a sostenere l'Autorità Palestinese, anche nel suo programma di riforme, affinché possa riprendere in modo sicuro il controllo effettivo di Gaza. Riafferma la posizione di rispettare la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per una pace, giusta e duratura basata sull'attuazione della soluzione dei due Stati.
Nel merito il Consiglio esprime preoccupazione per l'approvazione da parte del Parlamento israeliano della legge sulla pena di morte per il suo carattere di fatto discriminatorio. Ne chiede dunque l'immediata abrogazione oltre a porre fine delle azioni che minano la fattibilità della soluzione a due Stati, tra cui l'espansione degli insediamenti, la violenza dei coloni e le minacce di sfollamento forzato e annessione.
Il Consiglio richiama inoltre nel contesto, i suoi impegni assunti con il partenariato strategico Ue-Onu in materia di pace e sicurezza e le sue priorità comuni per il periodo 2025-2028, e ancora sugli impegni nel rispondere alle minacce della proliferazione dell’armi di distruzione di massa. In termini generali, il Consiglio indica che l'Ue promuove la modernizzazione e il rafforzamento del meccanismo di disarmo delle Nazioni Unite per affrontare le minacce attuali, compresa la rivitalizzazione della Commissione per il disarmo delle Nazioni Unite e della Conferenza sul disarmo.
Il Consiglio riafferma il suo impegno nel conseguire accordi per un uso pacifico dello spazio extra-atmosferico in vista della quarta conferenza globale sull’argomento che si terrà a Vienna nel 2027.
Tra gli altri argomenti trattati dal Consiglio su questo punto, sono presenti anche gli impegni al contrasto alle minacce ibride, agli attacchi informatici, alla prevenzione dei rischi legati alle tecnologie nuove ed emergenti. Il Consiglio s’impegna alla cooperazione con le Nazioni Unite per rafforzare la resilienza contro la disinformazione e promuovere il rispetto dello stato di diritto e del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale dei diritti umani, definendo l'integrità dell'informazione come bene pubblico globale.
4. Promuovere la prosperità e lo sviluppo sostenibile al 2030 e oltre
Su questa priorità è ribadito l’impegno dell’Ue a sostenere pienamente l'azione accelerata per il raggiungimento dell'Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel loro complesso, entro e oltre il 2030, in modo globale e inclusivo e in linea con il Patto per il futuro.
Il Consiglio indica che l'Ue riconosce l'importanza di affrontare le vulnerabilità e le disuguaglianze multidimensionali ed è pronta a valutare l'utilizzo di indicatori di progresso complementari che vadano oltre il prodotto interno lordo, a complemento delle politiche e delle pratiche esistenti.
Ribadisce inoltre i propri impegni nel portare avanti le azioni indicate con il vertice sulla finanza per lo sviluppo di Siviglia a inizio luglio 2025 e negli aiuti allo sviluppo contribuendo al finanziamento dell’attuazione dell'Agenda 2030. Per lo sviluppo sociale e l'eliminazione della povertà, il Consiglio ribadisce l'importanza di politiche sociali inclusive, sistemi universali di protezione sociale e investimenti nella coesione sociale quali fattori essenziali per lo sviluppo sostenibile, l'eliminazione della povertà e la riduzione delle disuguaglianze. Nel contesto richiama l’impegno ad attuare la Dichiarazione di Doha adottata al Vertice sociale mondiale del novembre 2025, in continuità con l’impegno di Siviglia, e il sostegno all’iniziativa dell’Ilo sulla Coalizione globale per la giustizia sociale.
Il Consiglio richiama gli impegni del Patto digitale globale e il documento finale del vertice Mondiale sulla Società dell'Informazione (Wsis+20) per una trasformazione digitale universale, accessibile, inclusiva a livello globale, fondata su un approccio incentrato sulla persona e sui diritti umani, sostenendo con convinzione il Panel Scientifico Internazionale Indipendente sull'Intelligenza Artificiale (AI) e il Dialogo Globale sulla Governance dell’AI. Nel merito, il Consiglio evidenzia la necessità di garantire l'indipendenza del Panel e la natura multilaterale del Dialogo Globale sulla Governance dell'IA per assicurarne il massimo impatto.
Sui temi della sanità, il Consiglio conferma il sostegno al processo di riforma dell'architettura sanitaria globale presso l'Oms e la finalizzazione dell'accordo globale sulle pandemie.
Il Consiglio evidenzia che la triplice crisi planetaria dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento, il rappresenta una minaccia globale per l'umanità, che richiede un'azione globale.
Il Consiglio sottolinea dunque l'importanza nel promuovere l'azione globale per il clima attraverso l'efficace attuazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dell'Accordo di Parigi, con l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura entro 1,5°. Nel merito evidenzia che l'integrità scientifica, la trasparenza, dati e informazioni affidabili sono essenziali per un'azione climatica e una preparazione credibili ed efficaci, ed è necessario evitare qualsiasi politicizzazione della scienza climatica.
In particolare gli obiettivi globali che l’Ue ribadisce al 2030 sono definiti con l'arresto e l’inversione della deforestazione e del degrado forestale, triplicazione delle energie rinnovabili e raddoppio dell’efficienza energetica.
Il Consiglio ribadisce ancora l’impegno a portare avanti i negoziati per un accordo globale vincolante per arrestare l’inquinamento da plastica che ne abbracci l’intero ciclo di vita.
Particolare attenzione è rivolta al tema dell’acqua, assumendo l’impegno al fine di dare un seguito ambizioso alle iniziative avviate con la Conferenza delle Nazioni Unite sull'acqua del 2023 (anche nelle conferenze programmate per il 2026 e il 2028), sottolineando l'importanza del ruolo d’Inviato speciale delle Nazioni Unite per l'acqua per accelerare i progressi. In particolare il Consiglio chiede un rafforzamento della governance idrica e un processo intergovernativo regolare sull'acqua in seno alle Nazioni Unite e incoraggia l'attuazione della Strategia globale delle Nazioni Unite sull'acqua e i servizi igienico-sanitari, nonché la considerazione dell'acqua come questione trasversale nell'ambito dell'iniziativa di riforma delle Nazioni Unite Un80 e il rafforzamento dell'agenda globale sull'acqua nel periodo post-2030.
Altre novità in breve
La terza relazione demografica presentata dalla Commissione europea il 14 luglio, riprendendo le proiezioni sviluppate dal Centro comune di ricerca (Jrc) evidenzia che ad oggi l’Ue si trova a un picco storico della popolazione di 450,6 milioni di persone, che si attesterà intorno ai 445 milioni entro il 2050 e a 398,8 milioni entro il 2100. Ciò rappresenta una diminuzione complessiva di circa l'11,7%, tornando ai livelli registrati negli anni ’70. La relazione illustra le sfide che queste proiezioni demografiche determinano per il futuro dell'Ue, dalla carenza di manodopera e dai bilanci pubblici sotto pressione, alla pressione sui sistemi di assistenza, istruzione e formazione e alla coesione regionale. La relazione indica le possibili risposte politiche richiamando quadri strategici anche già adottati quali lo “strumentario d’intervento” del 2023.
Il piano d’azione per l’elettrificazione e la revisione del sistema Ets sono stati presentati congiuntamente il 17 luglio. Si tratta di due importanti iniziative atte a perseguire gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Ue, a rafforzarne la competitività e l’autonomia strategica anche attraeerso misure per ridurre il costo dell’energia sviluppando diverse iniziative avviate dalla nuova Commissione europea integrate nel Patto per l’industria pulita e nel correlato Piano d’azione per l’energia accessibile. Il piano per l’elettrificazione identifica una serie di azioni ponendo un target minimo di elettrificazione del sistema energetico del 46% al 2040 (in raddoppio dall’attuale 23%), valutando che il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe ridurre la fattura delle importazioni di combustibili fossili dell'Ue di 260 miliardi di euro all'anno entro il 2040.
La revisione dell’Ets estende il campo di applicazione al settore marittimo, aereo e all’incenerimento dei rifiuti. L’estensione del vincolo di spesa del 50% dell’Ets (dall’attuale 10% circa) a disposizione dei governi per la decarbonizzazione dei settori Ets, servirà ad accelerare il processo anche in linea con quanto previsto nel Piano per l’elettrificazione.
La relazione annuale sullo Stato di diritto è stata presentata dalla Commissione europea il 17 luglio. La Commissione valuta che nell'ultimo anno molti Stati membri hanno compiuto progressi in materia di riforme della giustizia. Tra le misure positive figurano il rafforzamento dell'indipendenza dei consigli della magistratura, ulteriori garanzie per le nomine dei giudici e le procedure disciplinari e il rafforzamento dell'autonomia delle procure. Le riforme stanno tuttavia progredendo a un ritmo più lento in alcuni Stati membri e, in alcuni casi, permangono gravi preoccupazioni.
La relazione annuale è accompagnata dalle relazioni annuali sullo Stato di diritto per ciascun Paese, tra cui l’Italia, in cui vengono formulate specifiche raccomandazioni anche analizzando i risultati rispetto alle precedenti raccomandazioni.
La Commissione sintetizza per l’Italia i seguenti punti:
- prosegue la tendenza positiva di riduzione dei tempi di esaurimento dei procedimenti giudiziari, ma la durata resta ancora un problema serio;
- è stata adottata una nuova strategia nazionale anticorruzione per il periodo 2026-2028. Il quadro penale di lotta alla corruzione è stato stabilizzato, con una sentenza della Corte costituzionale secondo la quale la legge che riduce il perimetro del reato di traffico di influenze illecite non viola la Costituzione;
- mentre il disegno di legge sul conflitto di interessi è ancora in attesa di approvazione in Parlamento, ad agosto 2025 sono state abrogate le norme vigenti sulle restrizioni al conferimento di incarichi successivi a ex funzionari pubblici locali;
- i portatori di interessi hanno continuato a esprimere preoccupazione per il ricorso eccessivo alla decretazione d'urgenza e alle mozioni di fiducia, mentre la Camera dei deputati ha adottato misure per limitarne l'uso in futuro;
- sono stati compiuti i primi passi verso la creazione di un'istituzione nazionale per i diritti umani;
- è iniziata l'attuazione della legge sulla sicurezza del 2025 ed è stato convertito in legge un nuovo decreto d'urgenza nel settore della sicurezza interna; alcuni portatori di interessi hanno manifestato riserve circa il possibile impatto dei due atti sullo spazio civico e sull'esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali.
